FARE PENSARE

Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino


I pellegrini camminavano di giorno, mentre di notte riposavano nelle chiese disseminate un po’ ovunque lungo il tragitto. Era un’esperienza comune nel Medioevo, la gente si recava ai luoghi santi: Gerusalemme, Roma o Santiago de Compostela. Oggi questa tradizione è rimasta viva in Spagna e il Cammino di Santiago è continuamente frequentato. C’è chi ha voluto anche far rivivere l’esperienza del pellegrinaggio sulla Via Francigena, quella che nella tradizione conduce da Canterbury a Roma e, oltre, a Gerusalemme. Il Consiglio d’Europa ha definito tale percorso come culturalmente rilevante per l’identità europea: si tratta di renderlo effettivamente praticabile nella realtà attuale del territorio, attraversato dall’intrico di strade trafficate, su una campagna che è sempre più città. Il 10 gennaio
2008 si è svolta la prima giornata di studio sulla Via Francigena presso il monastero di S. Domenico a Siena, sotto gli auspici dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, della CEI, diretto da Don Mario Lusek.
L’incontro si è aperto con il saluto di S.E. Mons. Antonio Buoncristiani, Arcivescovo di Siena. Tra i relatori: Vittorio Sozzi, del Servizio per il progetto culturale CEI, Monica D’Atti, autrice di una guida della Via Francigena, Don Domenico Poeta, responsabile per i beni culturali ecclesiastici di Siena.
Don Mario Lusek, nel concludere i lavori, ha sottolineato l’urgenza della costituzione di una associazione che animi la Via Francigena in tutte le sue espressioni, dal tracciato ai luoghi di accoglienza, alle specifiche liturgie rivolte ai pellegrini.

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