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Uno sguardo al futuro

Per guardare alla prospettiva futura della Chiesa, anche nella sua dimensione fisica di complesso di spazi e luoghi, dovremmo riuscire a cogliere nella parola “chiesa” tutta la profondità storica dei suoi significati, dalla sua origine classica greca a quella biblica ebraica, e comprendere anche il suo significato cristiano, presente negli Atti degli Apostoli.

Si aprirebbe così la strada per consolidare un umanesimo cristiano. Difficilmente in sede giornalistica si offrono occasioni di approfondimento per questioni complesse.

È per questo doveroso rivolgere il plauso ai promotori di questa riflessione e a quanti continuano a credere ancora all’utilità di una rivista, come «Chiesa oggi», che solleciti i propri lettori a scendere nelle profondità dei problemi, culturali ma anche tecnici, o a sollevarsi sopra i muri che impediscono di guardare oltre, per dare uno sguardo all’esistenza anche degli altri.  

Credo che, per prospettare il futuro, occorra guardare al passato e ispirarci all’intraprendenza di chi ci ha preceduto.

Guardo al futuro dalla meravigliosa sede della Biblioteca Ambrosiana. Essa fu un’istituzione voluta per rinnovare il metodo degli studi, la vita culturale, la formazione artistica.

 

Fu un modo, dirompente per il tempo, per testimoniare l’esistenza di una comunità ispirata dallo spirito, più che dagli affari, e tanto aperta alla più ampia comunità del mondo, da inviare i propri primi membri ad esplorarla direttamente e da invitare i sapienti del tempo a insegnare a Milano.

I benefici per ogni angolo della città, dal centro sino alle sue porte e ai borghi periferici, sono ancora oggi visibili negli edifici e non solo nelle chiese, nelle pitture e nelle sculture, interne ed esterne agli edifici religiosi.

A distanza di quattro secoli rimane attuale l’ispirazione originaria che sta alla base della fondazione dell’Ambrosiana: potenziare la ricerca della verità; promuovere e raccogliere le manifestazioni di bellezza, custodendole e manifestandole; produrre il bene per la società attraverso la formazione.  

A tale scopo l’Ambrosiana ha recentemente deciso di incoraggiare giovani artisti, che nell’ambito delle diverse tecniche d’arte, anche multimediali, sappiano produrre un incontro tra storiche opere d’arte e l’arte contemporanea, affidandone una prima interpretazione a giovani critici d’arte, con l’impegno a testimoniare la ripresa dell’umanesimo cristiano. Un compito analogo «Chiesa oggi» potrebbe far proprio per i prossimi venticinque anni di vita a servizio dell’arte cristiana.  

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Redazione – Chiesa Oggi N° 69
31/07/2005