FARE

Sentirsi a casa


Un residence in un antico palazzo del centro di Firenze è stato pensato per i gusti dei tradizionali ospiti inglesi.

servizio di: Romina Emili
Foto: Athos Lecce

Abbiamo percorso via dei Servi a Firenze qualche mese fa, diritta, razionalissima e privilegiata prospettiva verso la cupola per eccellenza: quella di S. Maria del Fiore di Brunelleschi. Difficile era staccare lo sguardo da quelle
tarsie marmoree e dalla perfetta geometria: assoluta espressione di solitaria bellezza, ma abbiamo avuto la fortuna
di continuare a sentire il respiro della cupola, perché abbiamo scelto di soggiornare in un piccolo elegantissimo
residence posto a metà strada tra il Duomo e piazza SS. Annunziata. Il Residence Hilda nasce nel 2005 dalla
ristrutturazione di un Palazzo dell’800 di proprietà dei Conti Guerrini, che è pervenuto nel corso delle generazioni alla famiglia che attualmente ne gestisce l’attività.

La prospettiva rinascimentale da “città ideale”
è una costante della sensibilità fiorentina.

Pavimento in marmo bianco e nero, realizzato da Sollazzini di Firenze; applique “Canne”, Rodolfo Dordoni, Artemide; sedia trasparente “Louis Gost”, Kartell; divano neobarocco.

I proprietari, grandi viaggiatori, si sono ispirati a una tipologia ricettiva che risale alla tradizione anglosassone, quando nei primi anni del ‘900 a Firenze si preferiva soggiornare in buone pensioni a gestione familiare perché offrivano cortesia e grande ospitalità. Il rapporto diretto con il cliente e la volontà di dare uno spazio abitativo completo con la sensazione di trovarsi in casa propria all’ombra della cupola di S.Maria del
Fiore, sono la formula del lavoro della famiglia. Organizzato su quattro piani, il residence è suddiviso in nove miniappartamenti più una suite de luxe nella mansarda.

Poltroncina in polietilene “Prince Buster” di Platt & Yang, Driade; tavolo basso “Dan”, divano e mobile sospeso, De Padova; lampade da tavolo, “Costanzina”, Luceplan.
Camera matrimoniale su misura realizzata da Silvano Tozzi di Firenze.

L’antica concezione dell’accoglienza del visitatore qui si mescola sapientemente con lo stile del design contemporaneo degli arredi che, con discrezione e studiati rapporti di armonie cromatiche e formali, popolano ambienti riportati in vita da esperti artigiani fiorentini. L’impostazione cromatica è comune a tutto il complesso: inizia dal rigoroso bianco e nero
degli ambienti di accoglienza per continuare nelle suites con mobili sempre bianchi in contrasto con il teak del pavimento e con tocchi di colore di poltroncine e divani rossi e giallo-verdi.

Qualità dell’intervento

L’idea base del progetto: comodità contemporanee, privacy e tanto spazio vivibile.
Uso dei materiali: grande attenzione ai pavimenti nelle camere da letto in teak e nell’atrio d’ingresso in marmo a scacchi bianchi e neri. Innovazione: un’ambientazione d’altri tempi fa da sfondo al design di oggi in una
dimensione di fiorentina contemporaneità. Nuove tecnologie: un sistema che gestisce il risparmio energetico permettendo di far abbassare (in caso di riscaldamento) o innalzare (in caso di aria condizionata) automaticamente la temperatura della stanza quando i clienti disinseriscono la chiave a una temperatura che è settata dai proprietari. Appena il cliente reinserisce la carta elettronica le impostazioni tornano quelle che aveva settato prima di uscire.

Qui vi è un’abitudine molto apprezzata dagli ospiti anglosassoni di cui si è tenuto conto: quella di pranzare seduti su poltroncine perché ritenute molto più confortevoli delle normali sedie (e non hanno torto). Anche l’organizzazione delle singole suites ha una costante: in ognuna di esse la separazione tra zona notte e zona giorno è ottenuta con l’interposizione del blocco dei servizi, lasciando però libero un breve andito che permette di non interrompere l’open space con cui è concepito l’insieme. Inoltre piccoli avvenimenti sorprendono il cliente: al suo arrivo trova un omaggio di frutta di stagione e di olio extra vergine di oliva spremuto a freddo nel frantoio di proprietà della famiglia.

Cucina, Aurora; sedie e divano “Pollack”di Vico Magistretti, De Padova; tavolo, “Tulip”, Knoll; lampada a braccio
“Tolomeo Mega”, Artemide; lampada da terra “Costanza”, Luceplan.
Sanitari, Pozzi Ginori, rubinetteria, Ideal Standard; scaldasalviette, Zender; specchio e vetro doccia, Maioli (FI).

 

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