ARCHITETTURA FARE

Segno dell’annuncio nel quartiere

Gli elementi tradizionali della chiesa sono riproposti così da garantire che il significato del luogo sia immediatamente chiaro ed evidente: mentre il campanile impernia tutto il complesso rendendolo ben visibile, un porticato lungo tutto il fronte principale funge da pronao e media il passaggio dal sagrato all’interno dell’aula liturgica.

Fidene è una delle tante borgate di nuova edificazione a Roma, vaste aree rurali in breve tempo divenute urbane. I problemi comuni a queste borgate sono noti: carenza di pianificazione infrastrutturale, a volte abusivismo, eterogeneità delle nuove edificazioni, a volte carenza di luoghi ben definiti che fungano da riferimento sociale…. L’Amministrazione
cittadina ha cominciato ad affrontare e cercare di porre rimedio a questi problemi per esempio lanciando piani per le riqualificazioni delle piazze e per coinvolgere gli abitanti e le associazioni che li rappresentano nello sviluppo di iniziative che dotino i quartieri di servizi adeguati alle necessità.
Questi interventi della amministrazione civile si sono inseriti nel momento particolarmente felice della preparazione del Grande Giubileo del 2000, per il quale il Vicariato romano lanciò il progetto chiamato “50 chiese per Roma 2000”, con lo scopo di dotare di un nuovo centro parrocchiale tutti i quartieri periferici che ne fossero ancora privi o che ne avessero uno insufficiente.
All’interno di questa grande iniziativa si inserisce anche la costruzione di questo complesso parrocchiale progettato da Roberto Panella, architetto di grande esperienza in fatto di chiese.
“Fidene” scrive Panella “in pochissimo tempo è arrivata a toccare i 20.000 residenti e ad avere caratteristiche proprie di un grosso paese”. L’area del nuovo complesso parrocchiale è molto vasta, completamente inserita nel tessuto urbanistico e adiacente alla strada principale della borgata, via Don Giustino Russolilli.
Da questa strada il lotto degrada verso valle. La nuova chiesa si presenta con caratteri di facile identificabilità e di agevole fruibilità.
Scrive ancora Panella: “Il complesso dall’esterno si caratterizza non attraverso le accentuazioni volumetriche,
che sono contenute al minimo, ma attraverso lo stacco della copertura della chiesa e del campanile, un deciso segno che comunica a tutto il quartiere la presenza dell’edificio ecclesiastico. Il complesso parrocchiale vuole essere inoltre simbolo
di accoglienza ai fedeli attraverso la presenza del pronao di ingresso sul sagrato, filtro tra l’intorno e la chiesa stessa.Tale figura, con l’arco centrale e caratterizzato dall’intonaco chiaro segnato a riquadri che spicca sui mattoni faccia a vista di sfondo, accentua la monumentalità della facciata frapponendosi tra elementi di modernità ed elementi
più tradizionali”.
Il complesso è caratterizzato da un asse ortogonale alla via principale che lo divide in due parti; da un lato la chiesa con la cappella feriale e la sacrestia raccolte planimetricamente in una figura rettangolare scavata da segmenti di murature assiali verso il cuore vero e proprio del complesso, il luogo dell’altare segnato anche dalla base del campanile, dove
è posto il tabernacolo. Dall’altro lato gli ambienti destinati al ministero pastorale e all’abitazione del parroco, dal disegno regolare che si affacciano sulle basse palazzine laterali. Il camminamento che segna l’asse mediano riconduce a un’area attrezzata a campi da gioco per i giovani, che sono numerosi nella comunità parrocchiale.

Facciata principale.
Planimetria generale.
Vista della facciata posteriore della chiesa.

Alla chiesa si accede da due rampe pedonali e da un’ampia gradinata.
L’aula liturgica, la cui forma planimetrica origina dall’idea che i fedeli si raccolgano attorno al presbiterio, si presenta come spazio la cui organizzazione è facilmente e immediatamente leggibile.
Il camminamento centrale tra i banchi, la base del campanile (che si pone sul prolungamento visivo del corridoio centrale), il convergere delle travature di copertura: tutto riconduce immediatamente all’altare e al tabernacolo. La pavimentazione del corridoio assiale propone disegni geometrici variati, con alternanza chiara e scura, che ricordano altre chiese ormai storiche della capitale, come la nota chiesa del Villaggio Olimpico progettata da Francesco Berarducci.
Nell’insieme si realizza una tensione ascensionale che sembra raccogliere l’energia di tutto lo spazio e proiettarlo al di sopra del luogo dell’altare. Il campanile, dove si trova anche il tabernacolo, diventa segno della presenza del Sacramento non solo per chi sta dentro la chiesa, ma anche per chi sta fuori. Così in esso si sommano sia la funzione di araldo della chiesa nel quartiere, sia quella di annuncio del Sacramento.

Sulla copertura si aprono finestre rivolte verso l’area
presbiteriale. I banchi ricurvi avvolgono il presbiterio.

Complesso Parrocchiale di Santa Felicita
e Figli Martiri a Roma

Progetto: Arch. Roberto Panella
con Arch. Massimiliano Ciotti,
Arch. Alberto Costantini
Calcoli strutture: Ing. Andrea Cinuzzi
Progetto impianti: Ing. Luigi dell’Aquila
Struttura lamellare: Arch Legno, Ascoli Piceno
Campane: Fonderia Marinelli, Agnone (Isernia)
Panche: Genuflex, Maser (Treviso)

Sezione longitudinale; a destra, la pianta nella quale si distinguono i due edifici della chiesa e dei servizi,
separati da un camminamento mediano. In alto: vista verso i servizi parrocchiali.
Vista laterale del presbiterio e della base del campanile
che incapsula il tabernacolo.
L’alternanza di figure geometriche chiare e scure
movimenta il corridoio centrale verso l’altare.

Entro l’aula liturgica la luce naturale filtra in modo indiretto, onde evitare fastidiosi barlumi e riflessi. Le finestre sono ubicate sulla copertura, rivolte verso il centro dell’aula, e sono particolarmente grandi ai lati del presbiterio, così da garantire su di questo la maggiore intensità luminosa. Lungo il perimetro si allineano altre finestre schermate.
I banchi sono posti secondo linee ricurve, che si raccolgono in modo concentrico. Anche i banchi dell’aula feriale partecipano a questa disposizione, così da configurare nell’assemblea una tensione centripeta rivolta all’altare e al tabernacolo.
La casa canonica e i locali del ministero pastorale sono posti in un unico edificio a forma di trapezio rettangolare.
Il camminamento pedonale che separa questo edificio dalla chiesa termina con la scala di collegamento ai locali del ministero pastorale. Negli ambienti seminterrati vi sono altri spazi dedicati al catechismo, agli anziani, al gruppo scout, e infine gli spogliatoi.

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