ARCHITETTURA

Un’antica masseria sulla costa del Salento

Sulla strada tra Nardò e Avetrana, a dieci minuti dal parco regionale di Porto Selvaggio e dall’oasi naturalistica della Palude del Capitano.

Non è un caso se le case coloniche più belle e complesse si trovano in quella parte della Puglia che era stata proprietà del Regio Demanio a partire dal regno normanno. La nobiltà della loro fattura era dovuta al fatto che erano “masserie regie” costruite dagli stessi architetti che progettavano i castelli e le fortezze del re. Queste masserie erano divise in due settori comunicanti: quello abitato dal proprietario terriero feudatario del re, e quello con gli alloggi dei contadini attorno alla zona lavorativa. Solo la parte nobile veniva costruita col linguaggio alto dell’architettura, cioè con grandi spazi voltati all’interno ed elementi decorativi all’esterno, per diversificarla da quella contadina. Queste imponenti costruzioni, grazie anche al loro isolamento all’interno di grandi proprietà agricole, spesso sono arrivate intatte fino a noi perché continuativamente utilizzate dai semplici proprietari subentrati alla proprietà feudale.Nelle antiche mappe questa fattoria è presente fin dal XIII secolo, un periodo che vide alternarsi varie dinastie straniere, dai Normanni agli Svevi e agli Angioini; ma l’attuale nome di Masseria Bernardini le viene dalla nobile famiglia leccese che l’acquistò a metà ‘700. La masseria ha funzionato come azienda agricola fino al 1989, quando è stata abbandonata; solo da una decina d’anni ha ripreso a vivere grazie ai capitali del nord (Gruppo Cartiere Vannucci di Milano) che, dopo averla acquistata e restaurata, ne hanno fatto un elegante Art Resort con piscina. La presenza di turisti italiani ed esteri è qui assicurata dalla vicinanza del meraviglioso Parco Naturale di Porto Selvaggio (dove la costa forma una serie di insenature ricche di fauna, di macchia mediterranea e di pini marittimi), e dalla facilità con cui si raggiungono preziose città d’Arte come Lecce, Nardò e Galatina. E’ la nuova frontiera del turismo balneare in Italia.

Il Parco Naturalistico di Porto Selvaggio è un alto tratto di costa roccioso dalla natura selvaggia e incontaminata. Arrivarci non è facile, la macchina si può parcheggiare in alto nei pochi posti che ci sono per poi affrontare una discesa lunga, a volte ripida, che attraversa il meraviglioso il bosco. Non è consigliabile portare dietro ombrelloni e sdraio perché la discesa, in alcuni punti, è piuttosto impegnativa. Durante la passeggiata si deve approfittare del luogo e una volta immersi nella fitta boscaglia respirare a pieni polmoni l’aria resa balsamica dalla presenza dei pini, godendo del paesaggio naturale e selvaggio. Sembra di stare in un bellissimo posto di montagna e non a pochi passi dal mare. Nel momento in cui si esce dal bosco appare all’improvviso tutta la bellissima baia.Pur trovandosi in campagna, la Masseria Bernardini ha uno stile e un’atmosfera che si allontanano dal rustico tipico dell’agriturismo, ed è differente anche dal residence e dall’albergo, perché non si è voluta una struttura centralizzata, ma si è conservata l’architettura originaria della masseria. Inoltre non c’è nè bar né ristorante in senso convenzionale, ma una serie di servizi personalizzati per vivere la masseria in tutta la sua autentica bellezza con il rispetto dovuto a un’antica architettura. Si tratta di una forma di hospitality innovativa che dà molto di più di un’accoglienza tradizionale.

La masseria è quasi tutta intonacata di bianco, perchè è il metodo migliore di difendersi dal calore dei raggi solari, ma alcune parti, come le mura perimetrali e le scale molto geometriche, sono state lasciate pietra a vista per far ammirare la texture molto ordinata delle possenti pietre locali.Sulle bianche pareti che terminano nelle curve sinuose della volta sono stati messi dei dipinti di grande livello, come questo d’impostazione surrealista che ricorda i primi incubi di Salvador Dalì.
I divani nella loro candida stereometria cercano di farsi notare il meno possibile e di fare da base allo slancio quasi gotico della volta.
Il camino esibisce nella sua cornice la travolgente forza materica della pietra.
Unica nota di colore: la lampada arancione che si accorda alle due poltrone del quadro.

Anche il piccolo vano del bagno ha una volta che le luci accarezzano e valorizzano. Lo specchio con cornice argentata sembra galleggiare nello spazio. Tutto il resto è di una sobrietà elegante e proprio per questo accogliente.
Un tendaggio fatto di grandi dischi gialli e bianchi semi trasparenti diventa surreale grazie alla luce. Tutto sembra diventare magico e surreale in questa architettura con grandi volte che ricorda i palazzi principeschi del medioevo, gli stessi che fanno da sfondo a un libro orientale sopravvissuto nei secoli come “Le mille e una notte”.Nasce a Milano nel 1958 dove si laurea. E’ fondatore di Cartiere Vannucci (maggio 2000) e di Kasta Gallery (gennaio 2003). Ha curato progetti di allestimento di mostre d’arte quali, tra le altre, “dalla mini al mini”, Technogallery – l’arte nell’era digitale”, “Arte, natura e tecnologia dell’abitare”. Ha ideato e prodotto il progetto “Autoritratti – i nuovi artisti italiani”: un archivio video della nuova arte italiana. Dopo aver lavorato al recupero di spazi industriali e alla ristrutturazione di antichi casali, alla creazione di loft, negozi e locali, ha trasformato una masseria salentina in un Art-Resort. Sta ora lavorando alla realizzazione di ville e alla ristrutturazione di un castello cinquecentesco nel Salento.

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