ARCHITETTURA

Un rustico a Cortina

Era una casa rurale in uno dei nuclei storici più interessanti di Cortina, la frazione di Cojana, molto vicina al centro. Dopo aver resistito per decenni alla tentazione di venderla, i proprietari ampezzani l’hanno ceduta a una famiglia di villeggianti che l’hanno subito trasformata a sua misura. Lasciamolo raccontare dalla protagonista dell’evento, l’architetto Ambra Piccin, auterevole interprete dell’attuale stile cortinese. “Anno dopo anno quel fienile era rimasto così, semplicemente, dapprima utilizzato per le sue vere finalità e poi sempre meno frequentato, man mano che i suoi proprietari cambiavano mestiere, si evolvevano e si allontanavano (la chiamano civiltà). Conoscevo bene quei legni antichi, profumo di fieno, vago, ma ancora ben presente. Il tavolato in terra, grosse piences (travi, ndr) sopra al soffitto della stalla. Qui entravano i carri. E quelle crojerès, i ritti e i traversi, le capriate, le travi. Potevo sentire ancora il lavoro degli uomini che giorno dopo giorno lo avevano costruito: maestranze antiche, tecniche carpentieristiche tramandate di padre in figlio.

I mobili sono quelli classici della stube ampezzana: tavolo e sedie di struttura gotica reinterpretata in stile barocco, la panca che fa angolo intorno al tavolo, l’armadio dipinto come elemento di rappresentanza della casa. I tessuti dei cuscini, sia sulla panca che sui divani, sono quelli tradizionali delle tessiture del Cadore nella variante a disegni rossi rilevati su fondo écru. La tovaglia ha un elegante bordo traforato.Il tavolo da pranzo é inserito, quasi avvolto, tra un armadio antico dipinto, una stufa contadina in muratura e una spettacolare balaustra in ferro battuto

Tutte le opere in legno sono state realizzate dalla falegnameria “Il Truciolo” di Walter Catturani con sede ad Alverà (Cortina). Le opere in ferro battuto sono di “Fabbro Zino L.T.A.” di Pian da Lago. Le decorazioni delle porte sono della bottega artistica “El Marangon” di Paola e Claudia Bernardi a Cortina. La regia globale è dell’arch. Ambra Piccin.Questo è un interno che, nella sua apparente semplicità, è da godere nei dettagli: gli esuberanti intagli delle sedie e il loro cuscino che riprende le forme barocche della seduta; il tappeto che ha lo stesso disegno rosso dei cuscini; la bella collezione di peltri e di piatti con bouquets romantici; le balaustre in ferro battuto che riprendono motivi rococò. La formella, eseguita dalle sorelle Paola e Claudia Bernardi, fa parte di una elegante porta dipinta in stile tirolese. La grande applique in ferro lavorato artigianalmente è di Fabbro Zino L.T.A.La presenza più stupefacente in questo toulà ristrutturato è sicuramente la vasca natatoria con dispositivo per il nuoto controcorrente, quello che permette di nuotare rimanendo fermi al centro della vasca. È come il tapis roulant per la corsa

Riconoscevo tutto: gli incastri, i tennoni, le saette e molte altre cose ancora. Dopo aver osservato tutto questo ho sentito la responsabilità del compito che mi era stato affidato. Nuovi locali, nuovi spazi e una nuova destinazione: progettare una dimora abitativa su misura per i nuovi proprietari, che erano felici di potervi entrare. Dopo un lungo tempo di abbandono, una nuova vita sarebbe rifiorita all’interno di questa bella architettura che andava il più possibile conservata.” L’incarico è stato facilitato dal fatto che i proprietari hanno espresso fin dall’inizio l’intenzione di mantenere la tipologia architettonica ampezzana e di rispettare le antiche tradizioni locali. Inoltre, l’architetto Piccin è dotata di un sesto senso: riesce sempre a capire i bisogni profondi del suo cliente, anche quelli più inespressi.Probabilmente l’intuito femminile qui gioca un compito primario. Sta di fatto che il suo intervento, giustamente  più conservativo che innovativo in questo antico “toulà”, è risultato molto gradito ai committenti. Vi sono entrati come in un guanto della misura giusta. L’intervento ha richiesto il restauro scientifico di tutta la struttura, il risanamento conservativo di tutte le murature e il rifacimento completo del tetto, utilizzando le vecchie travi restaurate che ancora riportano l’antico contrassegno della famiglia ampezzana originariamente proprietaria dell’immobile. Da una scalinata esterna si entra direttamente al primo piano dell’ex fienile dove è situata la zona giorno con l’ampio soggiorno, la cucina, il guardaroba e il servizio ospiti.

La bella cucina, inserita in un ambiente mansardato e parzialmente foderato in legno, è stata eseguita dalla falegnameria “Il Truciolo” di Walter Catturani su disegno dell’arch. Ambra Piccin. I forni e il frigo sono stati inseriti in un armadio credenza tradizionale. L’angolo per la prima colazione è sempre nello stile tradizionale ampezzano con mobili di tradizione gotica.DOPO INIZIALI STUDI CLASSICI CONSEGUE LA MATURITÀ IN ARTE APPLICATA, QUINDI SI LAUREA IN ARCHITETTURA A VENEZIA NEL 1991 CON SPECIALIZZAZIONE IN COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E TECNOLOGIA DEI MATERIALI. INIZIA UNA PLURIENNALE ESPERIENZA DI COSTRUZIONE E DIREZIONE DEI LAVORI IN SVIZZERA, AUSTRIA E IN VARIE LOCALITÀ ITALIANE. OGGI OPERA SOPRATTUTTO NELL’AMPEZZANO DOVE È TITOLARE DELL’OMONIMO STUDIO DI ARCHITETTURA SPECIALIZZATO IN RISTRUTTURAZIONI DI QUALITÀ, DOVE SI SEGUE CON MOLTA CURA LA CONDUZIONE DEI LAVORI, LA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTISTICA E DELL’ARREDAMENTO.
LO STUDIO SI AVVALE DELLA COLLABORAZIONE DEI PIÙ QUALIFICATI ARTIGIANI E ARTISTI DELLA ZONA PER REALIZZARE QUALSIASI DESIDERIO DEL CLIENTE, UTILIZZANDO TALENTI, TRADIZIONI E MATERIALI TIPICI DEL LUOGO RIVISITATI CON CREATIVITÀ. IL LUNGO PERCORSO DI STUDIO E RICERCA, UNITO A UN’INNATA PROPENSIONE ALLA CREAZIONE D’INTERNI, HANNO FATTO DI AMBRA PICCIN UNO DEI NOMI PIÙ NOTI E ATTIVI NEL PANORAMA ARCHITETTONICO CORTINESE.Mediante una scalinata di ampio respiro si raggiunge la zona notte posizionata nei locali sottotetto. Ogni porta della casa è costruita ad arco con cornici intagliate e pannelli tirolesi dipinti. Le camere sono tutte dotate di abbaini e velux per l’areazione ricavati dalle falde con tecniche di carpenteria di artigiani specializzati di Cortina. Modulando i volumi dietro la zona pranzo si è ricavata una zona studio e lettura sopraelevata che copre la scala di collegamento con il piano inferiore ubicato dove prima si trovavano le stalle. In questi spazi sono stati realizzati i vari locali di servizio e un’interessante zona fitness dotata di una comoda piscina attrezzata per il nuoto controcorrente.

La scelta di una boiserie semplice (senza la scansione in pannelli incorniciati e separati da lesene e capitelli) si fa sempre più strada a Cortina, specie nelle case di origine contadina che poco hanno a che vedere con i castelli aristocratici per cui quelle decorazioni solenni e fastose erano state pensate. Il pericolo è di cadere nel vizio opposto: quello dell’anonimo e insapore. Solo un architetto cresciuto tra queste valli e abituato a questi artigiani può riuscire a rendere prezioso anche un interno di ricercata semplicità.
Tre dettagli di motivi decorativi eseguiti da artigiani ampezzani che continuano l’antica tradizione alpina, rinnovata seguendo le nuove sensibilità e i nuovi bisogni di un’élite esigente com’è quella di Cortina.Lo spazio mansardato è sfruttato al massimo per la zona notte, con vasche che s’infilano sotto la parte bassa del tetto e abbaini che permettono di alzarsi dal letto senza traumi

Anche se tutt’altro che grande, dopo l’intervento dell’arch. Piccin questa abitazione risulta labirintica e piena di posti gradevoli dove stare. Qui sta il segreto dell’architettura contemporanea: interpretare psicologicamente (e non solo funzionalmente) le varie zone di vita facendole diventare accoglienti e nello stesso tempo avvolgenti. Come il bel soggiorno ad anfiteatro fatto di poltrone e divani bianchi con cuscini decorati con motivi tirolesi violentemente rossi, un classico che dà allegria alla vita di montagna. Il tono generale è dato da una semplicità senza orpelli, un modo di sentirsi eredi di una casa contadina nata per ospitare stili di vita primordiali sacralizzati dalla tradizione.CENTRALITÀ DEL PROGETTO: SPAZI COSTRUITI INTORNO ALLE PERSONE COME UN MORBIDO GUANTO, CON UN GIUSTO RILIEVO PER LA PARTE DEDICATA ALL’ACCOGLIENZA
INNOVAZIONE: L’IMPIEGO SAPIENTE DEI PRODOTTI DELL’ARTIGIANATO LOCALE PER CREARE UN’AUTENTICA ATMOSFERA “ALPINA”
USO DEI MATERIALI: LEGNO DI ABETE E DI ROVERE RIFINITI A CERA
NUOVE TECNOLOGIE: VASCA NATATORIA CON NUOTO CONTROCORRENTE

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