ARCHITETTURA

LA VOCE DELLE DIOCESI

Sono moltissime le iniziative che vengono intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, alla edificazione di nuove chiese, alla presentazione di nuove opere d’arte, alla discussione su tematiche attinenti al rapporto vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra rivista, CHIESA OGGI architettura e comunicazione, nasce come strumento di documentazione, di informazione e di servizio.
Il servizio consiste proprio nel mettere in comunicazione le diverse realtà che si muovono nel vasto mondo dell’architettura per la Chiesa, con tutto quel che questo comporta, con tutte le implicazioni nel campo progettuale, tecnologico, artistico, liturgico, ecc. Gli Uffici diocesani che si occupano dell’edificazione di nuove chiese e del mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici sono l’interlocutore di tutti coloro che a diverso titolo stanno partecipando o desiderano partecipare al progetto della chiesa e al suo rinnovamento.
CHIESA OGGI architettura e comunicazione è l’unica rivista specializzata nell’architettura della chiesa in tutte le sue articolazioni: l’unica rivista che raggiunge sia le parrocchie italiane, sia chi nell’ambito professionale o imprenditoriale ha fatto dell’edificio chiesa una parte importante, talvolta esclusiva, della propria specializzazione.

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Queste pagine sono a disposizione delle Curie diocesane: qui possono presentare le iniziative che hanno intrapreso, che stanno realizzando o che intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di una singola diocesi può essere fonte di ispirazione per altri, può essere motivo di dibattito, ablemi specifici. Siamo sicuri che altri vorranno comunicarci le loro iniziative e che il flusso di informazioni, proposte, analisi, suggerimenti, richieste che su queste pagine troveranno ospitalità, sarà sempre più ricco e fecondo. Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica:<chiesaoggi@dibaio.com>

L’Annunciazione con gli occhi di oggi

Nel Museo Staurós d’Arte Sacra Contemporanea del Santuario di San Gabriele, fino al 30 giugno 2012, si è tenuta la mostra “Di Annuncio in annuncio”, evento della XV Biennale d’Arte Sacra Contemporanea della Fondazione Staurós Italiana Onlus (catalogo Edizioni Staurós), inaugurata l’11 marzo, alla presenza di S.Em. Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Gli artisti hanno accolto l’invito di reinterpretare l’Annuncio a Maria, secondo un processo ermeneutico di percorsi mutevoli e soggettivi, partendo dallo spunto iniziale di una suggestiva opera pittorica del Rinascimento fiammingo, un’Annunciazione del 1485 del Maestro della Leggenda di Santa Lucia (foto in alto), significativamente esposta con le opere d’arte contemporanea selezionate per l’occasione. “L’annunzio dell’angelo a Maria è uno dei soggetti spirituali capitali nella memoria culturale dell’Occidente, ricreato dalla fantasia e dalla pietà di ogni credente […]” scrive il Cardinale Ravasi nella sua introduzione biblico-teologica alla mostra “è la radice stessa del cristianesimo…“Il Compianto del Cristo morto del Mantegna

Guardare dentro per Vedere oltre. Con questo titolo ha avuto luogo a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto (la Chiesa degli Artisti) dal 22 marzo al 14 aprile 2012, l’esposizione del lavoro col quale Renato Meneghetti ha rivisto, rianalizzato, rimeditato il Compianto del Cristo morto del Mantegna: attraverso immagini pittoriche che scavano dentro l’immagine come una radiografia, alla ricerca dell’anima dell’opera. La pittura è espressione bidimensionale: l’artista con la sua tecnica riesce a innestarvi la profondità dello spazio; con la sua metaforica riesce a lanciarla nell’evolvere del tempo; con la sua poesia riesce a entrare nelle profondità del pensiero.
Meneghetti ha tentato di individuare un’ulteriore dimensione nascosta, per restituire il segreto della grande arte riattualizzandolo agli occhi di noi, contemporanei del mondo scientifico-tecnologico.
L’esposizione è stata curata dal Dr. Francesco Buranelli, segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa; organizzata dallo stesso Meneghetti, è stata accompagnata dai canti gregoriani della Schola Cantorum dei Monaci Benedettini Olivetani dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore e sostenuta dal Vicariato di Roma in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura. Nel suo commento, col quale si apre il catalogo della Mostra, Francesco Buranelli ricorda anzitutto il significato del dipinto del Mantegna: “Un audace scorcio prospettico… l’intensa drammaticità dell’opera invita lo spettatore a interrogarsi sulla fragilità e sull’umanità del corpo di Cristo privo di vita. Maria, la Maddalena e Giovanni, stretti in un angolo ai margini del dipinto, piangono il figlio martoriato e il maestro ucciso e sembrano, nella loro disperazione, lontani dalla gloria della prossima resurrezione…” Il fatto che questo del Mantegna sia un Cristo “interamente uomo”, ha fatto sì che nel corso della storia molti si siano sentiti sollecitati a rileggerlo e reinterpretarlo, sin nell’età contemporanea. Ma, sottolinea Buranelli, “Si deve a Renato Meneghetti l’aver superato la mera visione del corpo esanime e aver ritrovato una potente via espressiva alla trascendenza: nella sua opera Guardare dentro per Vedere oltre, il Compianto del Cristo morto di Mantegna ispira in lui la necessità di una rilettura più ‘completa’ della passione, che non si esaurisce nei segni della tortura, nelle piaghe, nel pianto della madre, ma acquista il suo vero, direi unico, valore nella resurrezione, in quel lampo di luce che ci accoglie all’ingresso della chiesa e che ci acceca, come accecò le donne nel sepolcro.”
L’installazione di Meneghetti si compone di otto grandi lastre di perspex (dimensioni cm 250×200) che, sospese in sequenza nella navata, accompagnano dall’alto la prospettiva verso l’altare su cui sta l’opera contemporanea autografa: un montaggio di radiografie eseguite da Meneghetti sul proprio corpo e rielaborate per adattarle alla prospettiva mantegnana e usate infine per eseguire l’opera “per sottrazione” su una superficie ove erano stati sovrapposti due strati monocromi uniformi (sotto il bianco, sopra l’azzurro ciano).
I pigmenti sono stati fissati con una soluzione di qualità riflettente ideata dal Meneghetti stesso, che risulta in un vibrante effetto luminoso. Ai lati dell’altare sono riprodotte, fotografate in bianco e nero, le parti marginali dell’originale di Mantegna. L’installazione è stata presentata prima alla 54esima Biennale di Arte Contemporanea di Venezia.
Come scrive Francesco Buranelli: “Rimasi talmente colpito dallo spessore comunicativo e spirituale dell’opera che subito suggerii al maestro di promuoverne nuove esposizioni… Il ‘guardare dentro’ di Renato Meneghetti ha la duplice finalità di svelare definitivamente ogni dubbio tommaseo, sulla natura umana e divina di Gesù morto e risorto, e dall’altra di invitare ognuno di noi a ricercare nella propria intimità un’esperienza mistica interiore.”

APPROFONDIMENTO

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Soluzioni innovative per accogliere i fedeli
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