ARCHITETTURA

Annullare l’effetto serra

Dottor Claudio Marsilli, può parlarci della produzione e installazione delle vostre pellicole antisolari?
La nostra è l’unica pellicola al mondo garantita dieci anni, con una durata di quindici se posata in verticale ed è la sola che trasforma il vetro anche in vetro di sicurezza certificato. Il lavoro viene svolto senza smontare le vetrate, i bordi vengono sigillati perimetralmente o messi sotto filetto fermavetro. I prodotti sono della Madico, azienda specializzata americana che commercializza le pellicole solo tramite una filiera ben riconosciuta e integrata e garantisce anche l’installazione finale. L’importazione in Italia avviene con un sistema esclusivo, territoriale. Madico viene commercializzata e installata unicamente da concessionari Serisolar che forniscono un servizio completo. I prodotti sono installati da dipendenti specializzati che in coppia coprono cento metri quadrati di vetrate in due o tre giorni, senza bloccare le attività produttive, perché il montaggio avviene dall’esterno, (foto 1). La manutenzione si effettua semplicemente lavando le superfici con un detersivo neutro. Passati quindici anni si tolgono le pellicole con raschietti particolari e il vetro, protetto dagli agenti atmosferici, torna come in origine. Le pellicole, oltre ad essere anti infrarossi (caldo), sono per oltre il 99% anti UV, raggi freddi che ingialliscono e rovinano gli oggetti. L’anti IR è possibile grazie a metalli come il rame, il bronzo, l’oro, il titanio, l’alluminio, depositati con un processo chiamato sputtering, usato nell’industria vetraria. La pellicola è un sandwich composto da vari strati di poliestere dove viene depositato l’anti UV, il doppio antigraffio brevettato, il collante etc.Perché la pellicola non viene posizionata dalle industrie del vetro e quali sono i vantaggi dell’installazione a posteriori?
Le operazioni di accatastamento, trasporto e sollevamento a grandi altezze dei vetri, molto pesanti, sempre eseguite tramite ventose, potrebbero rovinare il coating esterno. Installare le pellicole negli ultimi mesi permette di scegliere i prodotti giusti. Saprò infatti se ci sarà un pavimento chiaro o scuro, mobili antichi o moderni, una destinazione d’uso stabilita, computer orientati in un certo modo, tendaggi già definiti. Con l’installazione di campioni riuscirò a vedere l’ombra proiettata sul pavimento, saprò cosa vedo da dentro verso fuori e dall’esterno potrò osservare l’aspetto architettonico. Con un sensore termometrico o un solarimetro saremo in grado di verificare la resa di quel vetro rispetto
ad uno trasparente e potremo scegliere quello più performante. Saprò se usare una pellicola chiara, media o scura, perché non è detto che un prodotto chiaro sia poco performante. La stessa pellicola montata su un vetro a basso emissivo, (i vetri con gas all’interno come argon e cripton, più performanti per l’inverno, ma non per l’estate, perché aumentano l’effetto serra), riflette  molto di più e potrò usare una pellicola che ha una tripla luminosità e riflette in modo uguale a una pellicola scura montata su un vetro di tipo vecchio. Quanto più migliorerà la tecnologia del vetro, tanto più saremo in grado di installare pellicole chiarissime con prestazioni eccezionali, vicine al 90% effettivo di riflessione energetica, con un fattore solare pari a 0,10.

Ci può parlare dell’utilità delle pellicole nelle diverse stagioni?
L’inverno ha un costo di riscaldamento, da novembre a marzo, che possiamo definire 1, invece il costo in energia elettrica per il raffrescamento, che può partire da maggio e concludersi a settembre, è in proporzione pari a 3. Per risparmiare energia sceglierò di conseguenza l’estate, perché d’inverno riesco ad evitare ormai bene la dispersione del caldo con il cappotto sui muri, i vetri a basso emissivo, il tetto ventilato. D’inverno il sole, basso sull’orizzonte, di mattina irradia direttamente una ipotetica parete vetrata disposta a est, arrivando fino al fondo della stanza interna e costringendo gli occupanti a chiudere le tapparelle e ad accendere le luci. La stessa cosa vale a ovest nel pomeriggio. In realtà avere le vetrate chiare vuol dire aumentare i costi di illuminazione, mentre con la pellicola installo un prodotto mediamente abbastanza luminoso, anche se un po’ di luce la toglie, però mi permette di vedere sempre fuori e soprattutto toglie tutta la parte d’infrarosso, ovvero di caldo e quindi non servirà più tenere abbassate le tapparelle, avrò solo una tenda per evitare l’abbagliamento. In primavera e in autunno gl’impianti classici centralizzati a due tubi possono immettere nell’impianto o acqua
calda o acqua fredda. La mattina ad est avrei bisogno magari di raffrescare e ad ovest e a nord ancora di riscaldare, ma non posso farlo: o raffresco o riscaldo. Fino a maggio posso solo riscaldare e spegnere il riscaldamento con il bel tempo, ma in questo caso l’irraggiamento diretto sulle vetrate le attraversa, riscalda gli spazi interni e il caldo non esce, creando un impressionante effetto serra. E’ facile trovare ambienti vetrati a marzo e aprile con temperature che superano i trenta gradi, dove l’unica cosa che si può fare è spegnere il riscaldamento, ma la temperatura si mantiene. In primavera e in autunno non si può attivare il condizionamento, posso però schermare con le pellicole da marzo a novembre.La casa che sognavi
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Quali sono gli edifici più importanti che avete schermato?
Uno degli edifici più recenti è il Museo di Arte Contemporanea Maxxi di Roma (foto 3), progettato da Zaha Hadid, dove sono state installate le pellicole nelle quattro notti precedenti l’inaugurazione: il curatore aveva bloccato l’esposizione in quanto le opere, irraggiate dal sole, si sarebbero deteriorate. Un altro intervento interessante è quello per la facciata vetrata del Palacongressi di Fiera Milano, (foto 2), progettata da Fuksas, un intervento di circa 3000 mq, fatto su vetri tripli, a doppia camera, che non fanno entrare il freddo né uscire il caldo, ma, dato l’isolamento, è sufficiente un piccolo raggio di sole, il passaggio della luce con l’infrarosso, a formare calore all’interno, che non uscirà più. Le pellicole mi sono state richieste perché d’inverno faceva troppo caldo, non per l’estate, quando la fiera è chiusa.
Le pellicole riflettono oltre il 94% effettivo di energia, con risparmi stimabili addirittura attorno al 35-40% all’anno di tutta l’energia elettrica utilizzata.
Il Museo Mart di Rovereto, progettato da Mario Botta, ha 2200 metri quadrati di lucernai dotati di chiusure interne a frangisole dove si raggiunge la temperatura di 83 gradi con soli 22 gradi esterni. L’installazione delle pellicole antisolari evita ora la formazione dell’effetto serra, (foto 4).

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