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Riflessioni davanti al fuoco

dr. Luigi M. Pellini, commercialista

 

Il camino ha sempre giocato, nella mia vita, fin dalla prima infanzia, un ruolo fondamentale e di grande attenzione. La famiglia ha le proprie radici nella zona della Provincia di Crema, zona a vocazione agricola. nelle varie dimore il camino ha rappresentato il centro della famiglia allora estremamente allargata e numerosa ed ha assommato in sé sia un ruolo di fonte di calore, sia un momento fondamentale di luogo di preparazione dei cibi, che venivano cucinati sul camino. È quindi facile immaginare come questo contesto abbia esercitato un fascino particolare, legato anche a tutte le varie fasi di preparazione, accensione e mantenimento del fuoco nella fantasia di un bambino. Il passaggio poi verso la città in un periodo di ancora relativo sviluppo dei riscaldamenti centralizzati, ha visto la sostituzione del camino con la versione moderna dello stesso e cioè a dire delle stufe che provvedevano alle stesse funzioni, seppure in ambienti diversi. Questo tipo di cultura ha fatto si che la presenza di un camino vero e funzionante sia stato un elemento, ovviamente non il solo, nell’orientare la scelta della casa definitiva. Il pregio fondamentale del camino è la perfetta funzionalità che fa si che l’accensione avvenga facilmente, senza alcun spargimento di fumo, in modo tale che se possano apprezzare tutti i benefeci senza incorrere in una serie di anomalie che diluirebbero il piacere dello stesso. Abbiamo mantenuto anche in città tutti i riti del camino che vanno dall’approvvigionamento della legna, al suo stoccaggio fino all’accensione è intorno a questo centro che si raggruppa tutte le sere la famiglia e si perpetua nei bambini il fascino e la tradizione di questo momento aggregante. Contrariamente a quanto avviene nella civiltà moderna che ha sostituito il focolare con la televisione, i cui apparecchi sono accesi e presenti ormai in ogni camera e che tendono ad una serie di individualità non comunicanti tra loro. Il momento del camino porta con sé quasi naturalmente il ricordo dell’infanzia. Sembrerebbe che questa realtà fosse del tutto inconciliabile con il mondo del lavoro, soprattutto vista nella sua connotazione moderna fatta di frenesia e di rapporti sempre più impersonali ed aridi. Lo svolgimento di un’attività professionale soprattutto legata al settore della consulenza economica-finanziaria di natura strategica, permette a mio modo di vedere di poter utilizzare il ruolo di un camino acceso nello studio professionale, davanti al quale si possono sviluppare momenti di riflessione e di approfondimento che, soprattutto nel caso di operazioni particolarmente complesse, permettono sia di poter cogliere tutti gli aspetti anche più reconditi di un’attività economica e sia di elaborare insieme al cliente ipotesi di soluzioni.

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