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CROMIE ORIGINALI

Le tredici lunette, poste su due “bracci” e testimoni di quanto rimane dei portici di San Francesco di Trecate, della fine del XVII sec., ascrivibili a Giacomo Pallavicini detto il Gianolo, hanno fonti note, in parte coeve o quasi, in parte più antiche, ma tra loro intrecciate. Ogni lunetta reca in basso il cartiglio di illustrazione della scena in tre endecasillabi a rima alternata. Al centro superiore della lunetta vi è uno scudo con stemma, probabilmente di casate abbienti locali, a cui si annoda un filatterio, con scritte dei nomi di esponenti di tali famiglie, laici e sacerdoti, e , sopra, elmo e celata o corona. Vi sono molti dubbi riguardo alla cronologia di queste parti. Il ciclo si caratterizza per il fatto di privilegiare la dimensione dai tratti mistici, taumaturgici e miracolosi del santo e per la di lui fedeltà e obbedienza alla Chiesa di Roma e ai pontefici.I restauri degli apparati figurativi del chiostro, realizzati dalla B&C Decorazioni e Restauri di Bio Daniela e Cotta Patrizia nel periodo tra il 2009 e il 2010, chiudono una lunga stagione di interventi, coinvolgenti dal 1984 al 2005 gli apparati interni della chiesa.
Le alterazioni, stratificate nel tempo, riguardavano sia gli apparati decorativi nelle parti figurate con relativi cartigli sovrastanti le singole scene, sia le parti intonacate.
La rimozione delle ridipinture, oltre al recupero delle cromie originali, ha permesso la lettura negli stessi cartigli degli stemmi di famiglie locali che si andavano a sovrapporre a emblemi precedenti, ipotizzabili a famiglie trecatesi che all’epoca delle decorazioni delle lunette avevano contribuito finanziariamente alla loro realizzazione. (Daniela Bio, Patrizia
Cotta)Decorazione e restauri
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