PENSARE

Rapporto tra Architettura e Tecnologia nell’ambito della sostenibilitàThe relationship between Architecture and Technology as part of sustainability


GABRIELLA PERETTI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO – DOCENTE DI TECNOLOGIE DELL’ARCHITETTURA – II FACOLTÀ DI ARCHITETTURA

Il dibattito sull’ambiente che oggi caratterizza diversi luoghi di discussione e l’evidenza di alcune proiezioni statistiche non lasciano più spazio a dilazioni: la crisi ambientale è il territorio dei prossimi 50 anni di impegno scientifico, politico, tecnico e progettuale e il suo controllo diventa una sfida di dimensioni macroscopiche che coinvolge la scala planetaria, dove si apre, però, se lo si sa cogliere, uno scenario di opportunità future. La sfida è trasformare un sistema economico, tecnologico, politico, industriale basato sulla distruzione ambientale, sul collasso delle nostre città, in un altro culturalmente diverso, basato su una tecnologia “altra” rispetto a quella che ha innescato tutti i fenomeni di aggressione all’ambiente, una tecnologia congruente con le condizioni ambientali. Dall’applicazione del concetto esigenziale ai comportamenti organici degli edifici verso un’architettura ambientalmente coerente devono essere definiti contenuti progettuali e forme che corrispondano ai nuovi problemi e nello stesso tempo riscontrino
valori storicamente autentici dei luoghi e non solo di maniera. Bisogna pensare alla scala globale tenendo in considerazione i veri costi ambientali delle tecnologie. Confrontarsi con questa sfida richiede un approccio capace di integrare creatività e innovazione tecnologica.
Gli strumenti tecnologici oggi sono disponibili, ma occorre una maggiore maturità culturale che porti a una revisione dei modelli culturali di approccio alla progettazione e alle responsabilità ‘metaprogettuali’, intese nel senso più ampio del termine. Il linguaggio dell’architettura sostenibile, in passato poco apprezzato, anzi, spesso criticato, è in fase di forte sviluppo e sta diventando uno dei linguaggi verso cui tende sempre più l’architettura contemporanea. La sostenibilità è entrata a far parte delle discipline in ambito universitario che concorrono alla definizione del progetto,
a iniziare dalla tecnologia dell’architettura alla fisica tecnica e alla composizione e comincia, seppur con mille difficoltà, a essere praticata anche negli studi professionali. Inoltre, le istanze di carattere ambientale rientrano, sempre più frequentemente, nella formulazione di linee guida per i nuovi insediamenti urbani, come nei bandi di concorsi nazionali e internazionali e nelle normative.
Alla luce di queste ipotesi può essere interessante una breve considerazione sul senso della ricerca formale
nel campo dell’architettura e sul rapporto grezzo fra tecnologia e progetto che ne connota la struttura.
Guardando complessivamente lo sforzo di indagine del Movimento Moderno e delle evoluzioni successive del progetto di Architettura si ha la sensazione di un dibattito difficile e frustrante, alla ricerca di significati intuibili poeticamente, ma praticamente poco accessibili.
Come se gli architetti fossero giunti a una strana barriera insuperabile e nello stesso tempo invisibile: un conflitto non risolvibile tra la strumentazione tecnologica e l’immaginazione compositiva.
Occorre avviarsi verso una fase di architettura autentica in cui tecnologia e ricerca formale si integrano, ricercando utili suggerimenti da altre discipline, per esempio, dal campo della biologia, finora lontana dall’architettura, ma pregnante di potenzialità. Se si confrontano il ritmo e la portata delle innovazioni tecniche e concettuali, che hanno connotato altri campi della tecnologia e della produzione industriale (aviazione, elettronica, informatica, biologia, chimica, comunicazioni, chirurgia, bioingegneria …) con quanto, invece, è cambiato nella costruzione edile e nella architettura,
l’evidenza del ritardo è macroscopica.
Andare, oggi, verso questa direzione può essere interessante per dare un contributo ad un progetto autentico e ambientalmente coerente.
Nelle opere di grandi architetti contemporanei come Renzo Piano e Thomas Herzog, dei quali abbiamo alcuni esempi esposti in questa mostra, traspare chiaramente dal risultato dell’immagine compositiva il possesso di una solida strumentazione tecnologica e il modo molto efficace con cui viene inserita nei loro progetti la condizione dettata da un nuovo atteggiamento nei confronti della natura e dell’ambiente, intesi come strumento e risorsa, non come limite.

The environmental debate that, nowadays, may be found in different discussion area’s and the evidence of some statistical projections, do not leave allow delays: the environmental crisis is the focus of the next 50 years scientific, political, technical and planning commitment and its control becomes a planetary challenge of macroscopic dimensions, but it’s possible for it to open to future opportunities. The challenge is to transform an economic, technological, and industrial system based on environmental destruction, on the collapse of our cities, in another one, culturally different,
based on an alternative technology compared to the one that has triggered all the aggressions on environment: a technology suitable with environmental conditions. Design contents and forms that respond to the new problems and that, at the same time, notice historically, not just superficially, authentic values of places must be defined: from the application of the needs concept, to organic behavior of the buildings, to a an environmentally coherent architecture. We need to think globally, taking in account the true environmental costs of technologies. Confronting with this
challenge requires an approach capable approach integrating creativity and technological innovation.
The technological tools are now available, but we need a greater cultural maturity, leading to a revision of the cultural models in the approachto designing and to the ‘meta-designing’ responsibilities. The language of sustainable architecture, not very appreciated in the past, indeed often criticized, is in a strong development phase and is becoming one of the languages contemporary architecture is trying to reach. Sustainability has become part of those disciplines that, in universities, contribute to the definition of the project, starting from the technology of architecture , up to technical physics and to composition and it’s starting, though with many difficulties, to be practiced even in professional studios.
Moreover, environmental instances take part in the formulation of guidelines for the new urban settlements, like in national and international contests and in regulations.
Following these assumptions a brief thought on the meaning of formal research in the field of architecture and on the raw relationship between technology and design which connotes the structure, may be interesting.
Looking at the overall effort of the Modern Movement’s investigation and the subsequent developments of Architecture design there is a feeling of a difficult and frustrating debate, in search of meanings which are poetically comprehensible, but are practically difficult to access; as if the architects had come to a strange insuperable and at the same time invisible barrier: a not solved conflict between the technological instrumentation and compositional imagination.
We must move towards a phase of authentic architecture in which technology and formal research are integrated,
seeking for useful tips from other disciplines, for example, from the field of biology, distant from architecture but full of potentials. The evidence of the delay is glaring, if we compare the pace and importance of technical and conceptual innovations, who have characterized other fields of technology and of industrial production (aviation, electronics, computer science, biology, chemistry, communications, surgery, bioengineering…) with what has changed in the building construction and in architecture. Going towards this direction may be interesting in order to contribute to an authentic and environmentally consistent project.
The possession of a solid technological instrumentation and the very effective way in which the condition dictated by a new attitude towards nature and environment- intended as tools and resources, not as limitsis clearly shown in the
works of major contemporary architects like Renzo Piano and Thomas Herzog, of which some examples are shown in
this exhibit.

 

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Arch. Giacomo Beverati
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