ARCHITETTURA FARE PENSARE

Quando il tempo si ferma, e la cucina racconta storie antiche

E’ luogo che raccoglie emozioni di rara profondità, dove l’aspetto sociale si mescola con quanto
c’è di più personale. Il cibo è elemento primo di vita e l’ambiente dove lo si prepara è una cornice
che ne definisce la valenza emotiva. Per questo ritrovarvi la tradizione è fonte di vero diletto.

C’era una volta la cascina di campagna. Era ricca di imperfezioni: pareti dalla superficie irregolare, pavimenti in cotto dall’andamento diseguale, ripiani piastrellati con tagli sghembi. E ogni angolo era sfruttato per qualche scopo: un ripiano, una mensola, la madia, la dispensa. E alle pareti erano appesi mestoli e colini, mazzetti d’erba secca aromatica e pentolame. E alle finestre c’erano le tendine coi ricami floreali; e anche lo spazio sotto il lavello era occultato da una tendina, tesa da una corda.

Le piastrelle e i ripiani

Non ci siamo più abituati: di solito oggi le piastrelle ricoprono pavimenti e pareti, mentre i ripiani di lavoro sono in marmo o acciaio – o plastica in certi casi. Eppure un tempo si usavano ripiani piastrellati:
era un modo per mantenere pulito il piano di lavoro. E nelle piastrelle brillava il colore o addirittura l’ornamento dipinto a mano. Sotto il profilo funzionale, piastrelle ben collocate hanno una resa simile
a quella della superficie in marmo. Ma un carattere, un’individualità,
un calore ineguagliabile.

Non c’è nulla di più personale, nessun ambiente più fortemente carico di emozioni. La cucina, quella all’antica, che sembra lì da sempre e ti riconduce al succedersi delle generazioni, alla tradizione dei secoli, è luogo dove la famiglia e gli amici lasciano un pezzo di cuore. Perché nel cuocere e nel mangiare si chiude il cerchio della vita.

C’erano brocche e bicchieri, piatti ornati che ricordavano i viaggi e i pellegrinaggi…. C’era una volta, o c’è ancora oggi, da qualche parte, questa atmosfera incantata che accompagna il ricordo della nonna all’opera tra i fornelli, tra aromi di cibarie al forno, nel tepore accogliente di cucine dai grandi tavoli dove si mangiava in tanti, tutta la famiglia….
La cucina Nonna Lina, edita da La Fonte del Rustico, ripropone ancora quelle atmosfere che sembrano dimenticate. L’atmosfera del tempo in cui “il cibo era un rituale e la cucina era un focolare”. Ci vuole sapienza artigiana e passione, per recuperare le murature piastrellate in marmo anticato e massello di castagno, rovere o noce. Materiali nobili che si compenetrano di vetustà e nell’uso acquistano pregio, invece di perderlo. In tale contesto, un elemento che spicca
con carattere del tutto particolare è il lavello scavato in pietra naturale: rarità per intenditori.

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Redazione – Case di Campagna N°104
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