ARCHITETTURA FARE PENSARE

Pisa

Inventariazione informatizzata

Annunciazione, chiesa dei SS. Pietro e Giusto di Visignano (PI).

La diocesi di Pisa ha aderito al progetto per l’inventariazione informatizzata promosso dalla C.E.I.. Membri operativi effettivi del Progetto Diocesano sono: il responsabile, Mons.Waldo Dolfi, il direttore scientifico, dott. Maria Teresa Lazzaroni e arch. Isabella Giannettoni e gli schedatori, dott. Francesca Barsotti e arch. Maria Rocchi. L’Ufficio si avvale saltuariamente della collaborazione di volontari qualificati.L’attività è cominciata nel luglio del 1997. Allo scopo di raccogliere notizie storiche e artistiche relative alle chiese della diocesi, è stato istituito un archivio dedicato alle singole parrocchie, che raccoglie inventari (catalogazione della Soprintendenza dal 1890 al 1971), fascicoli e pubblicazioni a carattere locale. Sono state verificate le schede OA acquisite dalla Soprintendenza, allo scopo di colmare eventuali lacune nell’archivio dell’ufficio B.C.E. Il trasferimento delle schede informatizzate dalla Soprintendenza di Pisa sta per essere ultimato e consentirà una più rapida revisione degli inventari finora realizzati e il loro aggiornamento. In accordo con la locale Soprintendenza è stata individuata una prima area di intervento a completamento dell’inventario relativo alla città e alle zone limitrofe, e sono stati realizzati 12 inventari di enti parrocchiali mai schedati prima e 9 aggiornamenti di inventari precedenti, dei quali 6 sono tuttora in corso.
Fino ad oggi sono state realizzate 2275 schede, di cui 630 informatizzate. La maggior parte degli interventi ha riguardato chiese di interesse storico artistico non ancora inventariate. In alcuni casi si è reso necessario un completamento e una revisione degli inventari compilati negli anni ‘70 dalla Soprintendenza, a volte sollecitata dai parroci stessi al momento del loro ingresso in parrocchia. Sono stati realizzati anche 14 interventi parziali di schedatura relativi a oggetti di particolare interesse storico artistico e a forte rischio, per procedere ad una nuova e più sicura collocazione in deposito o in un museo diocesano. Sono oggetto di inventariazione anche i beni mobili di proprietà ecclesiastica ritirati dalla Soprintendenza a scopo cautelativo durante l’ultimo conflitto, in occasione di mostre o interventi di restauro, mai restituiti e attualmente conservati nel Museo Nazionale di S. Matteo o nei depositi. Alcuni esempi. In Pisa: S. Martino in Kinzica, il nuovo inventario, oltre a segnalare la presenza di numerosi oggetti ottocenteschi e novecenteschi (candelieri, troni, veli, pianete), ha permesso di individuare e inventariare alcune opere di interesse storico artistico trascurate negli interventi precedenti. Nelle soffitte è stata rinvenuta la cornice settecentesca della Macchina per le Quarantore realizzata dai fratelli Melani e una campana (1690).
Nella chiesa sono conservati molti tessuti preziosi, sono stati inventariati un parato di manifattura lionese (seconda metà del XVIII secolo, ignoto in precedenza) una pianeta e tre camici (XVIII secolo), un piviale in damasco di manifattura lucchese (XVIII sec.). S. Michele Arcangelo in Oratoio: l’analisi di alcuni documenti conservati nell’archivio ha permesso di individuare e correggere inesattezze presenti nell’inventario della Soprintendenza del 1977. Tra gli oggetti trascurati dalla Soprintendenza: un organo Agati (XIX secolo) smembrato nel dopoguerra e recentemente restaurato. S.S. Cosimo e Damiano: nella canonica sono state rinvenute due pianete settecentesche di manifattura toscana, un ricettacolo di ostensorio del XVIII sec. e i frammenti di una pianeta di manifattura portoghese (?) risalenti al pieno Settecento: il tessuto si distingue per la tecnica e i motivi decorativi dagli esempi della coeva produzione lucchese, italiana e francese conservati nelle chiese di Pisa. S. Ranierino: sono stati inventariati alcuni tessuti di grande interesse storico artistico, un damasco di manifattura lucchese del XVIII secolo, una pianeta di manifattura italiana (XVIII secolo) e alcuni damaschi provenienti dalla cattedrale. S. Apollinare in Barbaricina: l’inventario ha permesso di segnalare numerosi oggetti (argenti, tessuti, incisioni) e una Madonna Addolorata in cera (sec. XIX). In Visignano (Cascina, PI) (revisione di inventario): nella canonica della chiesa dei S.S. Pietro e Giusto sono state rinvenute due tele del XVII secolo raffiguranti la Maddalena ai piedi della Croce e l’Annunciazione, quest’ultima da attribuire ad un artista fiorentino attivo a Pisa, entrambi i dipinti sono stati restaurati e ricollocati. In Cascina (PI), Pieve di S. Maria (revisione di inventario): sono stati rinvenuti alcuni oggetti non inventariati, tra questi una pianeta di manifattura italiana del XVIII secolo.

 

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