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UN PAPA E IL SUO TERRITORIO

“Sembra di vederlo per queste strade, per questi colli, tra queste case, in questo suo paesaggio ricordato con tenerezza fino agli ultimi giorni della sua vita, il suo “caro nido di Sotto il Monte”, in cui tutti gli anni, quando gli fu possibile, da Sacerdote, da Vescovo, da Cardinale, venne a rifugiarsi per ritemprare il suo spirito in “gratia et fide”.
Giovanni Paolo II

Dunque, non un semplice turismo religioso (pur affermando la validità di questa espressione) ma un’ esperienza di fede attraverso la modalità antica e attualissima del pellegrinaggio. Chi veniva a Sotto il Monte, esauriva la visita nel giro di un’ora al massimo. Una volta giunto a Sotto il Monte, visitava la Casa natale e poi ripartiva verso altre mete. Cà Maitino, casa di Papa Giovanni era oggetto di una visita molto veloce se non addirittura esclusa dall’itinerario. Eppure Ca’ Maitino è la casa di Papa Giovanni, la sua dimora estiva per ben 33 anni, dal 1925, quando viene consacrato vescovo, fino al 1958, alla vigilia della sua elezione a Sommo Pontefice. Qui sono conservati la stragrande maggioranza dei suoi ricordi, dei suoi oggetti personali, dei suoi abiti, dei mobili del suo periodo da Papa . Il desiderio è di ampliare lo spazio e organizzare meglio i numerosissimi oggetti che vi sono esposti. Ma soprattutto, a parte la visita, chi giungeva a Sotto il Monte, spesso, dopo la visita, non aveva occasioni per esprimere la propria devozione in forme ordinate, organizzate o condotte.
Un pellegrinaggio non può limitarsi al vedere delle stanze o degli oggetti: c’è bisogno di fermarsi, approfondire, pregare, camminare.
Il primo intervento ha riguardato la chiesa parrocchiale: una cura particolare viene data alle numerose celebrazioni legate all’aumento dell’afflusso di pellegrini. Ogni domenica, la messa celebrata alle ore 16.00 è la “Messa del Pellegrino”, che termina con la supplica comunitaria a Papa Giovanni…

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CHIESA OGGI 100-sottoilmonte
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Ricordo le parole commosse con cui il Beato Giovanni Paolo II, in occasione del suo pellegrinaggio a Sotto il Monte il 26 aprile 1981, celebrava la sua presenza nella terra natale di Papa Giovanni XXIII.
In occasione del 50° anniversario della morte del Beato Giovanni XXIII, la parrocchia con il sostegno della Diocesi di Bergamo e in particolare del suo vescovo Mons. Francesco Beschi, ha elaborato un progetto per permettere ai pellegrini che giungono a Sotto il Monte di trovare un luogo che favorisca un’esperienza di fede. Questo è il motivo fondamentale che ha guidato la progettazione, la rivisitazione e i lavori di riqualificazione.
La preoccupazione della Parrocchia, che detiene la regia dell’intera organizzazione dei pellegrinaggi a Sotto il Monte, è quella di offrire ai pellegrini una proposta seria che, attraverso la conoscenza della figura del beato Papa Giovanni possa aiutare la fede a esprimersi nelle forme tipiche del pellegrinaggio.

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