ARCHITETTURA

DOVE NASCE E CRESCE LA CITTÀ

Pannelli solari, energia fotovoltaica, ampi spazi luminosi, colori allegri, ambienti differenziati, design, il centro parrocchiale evolve. Sui suoi diversi livelli, tutti facilmente raggiungibili con un ascensore panoramico, si incontrano spazi in cui l’accoglienza parla il linguaggio dell’estetica contemporanea.

Prima c’era la campagna tutto attorno.
“Era così nel secondo dopoguerra. La casa dove sono nato era proprio lì vicino e ricordo con nitidezza la situazione” riferisce l’Arch. Giancarlo Marzorati, autore del progetto per la risistemazione e l’ampliamento del centro parrocchiale salesiano La Rondinella a Sesto San Giovanni. “La chiesa era l’unica presenza significativa. Poi accanto a quella chiesa è cresciuta la città. Oggi, nell’intrico di strade urbane in cui si allineano le auto parcheggiate, il centro dei Salesiani appare come un’isola. C’è l’istituto scolastico, costruito accanto alla chiesa, con aule, laboratori, spazi aperti. La parrocchia dispone di campi sportivi, centro di accoglienza, locali per la catechesi, bar. Il centro salesiano è una cittadella nella città. E le nuove necessità richiedono risposte nuove…”

Quali sono le nuove necessità?
Non solo il numero dei parrocchiani è aumentato (19.000), ma la composizione si è diversificata.
Ci sono molti anziani, e bisogna tenerne conto offrendo spazi facilmente agibili; ci sono giovani provenienti da diverse culture ed è necessario che il luogo sia non solo accogliente, ma accattivante; si insediano nuovi servizi della Caritas, volti all’assistenza sociale, il centro familiare, il bocciodromo, l’auditorium multimediale… Nel complesso si richiede un ampliamento degli spazi perché quelli oggi esistenti non sono più sufficienti, ed è necessario che siano spazi adatti alla nostra epoca. Cioè dalle forme architettoniche attuali… Certo, ma non solo questo. Spazi che devono essere molto bene organizzati, così da evitare zone inutilizzate. Ambienti la cui manutenzione non sia gravosa e che non siano energivori. Di qui la necessità di un progetto che badi al risparmio energetico nella qualità degli isolamenti termici, nella presenza di impianti a pannelli solari e fotovoltaici, sonde geotermiche, ecc. Il tutto, naturalmente, interpretato secondo linee accattivanti, con ampi spazi e ambienti luminosi.Qui l’uso delle colonne…
Tengono sollevato l’edificio e danno un senso di leggerezza oltre che di libertà di movimento e di trasparenza. Ma di qui anche la scelta del lucernario che segna lo sviluppo longitudinale dell’edificio e lascia spiovere la luce naturale dall’alto.

Lei, Arch. Marzorati, ha progettato molti hotel, multicinema, centri commerciali: queste esperienze sono utili anche per progettare un oratorio?
Senza dubbio: non solo perché il problema è sempre quello di armonizzare i diversi spazi, ma anche perché un oratorio deve avere ambienti piacevoli a guardarsi, percorsi dove ci si muove con facilità e in sicurezza senza incontrare ostacoli, luoghi bene individuati e facili a trovarsi…

Il colore serve a tutto questo?
I colori comunicano emozione ed allegria: questo vale per gli interni e per gli esterni. Dicono qualcosa di nuovo alla città e rendono più facile entrare nei locali dell’oratorio, soprattutto a coloro che magari se ne sentono lontani… E se attorno alla vecchia chiesa, ormai abbattuta e ricostruita, è sorta una città, attorno al nuovo oratorio si ridefinirà il carattere dell’abitato: più aperto, allegro, accogliente, disponibile a tutti.

Progetto per il Centro parrocchiale salesiano
La Rondinella a Sesto San Giovanni (Milano)
Progetto e d.l.: Arch. Giancarlo Marzorati

APPROFONDIMENTO
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http://pro.dibaio.com/marzoratI-rondinella

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