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Il legno da costruzione e la conformità europe

Il primo di luglio 2009, il legno ha fatto il suo debutto in società: è diventato un materiale da costruzione come il ferro ed il cemento! 
In questa data sono entrate in vigore le Norme Tecniche per le Costruzioni che disciplinano i materiali da costruzione ed hanno disciplinato, per la prima volta nella storia delle moderne costruzioni italiane, hanno trattato il materiale legno alla pari di ogni altro materiale da costruzione. 
Ciò che ognuno è tenuto a pretendere è l’impiego nelle costruzioni di materiali certificati secondo quanto andremo a vedere di seguito:
1. Il LEGNO MASSICCIO è il materiale impiegato nelle costruzioni da quando l’uomo ha iniziato a costruire e da allora è il materiale più diffuso nell’edilizia. 
Si ottiene per segagione longitudinale del tronco e sfrutta la resistenza meccanica delle fibre del legno in senso longitudinale. La conformità del legno massiccio è data attraverso la classificazione a vista.
2. La situazione è leggermente diversa per quanto riguarda il legno massiccio nei formati USO FIUME e USO TRIESTE. In Italia è sorto nel 2011, allo scopo di valorizzare le travi Uso Fiume e Uso Trieste, un Consorzio ad hoc che ha provveduto a redigere un CUAP (common understanding of assessment procedure) e successivamente ha chiesto il rilascio del benestare tecnico europeo ETA. Dal 24.06.2011 è iniziato il periodo di validità dell’ETA 11/0219 che darà la possibilità ai soli produttori che fanno parte del Consorzio, dopo avere ottenuto la certificazione del factory production control da parte di un Notified Body, di marcare CE le travi Uso Fiume e Uso Trieste. 
Il relativo certificato per la marcatura CE, materialmente, è molto simile a quello del legno massiccio con il riferimento all’ ETA 11/0219.
3.Il LEGNO LAMELLARE è prodotto attraverso la sovrapposizione di tavole dello stesso spessore in senso longitudinale ed incollate tra di loro. 
Le tavole sono anche giuntate di testa con il collaudato sistema adottato nella produzione del legno lamellare chiamato “finger joint”. 
Questo metodo consiste nella possibilità di aumentare le superfici di appoggio tra le due teste che saranno vincolate ancora con collante. 
I collanti impiegati sono normalmente di due tipi: la colla melaminica e la colla poliuretanica. A questo punto incontriamo una sostanziale differenza con il legno massiccio che è la presenza di colla e soprattutto l’emissione della formaldeide che per forza di cose questi collanti devono avere all’interno e che viene emessa a partire dalle fasi di cristallizzazione. 
L’emissione di formaldeide si ha in entrambe le tipologie di collante nella classe E1 e questo è, comunque, il valore consentito dalla legge italiana come limite massimo all’interno delle abitazioni. 
In realtà la colla poliuretanica ha in livello di emissione leggermente più basso della colla melaminica ma un vuoto normativo europeo li equivale nella classe E1. 
Il legno lamellare è oggi prodotto in conformità alla EN 14080 la quale prevede attualmente un minimo di 4 lamelle ed uno spessore massimo delle lamelle di 45 mm.
4.I pannelli XLAM, il capitolo 11.1 al punto C delle NTC precisa che nel caso in cui non sia prevista una norma armonizzata per un determinato prodotto è necessario che il fabbricante provveda alla marcatura CE in conformità a Benestare Tecnici Europei (ETA). Questo è il caso del pannello in Xlam che può essere considerato il prodotto più tecnologico che abbiamo nel settore del legno da costruzione ed è il “top di gamma” dei prodotti ingegnerizzati.

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Laureato in Scienze forestali, è oggi un esperto di normative europee sulla classificazione del legno e la marcatura CE dei prodotti forestali. 
Ispettore nell’ambito della marcatura CE di legno massiccio e PEFC per conto di Holzforschung Austria accreditato dal Federal Ministry of Economics and Labour e notified testing e inspection body (Notified Body 1087) e Holzcert Austria (Notified Body 1259). Autore della pubblicazione Classificare il Legno.
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