ARCHITETTURA

PALAZZO LOMBARDIA – Segni d’acqua e aria

“SINUOSE CURVE RICHIAMANO, NEL CENTRO DELLA CITTÀ, MONTAGNE, VALLI E FIUMI LOMBARDI ”
Henry H. Cobb

“Sinuose curve di uffici lineari che si intersecano – così l’architetto Henry N. Cobb descrive il progetto di Palazzo Lombardia – la risultante combinazione di postazioni di lavoro con pareti di vetro, appena curve, è molto versatile e dunque perfettamente in grado di adattarsi ai cambiamenti funzionali e a reagire prontamente alle evoluzioni di natura organizzativa dell’amministrazione regionale. Oltre a queste considerazioni di natura pragmatica, il progetto ci ha consentito di plasmare una sequenza di paesaggi urbani pubblici, aperti a tutti, che arricchiscono il tessuto spaziale della città. Anzi, ciò darà voce al principio secondo cui i governi e le amministrazioni pubbliche dovrebbero essere accessibili, accoglienti e trasparenti”. L’architetto Cobb, dello Studio Pei Cobb Freed & Partners di New York (in tale circostanza in associazione con i milanesi Caputo Partnership e SD Partners), è stato il principale responsabile del disegno di Palazzo Lombardia. Il progetto fu selezionato nel 2004 tramite un concorso internazionale cui parteciparono 98 studi di progettazione.
La Regione Lombardia, spiega Pietro Petraroia, uno degli estensori del “Manifesto” per la nuova sede regionale, richiedeva qualità tecnologiche per il risparmio energetico e architettoniche per l’armonia col panorama. In particolare il nuovo edificio doveva inserirsi nella logica che informava i “raggi verdi”, cioè l’orditura di percorsi ciclopedonali che stanno emergendo nella trama delle strade della città.
È a tutti evidente che la “città delle automobili” sta soverchiando la “città delle persone” e portando a uno snaturamento dei caratteri propri della Milano antica, che si sono peraltro conservati nell’architettura urbana. Milano è una città radiale, dotata di un centro ben definito nella Piazza del Duomo e in una serie di anelli, un tempo canali, oggi strade carrabili, che demarcano un po’ come si ravvisa nel tronco d’albero tagliato orizzontalmente, i diversi momenti di espansione urbana.
Così la Milano medievale era circoscritta da una prima cerchia, quella ottocentesca era contenuta entro la cerchia dei bastioni, quella del primo ‘900 era segnata dalla circonvallazione “esterna”… E tutte queste cerchie sono attraversate da raggi: oggi a queste vie radiali si associano percorsi ciclopedonali intervallati da piazze.
E la piazza in realtà è la protagonista di Palazzo Lombardia. Se da lontano risalta la verticalità della torre di cristallo, nell’avvicinarvisi, la si scopre accogliente, al punto da restare quasi sorpresi: il tipico grattacielo infatti si presenta come struttura chiusa, di difficile accesso. Qui invece l’apertura è totale, il luogo è attraversato da molteplici percorsi e tutti si intersecano nella piazza coperta.
Ne deriva un nuovo concetto di agorà: se nella città dell’antica Grecia questa era luogo più elevato degli altri, qui c’è il segno della torre vitrea che svetta, mentre la piazza è a livello del marciapiede: non presenta barriere all’accesso.

 

“ NON UN EDIFICIO O UN COMPLESSO ISOLATO, MA UN NUOVO ELEMENTO POLARE… UNA SPECIE DI PIAZZA DELLE CITTÀ LOMBARDE GRANDI E PICCOLE, PERCORRIBILE DA TUTTI I CITTADINI…”
(dal “Manifesto per la nuova sede” della Regione Lombardia)

È realizzata in cuscini trasparenti in film ETFE di forma triangolare riempiti di aria pressurizzata, fissati tramite profili di alluminio perimetrali al reticolo strutturale e mantenuti in pressione da un sistema di gonfiaggio e distribuzione.

Le facciate trasparenti
Sono composte da moduli con luce variabile tra i 175 e i 180 cm circa. In questo modo si compone un “muro climatico” composto da una parete esterna e una interna inframmezzate da schermature solari. Tali schermature sono “lavate” tramite ventilatori di estrazione che spirano la maggior parte dell’aria primaria immessa negli ambienti, garantendo che la stessa transiti all’interno dell’intercapedine tra le due pareti vetrate prima che il calore residuo sia recuperato da appositi scambiatori di calore e che quindi si espella l’aria viziata. Le schermature solari sono regolate automaticamente dal Building
Management System (BMS) che, tramite sensori di irraggiamento installati in copertura per rilevare le condizioni esterne, nel periodo estivo orienta gli schermi per minimizzare l’irraggiamento diretto.
D’inverno invece le schermature sono poste in modo tale da favorire il passaggio della luce. Le schermature sono microforate per consentire a chi sta all’interno, di vedere fuori
anche a schermi chiusi.

Il condizionamento naturale
Il mantenimento delle condizioni termiche di benessere è garantito dall’uso di acqua di falda (che si mantiene a temperatura stabile nelle varie stagioni) e di pompe di calore.

“TECNOLOGIA E DESIGN DANNO LUOGO AD AMBIENTI LUMINOSI, ENERGY-SAVING”Altezza della torre: 161,30 metri
Piani fuori terra: 39
Superficie delle facciate: 75.000 mq
Superficie della copertura trasparente: 4.050 mq
Ascensori: 32
Superficie giardino lineare: 9.000 mq
Superficie giardino pensile: 2.700 mq
Superficie giardini di pertinenza: 2.200 mq
Superficie piazze alberate: 3.200 mq
Aree a bosco: 3.700 mq
Scavo per le fondamenta: 275.000 mc
Quantità di calcestruzzo utilizzato: 110.000 mc
Peso della carpenteria metallica: 1.300.000 kg
(Informazioni e immagini tratti da “L’Altra Sede. Un cantiere di idee” Regione Lombardia)Costituito nel 1955 (in origine come I.M. Pei & Partners), lo Studio Pei Cobb Freed & Partners di New York ha compiuto sinora più di 250 progetti in Nord America e nel mondo.
Tra i suoi lavori più noti: John. F. Kennedy Library e John Hankock Tower a Boston, Bank of China Tower in Hong Kong, First Interstate Tower in Los Angeles, estensione del Museo del Louvre a Parigi, United States Holocaust Memorial Museum di Washington D.C.

condividi :
Redazione – 99 idee casa N° 110
27/07/2006
Schermi naturali: la siepe
27/09/2005