ARCHITETTURA FARE

Palafitte del XXI secolo

UN DISEGNO GEOMETRICO CHE SI SVILUPPA IN ARMONIA CON L’AMBIENTE

Progettista: Alfredo De Vido Architects (New York) Località: Bethany Beach, Delaware (USA)
Materiali: struttura in legno, tavole e compensato di cedro
Servizio: Leonardo Servadio

La facciata principale della casa si distingue per la grande vetrata triangolare che dà sullo spazio a doppia altezza del salone. Di fronte a questo si protende il terrazzo, preceduto da una veranda, che consente di ammirare l’oceano anche quando in inverno è agitato dal vento che trascina la spuma delle onde sulla terra e scaglia lontano gli spruzzi salmastri. All’interno in primo piano lo spazio a doppia altezza ospita il salone e la cucina; vi si trovano anche due camere da letto e un ampio terrazzo.

La pianta ottagonale viene sviluppata in altezza dando luogo a una costruzione a cupola, fortemente radicata al suolo, non priva di un elegante slancio verticale grazie al timpano a triangolo che sovrasta le due facciate principali. A vederla non lo si direbbe, ma è una casa su palafitte, con struttura lignea. Le palafitte sono obbligatorie in questa zona: si tratta infatti di una zona pianeggiante vicina all’oceano, dove sussiste la minaccia di alluvione. Gli edifici devono essere sollevati al di sopra della quota massima raggiungibile dalla mareggiata. Ma l’estetica vuole la sua parte, ed ecco che Alfredo De Vido, progettista di lunga esperienza che ha cominciato la carriera nel Genio navale e ha lavorato e studiato anche in Italia e Danimarca, ha scelto di prolungare in basso le pareti della casa, in modo tale da coprire la struttura lignea su cui questa poggia, con pannelli di compensato che, col loro colore scuro, accentuano la sensazione di radicamento al suolo. L’intelaiatura in legno comunica una sensazione di ingegnosa macchinosità e consente alla vista di spaziare all’interno e attraverso le vetrate sul panorama circostante. L’intreccio di travi e le grandi aperture di luce, lungo le pareti e sulle coperture, fanno sì che l’organizzazione modulare dello spazio costruito non appaia monotona. Né l’immediata comunicazione visiva con l’intorno ha un effetto dispersivo sull’organizzazione spaziale interna, poiché questa, grazie alla pianta ottagonale, resta fortemente ancorata alla sua centralità, rimarcata dalla presenza della stufa, cuore dell’edificio.

L’ampio salone è diviso in vari ambiti domestici. La parte dedicata alla zona giorno è prossima alla vetrata con vista verso il mare. La cucina è separata da un setto verticale a mezza altezza e vicino a questa è collocata la tavola da pranzo. Le diverse aperture contribuiscono a differenziare gli spazi: la cucina illuminata da una serie di finestre a nastro, il soggiorno da finestre a tutta altezza e da aperture superiori. Gli ambienti sono disposti secondo l’andamento del perimetro e ruotano attorno al un nucleo centrale.

Gli spazi interni sono organizzati attorno al salone a doppia altezza, attraversato da colonne e da travi. Le superfici interne sono in pannelli di compensato di cedro pitturata in modo tale da evitare variazioni di colore. La visione panoramica dell’esterno dà quasi la sensazione di trovarsi in una capsula spaziale, o in una torretta di osservazione.

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