FARE

Organico scenario


L’edificio si sviluppa secondo linee che naturalmente fluiscono dal centro verso la periferia: seguendo un andamento simile a quello di un vegetale: è una forma che esprime la crescita e, al fine di migliorare la resa energetica delle abitazioni, offre momenti di apetura e di chiusura lungo le superfici ricurve, a seconda dell’orientamento.

Progetto di Fabrizio Colombo e Emilia Gentile architetti

Organica è quell’architettura ”appropriata al tempo, appropriata al luogo e appropriata all’uomo … (che dà) l’impressione di crescere con facile naturalezza dal luogo in cui si trova e essere costruita in modo da armonizzarsi
con il contesto”: così ha scritto Frank Lloyd Wright. Questa villa bifamiliare è concepita da Fabrizio Colombo ed Emilia Gentile secondo quei principi e in accordo con l’intuizione del committente, un imprenditore edile che ha immaginato
una villa che reinterpretasse in chiave attuale le caratteristiche tipiche del luogo.
La villa sorge a Vitulano, un comune a 15 Km da Benevento, a 500 m sul livello del mare, su un lotto di forma regolare (1.800 mq), con un dislivello di 8 m e orientato sull’asse nord-sud.

L’edificio si sviluppa su due livelli fuori terra, ciascuno di 160 mq, più il piano, in parte interrato, alla quota di accesso. Al piano terra troviamo: a nord, i box auto interrati nel dislivello del terreno; a sud, nel corpo di fabbrica circolare, le tavernette e gli accessi agli appartamenti. Al primo piano, a cui si accede dalla scala curva che attraversa i diversi livelli, trovano posto un bagno, l’ampia cucina e, accolto nel corpo circolare, il grande salone caratterizzato da un camino in pietra, dalle ampie vetrate, dai terrazzi in aggetto che aprono verso sud e dal bow-window, che sembra
proiettare la sala da pranzo verso il paesaggio.

Il genius loci rivissuto
nei materiali e nelle forme

Al secondo piano sono, verso sud, le camerette dei figli con un bagno di servizio e, rispettivamente a est e ovest, le camere da letto con i bagni privati. Particolare attenzione è stata posta nella scelta dei materiali. La soluzione
più opportuna viene dall’osservazione delle tecniche di costruzione locali, specialmente quelle rurali. Su queste colline le costruzioni sono caratterizzate da strutture rivestite in pietra naturale. L’utilizzo di materiali locali, o comunque
facilmente trasportabili in cantiere, minimizza l’energia incorporata nell’opera finita, aumentandone la sostenibilità. Gli intonaci interni e esterni, e le relative pitture sono completamente a base di calce naturale per garantire la massima traspirabilità e salubrità dell’edificio.
Il solaio di copertura è progettato con un sistema di ventilazione naturale per il comfort estivo delle unità abitative
del sottotetto. La strada di accesso è schermata da ulivi, mentre la restante superficie è sistemata a macchia mediterranea.
La pianta, “anima profetica” dell’edificio, utilizza un triplice sistema di trame (rette ortogonali, diagonali e curve concentriche), fissando con queste le geometrie primarie. Il risultato è un impianto “cruciforme”, caratterizzato dall’asse nord-sud (che separa specularmente i due appartamenti, sfruttando l’esposizione a est e ovest con un fronte completamente cieco a nord in ottemperanza ai principi dell’architettura ecosostenibile) e dal nucleo generatore del camino, centro simbolico e al tempo stesso “geometrico” della composizione. L’edificio appare come il risultato della compenetrazione di due invasi spaziali principali, uno ad andamento lineare, l’altro polare, e si sviluppa dall’interno verso l’esterno: non c’è separazione netta tra le due spazialità.

Fabrizio Colombo ed Emilia Gentile,
architetti, collaborano presso il Dipartimento
di Progettazione Architettonica di
Napoli, prima come Cultori della materia,
poi come Dottori di Ricerca e Docenti a
contratto. Hanno realizzato diverse opere
in collaborazione con il Prof. Aldo Loris Rossi.
Nel 2000 fondano Un-de(r)construction
Studio a Napoli e vincono diversi concorsi.

Anche l’impianto strutturale segue questa impostazione e poggia su elementi portanti interni, mentre si estende orizzontalmente verso l’esterno. Il progetto, interpretando il principio organico di appartenenza dell’edificio al suolo, fa proprie le particolarità morfologiche del sito: interpreta e traduce in piani sfalsati, collegati da scale, l’accentuata natura scoscesa del terreno. Come cerchi nell’acqua, onde di energia centrifuga emanati dai rimbalzi di un sasso piatto lanciato sulla superficie, la casa segue l’andamento lineare e allo stesso tempo dà luogo al dilatarsi
di spazi circolari. L’edificio si inoltra verso il panorama circostante, non come un elemento estraneo che lo occupa, ma come un luogo privilegiato adatto a chi desidera contemplarlo.
Il progetto, realizzato per Cerulo Costruzioni Srl, ha visto la collaborazione di Gianluigi Dall’Aglio (strutturista) e Guglielmo Losardo (grafico).

 

 

 

 

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