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Oratori, una realtà in crescita

Oratori, una realtà in crescita

Una visione ideale strettamente connessa con la crescita della persona sta alla base di strutture aperte e radicate nella società, dove vige il rispetto reciproco e si pratica il codice dell’accoglienza e della lealtà. Parla Mons. Carlo Mazza, responsabile per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana.

Mons. Mazza, un tempo era l’oratorio il luogo dove i ragazzi potevano, oltre che vivere una vita di comunità, anche esercitare attività sportive. Oggi abbondano i campi sportivi, le palestre, i centri polifunzionali. Questo riduce il ruolo delle parrocchie come luogo di aggregazione sportiva?
E’ vero che nelle città in particolare non manca l’offerta, e la grande mobilità urbana favorisce la dispersione. E’ necessario tener presente che gli oratori si trovano su tutto il territorio: nelle città ma anche nelle periferie, nelle borgate, nelle campagne. Per quel che riguarda l’offerta, l’oratorio permette attività diversificate, non solo sportive, ma anche culturali, spirituali ed educative di vario genere. Sebbene la riduzione demografica faccia sì che anche negli oratori oggi le presenze siano meno numerose rispetto al passato, in questi ultimi anni la realtà oratoriale è in forte ripresa, in tutta Italia.

A che cosa si deve questo fenomeno?
La maggiore frequenza può dipendere dal fatto che i genitori si rendono conto della loro debolezza educativa e dal fatto che per molte ore al giorno vivono entrambi fuori di casa per ragioni di lavoro. In tali condizioni essi desiderano che i ragazzi trovino un luogo sicuro dove trascorrere il tempo libero, dove socializzare e crescere, all’interno di un ambiente sano e ricco di valori. Per cui avviene che anche le famiglie di non praticanti, o di non credenti, siano propense a indirizzare i loro figli alla frequenza dell’oratorio.
Mons. Carlo Mazza

Nell’offerta delle attività oratoriali si notano differenze nelle varie aree geografiche?
Com’è noto, storicamente gli oratori si sono diffusi in primo luogo nell’Italia del Nord. In seguito, soprattutto grazie agli ordini e alle famiglie religiose – in particolare i Salesiani, ma anche l’Opera Don Calabria, i Giuseppini del Murialdo e altri – gli oratori hanno preso consistenza e diffusione anche nel Centro e nel Sud Italia. Sostanzialmente si può annotare che l’offerta degli oratori è la stessa in tutto il nostro paese e riguarda la formazione complessiva dei ragazzi e dei giovani.
Qual è la differenza tra l’offerta sportiva negli oratori e quella negli altri centri specializzati?
La differenza consiste soprattutto nella “mission” degli uni e degli altri. Per gli oratori non esiste possibilità di competere con i centri sportivi specializzati, pubblici o privati: perché l’obiettivo degli oratori non è nella qualità tecnico atletica delle
strutture e delle offerte sportive, ma nella qualità delle relazioni e del progetto educativo che esse comportano. Tuttavia anche gli oratori si evolvono e modificano le loro strutture: non a seguito del confronto coi centri sopracitati, ma piuttosto in funzione delle esigenze interne. Senza dubbio in certi oratori dove le attività sportive sono praticate già da molto tempo, sarà più facile trovare strutture più specializzate. Oggi vi sono persino oratori dotati di piscina. Ma quel che distingue l’attività sportiva in ambito oratoriale è senza dubbio la presenza di animatori e di educatori ispirati da una visione ideale strettamente connessa con la crescita della persona. Si distinguono inoltre per la libertà di accesso: per entrare negli oratori infatti non è richiesto un ticket e non sono necessarie tessere. Val bene aggiungere che l’oratorio è una realtà saldamente radicata nel tessuto sociale del territorio, così che diventa più immediato e fecondo il dialogo con le famiglie, gli enti locali e gli organismi associativi.

"Quel che si apprende nella istruzione catechistica
si riflette nell’attività sportiva, e viceversa.
Nello sport si coltiva l’arte
della lealtà e del rispetto reciproco"

Nella foto: Il nuovo centro sportivo del complesso di S. Antonio di Padova a Pedenosso al Piano, in Valdidentro
(vedi servizio alle pagine 52 – 55).

Se spesso si accosta l’oratorio all’attività sportiva, non è la catechesi la sua prima finalità? E questa non guadagnerebbe da una riduzione dell’aspetto ludico?
Non c’è contrapposizione tra sport e catechesi. L’oratorio è sede di una pluralità di attività: dal teatro al cinema, dalla musica allo sport. Quel che conta è che tutte queste attività siano finalizzate alla maturazione della persona, soprattutto nell’età dell’adolescenza, perché è ai ragazzi e ai giovani che l’oratorio è dedicato. Ovviamente c’è una gerarchia di valori tra le diverse attività, e la catechesi eccelle sopra tutte le altre. Lo sport in questo concerto di attività assume un valore propedeutico ed esemplare rispetto alla catechesi: infatti quel che si apprende nella istruzione catechistica si riflette poi immediatamente nell’attività sportiva, e viceversa. Nello sport si coltiva l’arte della lealtà, del rispetto reciproco e la capacità a collaborare in gruppo.Tutte queste qualità e virtù maturano armonicamente e in modo equilibrato nel complesso organico dei diversi ambiti di attività oratoriale, attraverso un circuito virtuoso.
Gli edifici necessitano di continua manutenzione ed aggiornamento. Avviene questo anche per gli oratori?
Ovviamente. Ed è normale cura dei parroci e dei consigli parrocchiali tenere le strutture aggiornate e ben curate. L’oratorio non è un museo da conservare,ma un organismo vivo da adattare sempre ai tempi e alle necessità.
C’è attenzione particolare per l’abbattimento delle barriere architettoniche?
Le leggi sull’edilizia valgono per l’oratorio come per qualunque altro edificio. La Chiesa è sempre stata all’avanguardia nell’attenzione verso i più deboli e quindi anche verso i diversamente abili. Questo vale sia per l’abbattimento delle barriere architettoniche, sia per la capacità e volontà di accoglienza, che costituisce il presupposto primo per l’abbattimento di ogni genere di barriera.
Oggi la società è multietnica e multireligiosa…
Di fatto anche gli oratori sono diventati multietnici e aperti all’accoglienza degli immigrati, a prescindere dalla loro provenienza, cultura e orientamento. Negli oratori non si fanno distinzioni di razza o di religione, purché si rispettino i principi fondamentali e i codici di convivenza. I ragazzi, per la loro natura aperta, sono più disponibili a interagire tra di loro senza discriminazione di sorta. E’ anche questo un aspetto importante degli oratori, dove la maturazione della
fede vuol dire anche rispetto e crescita integrale della persona.

(L. Servadio)

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