FARE

OGGETTI DI CULTO – GLI ATTI DI FEDE

Un evento espositivo che è anche momento di ricerca sulle forme espressive consone alla liturgia. In questa edizione, una mostra sulle casule da tutta Europa. Il 15 marzo 2011 si è conclusa, con un bilancio più che positivo Koinè, rassegna internazionale di  arredi, oggetti liturgici e componenti per l’edilizia di culto, che ogni due anni si svolge
a Vicenza. La manifestazione di quest’anno ha visto più di 300 espositori e oltre 13.000 visitatori in 4 giorni. Importante la partecipazione di stranieri, non solo dall’Europa ma anche dall’Asia, Sud e Nord America e per la prima volta si sono registrate presenze anche dal Venezuela, Cile, Giappone, Repubblica Coreana. Nel complesso, un quinto degli espositori erano stranieri: con questo Koinè si afferma come evento principe a livello mondiale e, tra le fiere, emerge come evento di grande significato perché, oltre al raffronto tra diverse offerte produttive, essa rappresenta anche un momento di importante confronto culturale, sia per le presentazioni e le discussioni che vi si svolgono (v. CHIESA OGGI architettura e comunicazione 93/2011) sia per le esposizioni tematiche che accompagnano il cammino di Koinè ricerca, animata da Monsignor Giancarlo Santi e dall’architetto Lea di Muzio. Nell’edizione 2011, l’evento centrale è stata la significativa mostra La casula: scenario europeo della produzione: una selezione di vesti liturgiche dei più innovativi ateliers europei. Altro evento di rilievo è
stata la presentazione del volume Koinè ricerca 1989-2009” (ed. Messaggero Padova)
che, con dovizia di illustrazioni, riassume dieci anni di lavori di sperimentazione per le vesti liturgiche e l’oggettistica per il culto: in realtà un vera forma di arte.L’opera della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa riassunta in un volume che ne evidenzia la vastità e la profondità dell’impegno.
I Papi sono “I sommi proteggitori e vindici degli antichi monumenti”: così scriveva il Camerlengo di S.R.C., Card. Bartolomeo Pacca, in un editto del 1819-20. Lo ricorda S.Em. Card. Gianfranco Ravasi nella presentazione del volume “Ventennale della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa” (Libreria Editrice Vaticana), che raccoglie gli atti della Giornata di studio tenutasi il 26 novembre 2009 nella Sala Convegni del Palazzo di San Pio X (v. CHIESA OGGI architettura e comunicazione 89/2009).
A tale convegno parteciparono, oltre a S.Em. Card. Gianfranco Ravasi che di tale commissione è il Presidente, anche S.Em. Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, S.E.R. Mons. Friedhelm Hofmann, Vescovo di Würzburg, il Prof. Francesco Buranelli, che della Commissione è il Segretario e il Prof. Salvatore Settis, Rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Rileggere tali atti, corredati dalle immaginifiche pitture di Jean François Rauzier che moltiplica le figure ambientali attirando l ‘osservatore in una nuova realtà onnicoinvolgente, permette di riflettere sul vasto impegno intrapreso dalla Chiesa per il proprio sconfinato patrimonio culturale. Come ha specificato S.Em. Card. Tarcisio Bertone,“La Pontificia Commissione, insieme col Pontificio Consiglio per la Cultura, sono da considerarsi, per così dire, la punta di diamante di una Chiesa che si prende cura del proprio patrimonio storico-artistico quale elemento primario della missione evangelizzatrice”.
Perché in questo si distingue la cultura della Chiesa: essa innerva una testimonianza viva e vivificante radicata nel Vangelo. Come ha spiegato S.E.R. Mons. Friedhelm Hofmann:“Valorizzare i beni culturali della Chiesa, conservarli, restaurarli, catalogarli e metterli al servizio della nuova evangelizzazione, è stato lo scopo di Papa Giovanni Paolo II, quando, con la Costituzione Apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988, ha istituito la Pontificia Commissione per la Conservazione del Patrimonio Storico ed Artistico della Chiesa…”.
Il Prof. Francesco Buranelli ha rilevato che la Commissione “non è un Dicastero di tutela legato a limiti territoriali o statali, ma assolve alla vocazione propria della Chiesa, di conservare, proteggere e valorizzare ogni bene culturale riconosciuto come patrimonio identitario della cristianità”. E il Prof. Salvatore Settis, dopo aver compiuto un excursus storico sul tema della tutela dei beni culturali, ha notato come la Pastor Bonus riaffermi “i valori storici e spirituali del patrimonio rispetto alla logica mercantilistica che negli ultimi anni in molti Paesi (specialmente, duole dirlo, in Italia) ha via via invaso il linguaggio, l’operare e la cultura… perfino di molti addetti ai lavori.”

condividi :
Il classico calore della ceramica
17/10/2005
Calda come il sole
29/01/2007