ARCHITETTURA

OBIETTIVO 2020

Tra il 2009 e il 2010, l’Unione Europea ha emanato alcuni importanti provvedimenti inerenti i consumi e gli sprechi energetici, a promozione dell’efficienza energetica e dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.
La principale disposizione e l’ultima in termini di tempo, è la Direttiva Europea 2010/31/UE del 19 maggio 2010 “sulla prestazione energetica nell’edilizia”, che reca importanti disposizioni per la riduzione del 20% del consumo energetico entro il 2020, e per lo sviluppo futuro.
Da una disamina del testo si rilevano fin dall’inizio numerosi richiami alle responsabilità degli edifici rispetto ai problemi ambientali e al consumo energetico; si stima infatti che l’edilizia europea sia responsabile del 40% del consumo globale di energia nell’Unione, a cui si aggiunge la responsabilità delle emissioni di CO2 in atmosfera, per la cui riduzione, come indicato al comma 5 dell’introduzione, “l’efficienza energetica nel settore edilizio rivestirà importanza cruciale”.
Nota di particolare riguardo è poi l’introduzione della definizione di “edificio a energia quasi zero”, (art.2,comma 2), ovverosia un edificio “ad altissima prestazione energetica” con un fabbisogno energetico “molto basso o quasi nullo” coperto in modo significativo da energia derivante da fonti rinnovabili, prodotta in loco o nelle vicinanze. E’ un termine questo che assume una importanza cruciale al successivo art.9, dove l’U.E. stabilisce che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano ad energia quasi zero e a partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi abbiano le medesime caratteristiche .
A distanza di sette anni dalla Direttiva 2002/91/CE e a cinque anni dal Decreto L.gs n° 192/05, che ha stabilito in Italia nuovi parametri per l’efficienza energetica in edilizia, la nuova Direttiva dell’Unione Europea, fa un ulteriore passo in avanti per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, introducendo nuove disposizioni che richiederanno un ulteriore sforzo da parte dei progettisti e dei costruttori
Ogni nuova costruzione pubblica della Comunità Europea dal 2018 e ogni edificio privato dal 2020, dovranno dunque pareggiare l’energia utilizzata con quella prodotta, ossia essere in grado di produrre in loco tanta energia quanto quella che consumerà, adottando fonti energetiche rinnovabili.
Per raggiungere tale obiettivo, (l’autosufficienza energetica), si dovranno mettere in campo le più avanzate tecnologie per favorire una produzione di energia massificata a tutte le costruzioni. Ogni nuovo edificio dovrà quindi essere dotato di impianti a energie rinnovabili con produzione in loco, per garantire i più ottimali apporti energetici ed essere progettato secondo i più avanzati canoni dell’alta efficienza energetica, per essere in grado di consumare meno o di non consumare affatto, minimizzando la necessità dell’impianto di climatizzazione.
Gli edifici dovranno essere progettati correttamente orientati, molto ben isolati, in grado di sfruttare al meglio il ciclo solare e gli apporti di calore derivanti dalle sorgenti interne, per essere cioè in grado di regolare l’habitat attingendo dal calore prodotto dalle micro variazioni termiche derivanti, ad esempio, dal funzionamento degli elettrodomestici, dall’illuminazione artificiale, ma anche direttamente dagli abitanti presenti, senza dover ricorrere necessariamente ad uno specifico impianto di climatizzazione.
Con queste disposizioni al progettista architettonico vien quindi richiesto un notevole impegno nella cura dell’iter progettuale e una maggior puntualità nella definizione esecutiva della costruzione, che dovrà essere integrata attraverso un operato sinergico di figure specialistiche, quali i consulenti energetico, acustico, impiantistico, strutturale.
Il direttore dei lavori dovrà essere sempre più aggiornato e specializzato in tutte le discipline richieste dal cantiere e, al pari di un direttore di orchestra, dovrà essere in grado di comprendere e dialogare, quasi sullo stesso livello di preparazione, con tutti gli attori che compongono il complesso orchestrale della costruzione edilizia, maestranze e tecnici specialistici.

Fare architettura a energia quasi zero è l’obiettivo che ogni progettista si porrà dal 2020 in poi, in sintonia con le attuali disposizioni europee in materia di efficienza energetica.
Nell’attesa dell’emanazione della normativa nazionale che renderà attuabile la Direttiva Europea 2010/31/UE, è d’obbligo fornire una informazione mirata sui temi del “costruire energeticamente autosufficiente”, per formare i tecnici alla nuova rivoluzione dell’architettura, anticipando i tempi e per preparare i costruttori alle nuove tecnologie, ai nuovi materiali e ad un diverso approccio nelle fasi di cantiere.
Allo stesso modo sarà di grande utilità formare un database di buone pratiche e di realizzazioni innovative, anticipando i tempi con realizzazioni pubbliche, così come auspicato dalla Direttiva Europea. E’ necessario però che il passo sia fatto con coscienza
ecologica e dunque non dimenticandosi che il raggiungimento dell’efficienza energetica non sempre va di pari passo con la sostenibilità ambientale .
In una società arricchita di informazioni massificate, il cittadino che si approccia al mercato delle compravendite immobiliari è ormai culturalmente informato ai problemi
energetici e ricerca sempre più una casa in Classe A, rispetto ad una abitazione di pregio, ma che ha elevati costi di climatizzazione.
Essere progettisti e costruttori, da qui al futuro, vorrà dire adeguarsi necessariamente alle esigenze degli utenti e dunque essere informati e preparati ad affrontare un  progetto ad altissima efficienza energetica, così come determinato dall’Unione Europea, per non essere fuori dal mercato.

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