FARE

Oasi domestiche tra acqua e verde


I Missoni sono quasi un’istituzione italiana, conosciuti e amati in tutto il mondo come reinventori di un modo di vestirsi colorato e decontratto. Prima con i loro maglioni e poi col prêt-à-porter di alta classe, hanno arricchito il mondo della moda con un tono allegro e sportivo alquanto fuori schema e certamente molto attuale.
La loro casa rispecchia fedelmente questa filosofia di vita con in più un accento di spontaneità che conferma quanto sia genuina la loro ispirazione.
All’inizio questa casa, che sorge vicino all’impresa di famiglia, era tutta bianca, con i muri lisci, poi si è ricoperta a poco a poco di oggetti trovati andando in giro per il mondo. Il verde interno si lega a quello esterno, in una sorta di terra di
mezzo. Una serra lussureggiante dove gli unici mobili presenti sono un lungo tavolo e le sedie. Un ambiente intimo e accogliente che rispecchia l’amore per l’universo domestico.

Immersa nella campagna, la villa dei Missoni rispecchia il loro modo di
intendere la vita e la moda. Un universo libero, allegro e scanzonato.

L’integrazione dell’architettura nel paesaggio naturale è uno dei temi principe della bioarchitettura. Così, magicamente, si crea una vera armonia tra l’abitazione e il mondo vegetale e minerale che la contiene.
L’osservazione dell’ambiente naturale permette di scoprire paesaggi da riprogettare.

Una comoda poltrona in midollino con struttura in giunco. È “palla” un modello ultraclassico progettato nel
1966 da Giovanni Travasa. Vittorio Bonacina
Piatti collezione porcellana “Azyade”, Kenzo.

Sull’isola di Minorca la splendida villa progettata dall’architetto Javier Barba è
costruita in pietra “mares”, tipica della zona. La piscina è un prolungamento del mare.

Una piscina di linea classica, realizzata da Italpool.
Un accogliente divano per esterni frutto dell’accostamento tra due moduli destri e due sinistri. Costruito in teak è progettato da Rodolfo Dordoni, Roda.

Scolpita da forti venti mediterranei questa singolare abitazione nasce attorno ad un’antica torre e si integra perfettamente nella natura selvaggia del paesaggio circostante, quello dell’isola di Minorca. La casa, progettata
dall’architetto Javier Barba, è organizzata in tre appartamenti separati ed ha come centro la torre, ora diventata ingresso principale. È costruita come le altre ville del luogo in pietra “mares” che, grezza o levigata, la riveste per
intero rendendola molto simile ad una fortezza.
La casa dai “lineamenti” aspri e duri si apre dolcemente nelle vetrate verso l’azzurro della piscina e del mare, che appare a pochi metri di distanza in tutta la sua maestosità. Quando cala la sera e si placa il caldo torrido del giorno,
le rocce acquisiscono calde sfumature rossastre e la vegetazione mediterranea prende il sopravvento con i suoi
inconfondibili profumi.

Una piscina che si affaccia sul giardino. È un’oasi di benessere immersa nella
natura, voluta dal gallerista Giò Marconi per la sua abitazione milanese.

Un’edizione rivisitata di una poltroncina impilabile disegnata da Tito Agnoli nel ‘59. Pierantonio Bonacina
Una piscina interna, realizzata da Bauen.

A Milano, Giò Marconi, gallerista figlio d’arte, abita in una villetta separata da quella del padre da una piscina coperta usata da entrambi per il fitness.
“Questo era un laboratorio di cappelli – ci confida il gallerista – e per renderlo abitabile l’abbiamo completamente rivoluzionato. Ho abbassato l’entrata in modo da poter aver due piani e volevo alzare il soffitto della parte in alto, ma per far questo rischiavamo di far crollare la casa. Allora abbiamo messo delle putrelle di ferro, che sono piaciute
moltissimo a me e a Gianfranco Pardi che mi ha aiutato nel progettare l’insieme, lasciandole in vista e abbinandole a un pavimento in graticcio metallico che permette di vedere di sotto come in metropolitana. Il secondo grosso intervento è stata la piscina: prima era una palestra, poi abbiamo scavato per ricavarne una piscina allo stesso livello del giardino.”

 

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