ARCHITETTURA FARE PENSARE

Niente barriere per le chiese storiche


Perché la chiesa sia veramente accogliente, sottolinea il Vescovo di Caltanissetta, S.E. Mons. Mario Russotto, occorre che sia anche facilmente accessibile. Il concorso per dotare tre chiese storiche di elementi fissi per abbattere le barriere architettoniche, è esemplare della ricerca di un adeguamento funzionale dell’edificio, nel rispetto del carattere e dello stile dell’edificio medesimo.

Si è concluso il Concorso di Idee Chiese senza Barriere organizzato dalla Diocesi di Caltanissetta in collaborazione col Rotary Club del capoluogo nisseno.
Il 20 aprile 2007, nella Sala Conferenze del Museo diocesano, è stato organizzato un incontro dal titolo Conservazione e accessibilità: il superamento delle barriere architettoniche negli edifici monumentali. Sono intervenuti il Prof. Arch. Andrea Pane della Facoltà di Architettura di Napoli che ha evidenziato l’importanza della accessibilità dei beni storici e l’Arch. Giuseppe Di Vita che ha tenuto la relazione sugli esiti del Concorso di Idee sopracitato.
Al termine S.E. Mons. Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta, ha premiato i tre progetti vincitori.
Il bilancio è stato più che soddisfacente. Sono arrivati, da tutta Italia, oltre 65 progetti, 2 progetti dalla Francia e molti sono stati i contatti da tutto il mondo. I partecipanti hanno avuto due mesi di tempo per presentare proposte progettuali caratterizzate da elementi artistico-architettonici atti a superare le barriere architettoniche in tre edifici storici di Caltanissetta: la chiesa di S. Sebastiano, la chiesa di S. Maria Assunta e la chiesa di S. Domenico.
I progetti pervenuti sono stati valutati da una Giuria qualificata che ha premiato i tre migliori interventi e che ha ritenuto opportuno inoltre segnalare quelle proposte che si sono distinte per l’alta qualità progettuale.
L’Ufficio Tecnico della Diocesi di Caltanissetta è già al lavoro per tradurre le proposte vincitrici in progetti esecutivi che andranno al vaglio delle Autorità competenti per le necessarie autorizzazioni.
Numerosi sono stati gli attestati di stima per l’iniziativa giunti da tutta Italia.

Arch. Giuseppe Di Vita, Responsabile Concorso di Idee Chiese senza Barriere

A sinistra, l’incontro svoltosi il 20 aprile 2007 al
Museo diocesano di Caltanissetta. Il tavolo degli
oratori: da sinistra, l’Arch. Giuseppe Di Vita,
S.E. Mons. Mario Russotto e il Prof. Arch. Andrea Pace.
Pagina a lato, i tre progetti vincitori del Concorso di
Idee Chiese senza Barriere.

SINTESI DELLE RELAZIONI ILLUSTRATIVE
L’intervento per la CHIESA DI S. SEBASTIANO vuole mettere in evidenza il rapporto con p.za Garibaldi come luogo centrale di Caltanissetta. La rampa diventa un pretesto per arredare una parte importante della piazza che assume un ruolo differente in relazione al nuovo manufatto. L’accesso per i diversamente abili alla chiesa diventa un elemento in grado di congiungere la chiesa di S. Sebastiano alla piazza a livello non solo funzionale. L’elemento progettato
contiene lo sviluppo di una rampa di oltre 14 metri (nel rispetto del D.M. del 14/06/89 n. 236) ed è reversibile proponendo una struttura indipendente. La formalizzazione della rampa ripropone la scansione in elementi propria della facciata della chiesa. L’intervento per la CHIESA DI S. DOMENICO intende rispettare la chiesa, con la sua elegante impronta barocca che si esprime nella facciata curvilinea, e che disegna lo spazio del sagrato antistante con un continuo movimento ondulatorio, definendo sporgenze e rientranze. E’ un intervento che, non volendo sovrapporsi
con totale estraneità all’organicità di questo delicato sistema ma anzi volendo muoversi nella stessa logica di linee e percorsi, porta al progetto di una rampa, addossata alla facciata sinistra della chiesa, racchiusa da una linea morbida che abbraccia l’edificio adiacente e, seguendone la curvatura angolare, diventa un invito alla percorrenza, esteso fino al marciapiede.
L’intervento per la CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA propone l’abbattimento delle barriere architettoniche tramite la realizzazione di una rampa che, oltre a servire da camminamento per i diversamente abili, diventa elemento di dialogo con la facciata esistente e luogo di sosta con sedute. L’ubicazione è nello spazio verde presente tra la scalinata d’accesso e la rampa esistente, sfruttando la pendenza della strada che risulta, dagli elaborati forniti, essere all’8%. Il dialogo con il prospetto dell’edificio avviene attraverso un gioco di fasce orizzontali di varie altezze in legno e
plexiglass satinato che richiamano i percorsi policromi della facciata mentre le sedute sono ricavate sul lato affacciato sullo spazio verde.

 

condividi :
Sopra la stùva si trovano le camere da letto
08/05/2006
La scienza antica
10/07/2009