ARCHITETTURA FARE PENSARE

Neoclassicismo:il camino tra settecento e ottocento

Verso la fine del Settecento si afferma un nuovo filone artistico che proseguirà anche nel secolo successivo e che va sotto il nome di Neoclassicismo, cioè la ripresa dello stile artistico e figurativo del periodo greco-romano alimentato
soprattutto dai nuovi scavi archeologici a Pompei, Roma ed in Grecia. Si viene così ad avere una ripresa marcata e fittizzia di quello che è stato lo stile greco classico. Anche l’arte di costruire i camini ne risente, soprattutto in Inghilterra, mentre in Francia ed in quei paesi dominati dalle conquiste napoleoniche si afferma lo stile Impero, caratterizzato dalla semplicità delle linee diritte e poco incurvate che conferiscono all’opera d’arte un senso di snellezza e nello stesso tempo di forza. Le decorazioni, in bianco accostato all’oro, molto spesso rappresentano
simboli militari, figure geometriche, cavalli, cigni, sfingi, medaglioni cesarei e motivi di ispirazione classica, scolpiti a bassorilievo. Gli architetti consci dei cambiamenti in atto ricercarono un nuovo stile attraverso una meticolosa rivalutazione dell’antichità. Il desiderio di conoscere e comprendere i caratteri e i principi sul quale si basava l’architettura classica spinse viaggiatori e amanti dell’arte ad alimentare con passione il mito di Roma, meta principale dei viaggi in Italia. Qui emerge la figura di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778) e i suoi stupefacenti progetti per camini, ispirati alle epoche antiche.

Giovan Battista Piranesi
Progetti di Piranesi per cornici da camini in stile egizio con montanti decorati con grandi figure. “Non già copjando servilmente l’altrui” scriveva l’artista “ma tali opere studiando, mostrar si dee il genio inventore e quasi dissi creatore; e il Greco, e l’Etrusco e l’Egiziano con saviezza combinando insieme, aprire si dee
l’adito al ritrovamento di nuovi ornamenti, e di modi nuovi”.
Robert Adam
I camini progettati da Robert Adam (1728-1792) e dai suoi fratelli, hanno mensole ridotte, di lieve sporgenza,
con strutture piane, decorate con modanature
greche, pannelli con elementi figurativi scolpiti e altri ornamenti a rosone, ghirlande, vasi.
1760
La residenza Osterley Park. Robert
Adam da vita a un raffinato neoclassicismo,
in cui disegna ogni elemento d’arredo inteso come
parte integrante dello schema architettonico.
Il suo linguaggio formale è caratterizzato da una notevole grazia ed eleganza delle decorazioni
unite a una marcata linearità della forma.
(DA IL CAMINO N. 91)
Lo stile Adam
Ghisa
I materiali per le cornici sono marmi
bianchi e neri, spesso intarsiati con
disegni floreali e classici in pietre e
paste colorate.
Rivestimento Pompei di MCZ in marmo Rosa Portogallo, Bianco Carrara o Pietra di Vicenza.
Fondi per camini prodotti dalla Fonderia Finco in ghisa resistente al fuoco utilizzati nei camini aperti per
proteggere la parete del focolare
e migliorare il rendimento
dei camini aperti.

Oggi come ieri

Il gusto del camino è dato dal senso di intimità e dal fuoco libero di agitarsi in un contorno formato da zoccolo, soglia,
fianchi, copertina tutti in marmo pregiato nella sua insostituibile e sobria eleganza. La parte più decorativa del camino è il contorno della bocca che può essere ricavato dal massello oppure ricorrendoad alcuni espedienti di accoppiamento di piccole cornici su lastre. Qualunque sia la versione scelta il movimento dei piani levigati o a spacco, scanalati o scolpiti, determina zone di luce e di ombra nella massa compatta che circonda la mobile fiamma.
A questo si aggiunge l’infinita possibilità di scelta dei marmi, di pietre e di graniti in una tavolozza di toni e di colori degna del più grande artista: scelta che si può facilmente adattare ai gusti personali. “I marmi, le pietre, i graniti sono considerati tutti come rocce ornamentali e, prescindendo dalle numerose classificazioni che interessano principalmente i tecnici è piacevole considerare la classificazione per famiglie di colori. Il marmo bianco può essere unito e comprende lo statuario di Carrara, il bianco di Lasa e il Candoglia, con cui è costruito il Duomo di Milano. Venato nel brouillè o negli arabeschi grigi o neri su fondo bianco, oppure con vene colorate; il calacatta, con macchie giallo – grigie tenui su sfondo bianco o cipollino zebrino dal fondo bianco con venature verdi e nere e qualcuna rossiccia. I bardigli sono sul tono del turchino a pasta saccaroide colorata in bluastro a diverse tonalità, rimanendo sui toni del grigio abbiamo il serizzo ghiandone, la quarzite di Barge adatti per applicazioni a spacco; il granito bianco di Montorfano a Baveno e
di Sardegna dalla classica pigmentazione granulare bianca e grigia.

Altre varianti di grigio si trovano nel Repen, calcare di scogliera, chiaro, scuro o tigrato; nella pietra piacentina, scavata a Cividale del Friuli e usata dal ‘600 in poi per decorazioni e per statue dei giardini. Famosissima la pietra serena di firenzuola, nel Mugello, che costituisce l’elemento dominante dei Palazzi di Firenze, alternata con la pietra forte di colore giallo. Nelle tonalità del giallo il cipollino dorato, con zone serpeggianti viola pallido su sfondo giallo rosato e il giallo di Siena a grana fine e compatta dall’aspetto ceroide. Di tonalità più sfumata la pietra di Trani, calcare vacuolare dal colore cangiante dal bianco latte al grigio giallognolo, usato da sempre a Roma, dal Colosseo a San Pietro. Tendenti al chiaro il Chiampo, il Perlato di Sicilia e il Botticino, calcare compatto di grana fine. Nelle tonalità del rosa il Granito di Baveno, ed il Limbara sardo presentano un bell’aspetto policromo per la presenza di ortoclasio roseo mentre il rosso è molto ben rappresentato dalla produzione delle cave di S. Ambrogio Valpolicella che hanno fornito il famoso Rosso Verona, tutt’ora molto richiesto per le cornici dei camini. Sempre sui toni del rosso il Rosso Levanto oficalce a fondo rosso sanguigno, l’arabescato orobico e i porfidi di Albiano e della Valcamonica con calde tonalità brune. La gamma dei verdi è molto importante, basterà ricordare il cipollino verde della Versilia a pasta saccaroide verdognola con venature verde scuro, il verde Issorie, oficalce a macchia unita con rameggiature bianche e la varietà più scura conosciuta come verde Alpi. Nella Valmalenco si scava il serpentino roccia serpentinosa notevolmente dura e dal bel colore verde cupo. Sul tono del nero il marmo più elegante e pregiato, il Portoro a fondo nero lucido macchiettato da venature e ramificazioni dorate seguite dal nero orobico dalle venature bianche”.

Giovanni Staccotti

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