ARCHITETTURA FARE PENSARE

Nella natura

Una lezione di modernità rivolta al benessere psichico e fisico della persona. Questa casa è stata disegnata da Alvar Aalto nel 1937 e rimane come uno dei capisaldi dell’architettura del XX secolo. Un’architettura che interpreta la natura umanizzandola, e che naturalizza l’architettura, avvicinandola all’ambiente.

A modernity lesson devoted to psychic and physical human being wealth.

Testo di: Leonardo Servadio

Mairea Gullichsen e suo marito Harry, con i coniugi Aino e Alvar Aalto, costituirono dal 1938 al1941 la Artek Company. E si diedero a disegnare mobili e oggetti di arredo. Alvar Aalto era già un architetto affermato. Il suo sanatorio di Paimio
(1933) e la successiva biblioteca di Viipuri (1935) lo avevano già consegnato alla fama internazionale. Con la moglie e
gli amici aprì un periodo di sperimentazione sulle forme domestiche, sull’intimità dell’architettura. Il gusto del dettaglio che fa star bene la gente: questo inseguirono in quei primi quattro anni di lavoro congiunto. Non è da escludere che uno degli eventi che suggerirono ai quattro amici di aprire quell’esperienza di design per la casa, fosse proprio la precedente realizzazione di villa Mairea. La casa che Aalto firmò per i Gullichsen e che fu realizzata tra il ‘37 e il ‘39.

LA CREATIVITA’ DI ALVAR AALTO

L’attività di Aalto spaziava dal design di arredi e oggetti in vetro all’architettura e alla pittura. La sua collezione di vasi in vetro, chiamati Aalto, è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, e rappresenta la sua massima espressione nel campo del design. A partire
da un piccolo e banale cucchiaio, fino ad arrivare ad una città intera (è autore anche dei piani regolatori per Finlandia e Svezia), l’opera di Aalto si caratterizza sotto il segno della sua "onda" (che in finlandese si dice proprio aalto). Sottraendosi alla schematica linearità del razionalismo, Aalto ha reinventato lo spazio architettonico mediante linee e superfici curve di

grande tensione dinamica, progettando lo spazio vuoto, lo spazio interno compresso, la cavità dell’edificio, sede e cuore pulsante della sua funzione sociale, vero tema centrale della sua opera. Gli altri, fondamentali temi della poetica di Alvar Aalto, l’uso del legno, la ricerca sulla luce, il rapporto con la natura, sono fortemente influenzati anche dal fatto che la geografia dell’arte sia da sempre una variabile importante della storia dell’arte.

Nelle foto: L’architettura si inserisce nella natura non perché ne imiti le forme, ma grazie alla sua misura.
L’ingresso porticato. Le colonnine sono mediazione tra bosco e costruito.
La facciata. In alto le finestre orientate.
Particolare della scala interna.

In the photos: architecture becomes part of wilderness not by imitating its shapes, but thanks to its dimension.
The portico entrance. The small columns act as mediation between the wood and the building.
The façade. High above, the oriented windows.
Interior staircase detail.

Designed by Alvar Aalto on 1937, this house still remains one of twentieth century architecture cornerstone. It is an
architecture which interprets wilderness by humanizing it and, being pushed close to the environment, got
consequently naturalized. Mairea Gullichsen and her husband Harry, along with the Aino e Alvar Aalto couple, set up
the Artek Company since1938 up to 1941, and begun designing furniture and home furnishings. At that time Alvar Aalto was already an affirmed architect. His Paimo sanatorium (1933) and the subsequent Viipuri library (1935) gave him international reputation. In conjunction with his wife he opened a period of experimentation over the domestic paradigm and architecture intimacy. In their initial four years of joint activity they pursued people well-being by means of taste for the detail. It is not to be excluded that the Mairea villa realization was one of those events which
suggested the four friends to undertake the home design experience. The house which Aalto signed for the Gullichsen was realized between ‘37 and ‘39. This is architecture of marked modernity, an expression of the ability to interpret contemporary times with a sensibility which goes beyond the language used.

Qui sopra: Le piante, a sinistra del piano terra, a destra del pirmo piano.
Al primo piano si notano le finestre “riorientate” verso sud, relative alle camere da letto padronali.

Above: Plants displayed on ground floor left side and on the right side of the first floor. South oriented windows
can be noticed into the sleeping room, first floor.

Un’architettura di spiccata modernità, espressione della capacità di interpretare la contemporaneità con sensibilità che travalica lo stesso linguaggio usato. E questa è una qualità propria solo dei grandi. Una casa che per linearità e poetica compositiva, per capacità di inserirsi – pur col suo essere “tecnologia” abitativa – nella quiete silvestre, fa pensare
alle esemplari “prairie houses” di Frank Lloyd Wright. Simile approccio compositivo, simile sensibilità per l’adagiarsi della forma nella natura, pur con le marcate differenze di formazione e di “genius loci”. E’ un’architettura che si apprezza come complemento e contrappunto della natura. Come singolare propensione alla luce, che fa del costruito un
gemma che con tale intensità si lascia compenetrare dai raggi del sole, da sembrare essa stessa una loro scaturigine.

That is the quality of the great.
The house, which gets into the quiet wilderness thanks to its linearity and poetic composition – although being itself a living “technology” – recalls us the exemplary Frank Lloyd Wright “prairie houses”. It bears a similar approach and a similar sensitivity to deploy forms into wilderness, in spite of the two architects marked differences in education and “genius loci”.

“… c’è un particolare concetto di forma in questa architettura, che sorge
tra le piante col suo disegno netto e lineare,
adagiato lievemente sull’erba….”

Nelle foto: Vista dell’ala che ospita al piano terra sala e biblioteca e al pirmo piano l’atelier, caratterizzato esternamente dalla parete lignea ricurva.
Sotto: Una poltroncina e uno sgabello. Nella prima risaltano le curve che conferiscono morbidezza all’oggetto. Nel secondo si evidenzia l’essenzialità.

Above: view of the cottage wing hosting the ground floor library and the first floor atelier, characterized by the wooden curved external wall.
Sideway: small armchair and a stool. Curves jut out the first furnishing, giving smoothness to it, while essentiality stands out the second object.

L’architettura va vissuta. Soprattutto quando è come questa di Noormarkku, in Finlandia. Non fondata su gesti scenografici ed eclatanti, come quella che caratterizza invece tante opere di questi ultimi anni, dove l’espressività scultorea sembra prevalere quasi sul progetto architettonico. Nell’abitare Villa Mairea, ci si rende conto del valore delle proporzioni, del significato dei dettagli, del funzionamento dell’assieme.

This kind of architecture is appreciated as it is a complement and counterpoint to wilderness. Its singular inclination towards the light, which makes out of the building a gem pierced by sun ray lights, let it to be perceived as the source of light itself. Architecture has to be lived up, especially in this case of Noormarkku, back to Finland, where it is not based on scenery and hectic foundation, as in nowadays buildings characterized by sculpture expression prevailing
over the architectural design. By living Vila Mairea one realizes the value of proportion, the meaning of detail and their overall operation.

“… colonne e pali di legno ritmano lo spazio, qui fitti, lì radi; come
fosse un canneto, nascondono e rivelano i luoghi, distinguono
gli ambienti, filtrano la luce….”

Nelle foto: I colori sono scelti in modo tale da stabilire una continuità tonale. Non c’è gioco di contrasti, ma integrazione e prossimità. Pagina a destra dall’alto: Il corridoio diventa esposizione di opere d’arte. Si tende all’astrazione: la forma perde significato nella linearità dello spazio. Acquistano importanza la tessitura delle superfici, iparticolari delle colonne.

On this page: colours have been chosen so that tonal continuity is established. There’s no game played on contrast,
just integration and proximity. From above, right page side: the corridor becomes an artwork exhibition. Shape loses its meaning into space linearity. Surfaces textures and columns details gain importance.

Riprodurre l’architettura nelle due dimensioni del foglio di carta è sempre impresa ardua, che nasconde il rischio dell’interpretazione soggettiva nella scelta delle inquadrature. Per questo, particolare merito va al volume
“Scandinavian Modern Houses” (testi di Tobias Aber, edito da Living Architecture Publishing, Danimarca), da cui sono tratte queste immagini, scattate da Per Nagel. Il sottotitolo, “Lo spirito della luce nordica” già cattura un particolare orientamento del volume che, in omaggio alla sensibilità dei diversi autori illustrati (oltre ad Aalto, Asplud, Fehn, Utzon e diversi altri ancora), sa rendere con efficacia i pacati riflessi della luce radente che s’insinua tra le fronde, che occhieggia dietro gli stipiti.

The reproduction of architecture on sheet two dimensions is always a hard attempt, which hides the risk of selecting
the framings by subjective interpretation. For this reason the “Scandinavian Modern Houses” book (Tobias Aber text, edited by Living Architecture Publishing, Denmark) deserves particular credit for the images selection shown here, shot by Pe
r Nagel. The book subtitle “The spirit of Nordic light” already captures the book direction which, honouring various authors beyond Aalto (such as Asplud, Fehn, Utzon and many more), effectively renders the grazing light calm reflections which seeps into foliage and peeps out on the jambs.

“… oggetti d’arte e soluzioni di design si accostano per dar luogo
a un ambiente di vita intenso, dove ogni particolare ha una sua ragion d’essere,
ma lo spazio resta completamente aperto alla libertà…”

Nelle foto: Il camino è un angolo che si presenta come realizzato a strati. Nel sovrapporsi di materiali si individua una rievocazione delle epoche storiche. La collocazione angolare consente una diffusione del calore all’intorno.
La cucina è posta prossima alla finestra ed è attigua allo spazio per il pranzo, caratterizzato da un tavolo di notevoli dimensioni. La scala si alza dall’ala della casa dedicata al tempo libero, allo studio, all’atelier d’arte.

On this photos: the fireplace standing on the corner is displayed as if it has been realized in layers. Materials superimposition evokes the ages. Placing it on the corner allows the heat diffusion nearby.
The kitchen is placed close to the window and the dining room, characterized by a considerable large table. The sitting
room rises from the house wing dedicated to leisure, office and art atelier.

“…art objects and design solutions are gathered to setting
an intense living environment,
where every detail has its own “raison d’être”, while the space is left to a complete freedom…”

ALVAR AALTO
BIOGRAFIA

Aalto nacque a Kuortane, in Finlandia, figlio di un ingegnere agrimensore, ed iniziò la sua attività proprio presso lo studio del padre, dove conobbe il suo primo "tavolo bianco", titolo di un saggio che pubblicherà successivamente. Studiò architettura all’Università Tecnica di Helsinki dal 1916 al 1921. Si trasferì a Jyväskylä, dove aprì il suo studio d’architetto nel 1923. L’anno seguente (1924) sposò Aino Marsio. La loro luna di miele la passarono in Italia, questo viaggio ebbe un profondo influsso e la cultura Mediterranea divenne un importante esempio per tutto il resto della sua vita. Nel 1927 si trasferisce a Turku, dove entrò in contatto con nuovi committenti e con altri giovani, vi progetta la sede di un giornale, che diventerà una specie di manifesto. Nel 1932 crea una serie di bicchieri con bande circolari sovrapposte, disegnando un chiaroscuro decorativo che aiuta anche nella presa. Tra il 1934 e il 1935 ebbe l’occasione di progettare e costruire un’intera città sull’isola di Sunila, attorno ad una fabbrica di cellulosa, con servizi sociali e residenze; dà così forma ad un habitat che unisce i poli della sua ricerca: l’industrializzazione e la natura-paesaggio. Nel 1935 insieme alla moglie fonda l’azienda Artek come "centro per mobili moderni, arredamento, arte e design industriale", ancora oggi attiva. Con la "Villa Mairea" (1938) mostra il tema del collage, un’opera che può essere capita solo a colori, per quanto è ricca di materiali, cromatismi e tessiture. Nel secondo dopoguerra, ottenne la cattedra di architettura ad Harvard, e l’incarico di progettare la grande casa dello studente del Massachusetts Institute of Technology, a Cambridge (1947-1948). Nel 1949 perde la propria moglie Aino. Negli anni ’50 Aalto divenne uno dei due poli di riflessione nel fronte modernista, che si divideva in lecorbuseriani e aaltiani. Tornò in Finlandia, dove realizzò il municipio di Säynätsalo (1950-1952), e poi in Germania, per progettare il centro culturale di Wolfsburg (1958- 1963) e l’Opera di Essen (1961-1964). In Italia progettò invece il centro culturale di Siena (1966) e, sempre nello stesso anno, la chiesa di Riola di Vergato, vicino Bologna. Il suo ultimo progetto fu quello per l’area universitaria di Reykjavik, in Islanda (1975-1976). Morì ad Helsinki l’11 maggio del 1976, con alle spalle una vita densa di occasioni, realizzazioni e onori.

“An oblique cut, a stair step which dilates, the light gently brushing
the wooden coatings, copper-like reflections from the floor: shapes and colours are
smoothly melting and integrating together.”

Nelle foto: La biblioteca. Non c’è ordine organizzato: solamente l’agio dei tavolini disposti in modo tale da facilitare la lettura. E’ la dovizia di spazio l’elemento caratterizzante e la libertà di movimento.
La scala è un elemento centrale. Il modo in cui è stata elaborata ne fa un elemento di arredo tanto quanto un elemento strumentale. La grata per i vasi dei fiori diviene essa stessa elemento di arredo.
La pozza d’acqua costituisce un richiamo di particolare forza. La casa, che si sviluppa secondo una pianta a “L”sembra raccogliersi attorno a questa, e in essa rispecchiarsi. E’ architettura e natura, sottolineatura di quiete.

In the photos: The library. There’s no structured order but the comfort that the small tables layout provides to reading ease. Key elements are space availability and freedom of movement.
The staircase is a major architectural component. The way it has been worked out makes it both a furnishings element and an instrumental component. The flower vases’ grating become a furnishing
element too.
The water pond constitutes a particularly strong recall. The house, which develops based on an “L” shaped plan, seems to gather around the pond and to be reflected on it. This is architecture and wilderness integrated together so that peace is outlined.

“…un taglio obliquo, un gradino che si dilata, la luce che sfiora morbida
i rivestimenti lignei, il pavimento dai riflessi che ricordano il rame:
forme e colori si fondono e si integrano con pacata plasticità…”

“… esterni e interni non sono vissuti come momenti distanti ed esclusivi;
la pozza d’acqua e il camino nel porticato
sottolineano il loro mutuo compenetrarsi. L’edificio respira all’unisono con l’intorno…”

Si può apprezzare questa architettura, osservandone la facciata: il modo in cui si passa dal vialetto tra gli alberi al porticato, le cui colonnine si ritroveranno poi anche all’interno: una successione di elementi che fungono da mediazione e anticipazione, così che il passaggio avvenga per gradi e si crei allo stesso tempo continuità tra dentro e fuori. Oppure
notando la torsione delle finestre verso il mezzogiorno, come periscopi orizzontali. Oppure osservando il dettaglio del primo gradino della scala: gli spigoli arrotondati di quella geometria inconsueta, volta verso chi sopraggiunge per riorientarlo verso la salita. E’ di quei dettagli che magari sfuggono alla coscienza ma parlano al sentimento. Così il movimento del volgersi verso la scala è accompagnato con discrezione. Si pensa di solito alla comodità come relativa allo “stare”: un divano su cui distendersi, una sedia ergonomica… Anche i percorsi hanno una loro ergonomia: è quella che
Aalto conosce e rispetta. Come le architetture wrightiane, quelle di Aalto sgorgano da un filone ben definito: la temperie culturale della prima metà del XX secolo.

This architecture can be appreciated by looking at the façade: the way the path passes through trees and portico, whose little columns we’ll find again in the interiors, is a succession of elements which act as a mediation and anticipation so that the passing through gradually occurs and, in the meanwhile, continuity engages in between the interior and the outside. Another way to appreciate it is to notice the windows torsion towards midday, as if they were horizontal periscopes or by looking at the first staircase step detail: that unusual geometric rounded edges turn the approaching one’s attention towards the ascent.

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