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nella campagna dietro Forte dei MarmiE’ IN TOSCANA, MA NON E’ UN RUSTICO

Ecco come un casale può diventare una villa signorile che, senza darlo a vedere, si rifà a un certo modo di abitare volutamente semplice e rilassato degli anni ‘30.

La famose ville di Forte dei Marmi hanno iniziato a nascere nel periodo Liberty e hanno continuato a crescere nel periodo tra le due guerre; poi è iniziata l’era degli alberghi e delle pensioni e finalmente quella del piano regolatore che ha messo freno alla febbre di cementificazione che cresceva col crescere della domanda. “Vestivamo alla marinara” è nato qui, quando i figli della famiglia Agnelli passavano le vacanze nella loro grande villa con sala cinematografica interna per non mescolarsi troppo alla folla.


Quei tempi sono passati ma non la moda di Forte dei Marmi, e oggi ci si accontenta di ripristinare vecchi casali di campagna pur di tenere la piazza. Poi li si arreda col tono signorile di sempre, come in questo caso, con grandi divani bianchi che accolgono gli ospiti davanti a una bella e vasta piscina. Il rustico è stato ristrutturato dall’ing. Giancarlo Bartoli, che nel living ha demolito parte delle pareti per inserire delle vetrate a griglia che danno all’insieme quel tono anni ‘30 che a Forte dei Marmi è molto rievocativo. Le tende a pensilina, il vimini La comunicazione continua delle stanze di soggiorno con la piscina e le siepi fiorite del giardino è la chiave del fascino di questo rustico ristrutturato. Il verde che si arrampica sui pilastri e le alte bordure di rose che bordano la piscina sono il fondale scenografico a cui corre sempre l’occhio.

Intrecciato in forme razionaliste, i berceaux con rampicanti fioriti e profumati completano questo scenario. L’arredo è volutamente fuori dal tempo, molto chic nella sua monumentale semplicità; non vuole assolutamente confondersi col rustico che oggi va per la maggiore in Toscana. Le grandi vetrate in ferro verniciato di grigio si aprono quasi totalmente. Sul porticato si arrampicano glicini dalle foglie verde chiaro, profumatissimi gelsomini e rose “Claire matin” incurvate dal peso dei fiori. L’atmosfera qui è la più rilassante possibile, in sintonia col microclima di Forte dei Marmi che è quasi ipnotico (guai fare la pennichella, può durare ore e ore). Il giardino è curato nei minimi particolari comme il faut, con un perfetto prato all’inglese e cespugli fioritissimi.

Nelle stanze interne non vi sono le solite travi in legno col tronco a vista, ma solo travi in cemento intonacate come il resto delle pareti. Nelle stanze e sotto il portico girano silenziose le grandi pale dei ventilatori che permettono di tener aperte le vetrate per comunicare direttamente col giardino. Qui, volendo, la piscina si può chiudere a comando senza che si noti la copertura. Dall’altra parte del fabbricato vi è una fonte d’acqua sorgiva, calda d’inverno e fresca d’estate. La cucina, molto semplice con mobili in legno laccato di bianco, ha un grande focolare per le grigliate e panieri per raccogliere sulle vicine colline i funghi, le fragoline, le more, le noci e le castagne. Qui, il tavolo e le sedie sono quelli tradizionali di campagna, e con i letti ‘800 delle camere sono l’unica concessione al gusto del rustico.

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