ARCHITETTURA FARE PENSARE

Nel segno della luce

P.Adriano Di Bonaventura, Direttore della Biennale d’Arte Sacra, riassume in questo scritto gli intenti della X Biennale, svoltasi dal 20 luglio al 29 settembre 2002. Questa edizione della manifestazione artistica è stata curata da Luciano Caramel e da Carlo Chenis, con la collaborazione di Giuseppe Billi e di Cecilia De Carli.

Staurós è convinta di dover ricercare e utilizzare tutti i mezzi a disposizione. Innanzitutto le Idee, le Parole, primaria oggettivazione del Linguaggio. Ci imbattiamo così nel “Prologo giovanneo”: Dio fin dal “principio” si esprime nel Verbo nel quale “era la Vita; e la Vita era la Luce degli uomini” (Gv 1,4). Nel tempo stabilito “veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9). Anche secondo Matteo 4,16 (che cita Isaia 9,1 : ‘il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce’), Gesù di Nazaret, Verbo incarnato, si è presentato e manifestato al mondo come Luce (“Io come Luce sono venuto nel mondo” Gv 12, 46). Ciò ha operato con parole e opere (verbis et operibus, signis et miraculis, cfr. Constitutio Dogmatica “Dei Verbum” n. 4), segni e guarigioni. (…) In particolare, per l’arte sacra e liturgica, tutte le energie devono concretizzarsi nelle forze visive, auditive, olfattive, gustative, tattili, manuali, gestuali, motorie, e soprattutto emozionali, mentali, espressive e quindi linguistiche. Ossia, nell’azione liturgica che mette l’uomo in comunione col trascendente, il credente deve poter partecipare nella sua totalità e globalità; con tutte le sue caratteristiche e proprietà, sia somatiche che psicologiche e spirituali. L’arte sacra e liturgica globale così, potrebbe, dovrebbe essere considerata e ritenuta come un emblema, come una lavagna tramite la quale proiettare ed esprimere tutte le aspirazioni e i bisogni dell’uomo. Arte-linguaggio, dunque, va concepito e visto come un grande, straordinario trasformatore, perché in realtà tutti i problemi sono fondamentalmente linguistici.

Tito, “Porta del Sole”, acciaio korten, 400x400x260 cm, installazione, esposizione “Nel Segno della Luce”.

È il linguaggio che comunica, che dà la forma, che unisce. È “la parola”, “il verbo” che produce tutte le immagini. La parola è il segno chiave di tutti i processi di modellamento e di organizzazione. La X Biennale, nell’ottica di Staurós, ha voluto esprimere la concezione generale della rivelazione divina attraverso la Luce-Cristo; Cristo-Chiesa corpo mistico, e analogicamente la chiesa struttura fisica architettonica. La Biennale ha inteso realizzare ciò, a partire dalla concezione teologica e rivisitando tutti gli elementi in gioco nella struttura architettonica e nell’azione liturgica globale attinenti il tema della luce-illuminazione. Perciò iniziando da un percorso ancestrale biblico dell’Antico Testamento con alcuni episodi chiave: come la Promessa fatta ad Abramo, la Scala di Giacobbe, il Roveto ardente, la Colonna luminosa dell’Esodo, l’Acqua dalla roccia nel deserto, il Menorah del Tabernacolo, si giunge al Nuovo Testamento entrando nel contesto concreto, cristiano- liturgico della Veglia Pasquale. Così, attraverso un percorso di installazioni, si è inteso creare allestimenti scenografici con i molteplici elementi che, in qualche modo, sono coinvolti nell’azione liturgica: il Braciere con il fuoco; il Cero pasquale; la Ceriera; l’Ambone; l’Altare; il Battistero, l’Illuminazione artificiale; le Vetrate, ecc. Nelle vetrate per sé, come testimonia la storia dell’ar te, la concezione rivelatoria attraverso la luce, poteva essere trattata con il tema dell’Icona quale elemento illustrativo della luce rivelante lungo la storia della salvezza dell’Antico e del Nuovo Testamento. (…) Di questa è stata proposta una sezione storica, attraverso grandi esemplari di maestri del Novecento, e una sezione attuale proposta ad artisti viventi. La X Biennale, in sintesi, ha proposto il tema della luce divina originaria e inaccessibile comunicata da Cristo, non solo per via concettuale e sacramentale, ma anche attraverso elementi strutturali artistici. Quindi la teologia della Luce di Cristo (“Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” Gv 1,9 ) è stata espressa ed illustrata nella Parola e nei Sacramenti, attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. (Per informazioni: www.stauros.it)

P. Adriano Di Bonaventura
Direttore della Biennale d’Arte Sacra

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