ARCHITETTURA FARE PENSARE

nel nucleo storico di Bagolino

 

 

Nel nucleo storico di Bagolino l’architetto Sergio Rossi ha ristrutturato un piano mansardato dando un’interpretazione moderna della casa di montagna.
I “Bagossi”, gli abitanti di Bagolino, vanno fieri del loro paese sui monti tra Lombardia e Trentino, delle loro chiese impreziosite dall’arte di Pietro da Cemmo, di Tintoretto e di Palma il Giovane, dove si conserva un’icona greco-bizantina che la tradizione attribuisce all’evangelista Luca, del tessuto medievale del borgo, dove, nei secoli, si sono sovrapposte influenze austriache e veneziane e, soprattutto, delle loro immutate tradizioni: l’artigianato, la cucina, ricca di sapori altrove dimenticati e la coinvolgente festa del Carnevale, espressione culturale unica nel suo genere. Due giovani, hanno deciso di non abbandonare questo loro piccolo Paradiso dall’aria pulita, per inurbarsi come altri, e hanno demandato a Sergio Rossi, architetto milanese appassionato della zona, di operare la totale ristrutturazione di un mi-nuscolo sottotetto, per poterci comodamente abitare “da giovani”, in un’atmosfera colorata e linda, libera dagli orpelli del falso rustico, tanto diffuso, ma lontano anni luce dal loro modo di sentire. Lo stato di fatto era la conseguenza di una demolizione e relativa ricostruzione, in un preesistente edificio storico, effettuate nei primi anni ‘60: un appartamento scarsamente illuminato, con travature tinte in colore noce scuro e l’accesso al servizio igienico dalle scale comuni. Oltre al rifacimento degli impianti idro-termo sanitari ed elettrico, è stata effettuata la pulitura, mediante sab-biatura, delle travi del tetto. E’ stato posato in tutta la casa, escluso il bagno, il pavimento Monocotto Country acquamarina, colore scelto perchè complementare alla tinta calda del legno delle travature nel tetto spiovente. Sono stati realizzati due grandi abbaini: in corrispondenza del locale soggiorno cucina e della camera da letto. Nel primo è stata ampliata la finestra che era decisamente insufficiente, per illuminazione e aerazione, nel secondo ne ha aperta un’altra sempre con lo stesso orientamento. Sfruttando al meglio lo spazio al di sopra della scala principale, d’accesso al piano, si sono creati tre diversi livelli nel locale wc, giocato con un piacevole pavimento a scacchi bianchi e neri. Al bagno, ampliato rispetto al preesistente, si accede ora salendo una scala interna all’appartamento, integrata da un lato con un capiente contenitore colorato ad ante e cassetti, utilizzabile sui due versanti. Oltre a contenere in bell’ordine oggetti d’uso quotidiano, assolve anche alla funzione di parapetto e di quinta del locale wc stesso. Di fatto si è venuto così a creare una sorta di antibagno nel locale soggiorno, in quella parte della scala che prosegue poi all’interno del servizio. Qui un primo livello ospita il lavabo con lo specchio che, visto da chi sale, riflette e mette in risalto il tetto in legno, in un secondo livello, a sinistra, ci sono i sanitari, e nel terzo e ultimo la cabina doccia, rifinita nel colore giallo becco d’oca che rimbalza, luminoso in varie finiture e accessori del piccolo appartamento. Tutto l’arredamento è caratterizzato dall’uso esclusivo dei colori primari e della schematizzazione geometrica delle linee che, considerando il quadrato come figura base della composizione, determina una sorta di “effetto Mondrian” dell’insieme. Gli stessi colori primari li troviamo nei cuscini e nel divano rivestito in tela Olona.

Un’immagine della zona soggiorno con divano e poltrona della serie “Grand comfort petit modèle” di Le Corbusier rivestiti in tela rossa tipo Olona. La zona cucina: intorno a un vecchio tavolo di famiglia vi sono sedie Miss Global create da Philippe Starck e prodotte da Kartell.
Due immagini della camera da letto. Il mobile ad ante e cassetti e la cabina armadio antistante si adattano alle irregolarità delle murature perimetrali. Un’altra immagine del soggiorno

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