FARE

Nature & Culture

Testi e Art Dir./Texts and Art Dir. Laura Perna

La solida struttura in pietra e il pavimento in cotto caratterizzano questa villa in Sardegna. E’ stata progettata dall’Arch. Luigi Vietti in modo da vivere in simbiosi con l’ambiente circostante.
The solid stone structure and the brick floor are the main features of this villa in Sardinia. It was designed by architect Luigi Vietti in order to live in symbiosis with the surrounding environment.

Poi dopo aver creato la terra, il cielo e le stelle il Signore prese la creta, la plasmò e con un soffio diede vita all’uomo.” L’argilla, punto intermedio tra Dio e l’uomo, tra l’immortalità e la vita è uno dei materiali più ricchi di fascino e di storia. Dal mattone al vasellame, dalla ceramica alla porcellana, l’argilla, inizialmente utilizzata cruda è testimone trasversale di tutte le civiltà. Un materiale “forte”, pur nell’apparente fragilità, dove si imprimono stili e tradizioni locali, arte e cultura. Terra, acqua, fuoco. Tre elementi essenziali e naturali a cui si aggiunge la manualità e creatività dell’uomo. Dai sumeri ai babilonesi, dagli assiri agli egiziani, dai greci ai romani fino ai nostri giorni, sopravvive nella coscienza collettiva l’archetipo dell’architetto-artigiano, dell’homo faber costruttore di oggetti. Lo stesso che fin dalla preistoria ha utilizzato il legno per rispondere al bisogno di scaldarsi, di costruire ripari, di fabbricare utensili per lavorare la terra e per la vita domestica, di navigare i corsi d’acqua con imbarcazioni galleggiati. Terra, acqua, aria. “Zoe”, vita e radici, natura e cultura si fondono nella nostra memoria storica in un unica nitida immagine dove l’uomo è il rispettoso ospite di un ecosistema perfettamente funzionante. Una natura temuta, domata e poi trasformata. Da faber a sapiens, da artigiano a imprenditore, da navigatore ad internauta sopravvive – a tratti – nell’uomo un’esigenza di comunione con la natura che cerca riparo a disatri ecologici e abusi distratti delle risorse ambientali. E’ un quarto di secolo fa, fra la fine del ’69 e l’inizio del ’70 che sbarca anche in Italia, sotto il nome e la bandiera dell’ecologia, un vasto movimento di idee che contesta le vistose deformazioni della maniera industriale distorta, paleotecnica, di usare e sfruttare le risorse della natura. Nel nome dell’ecologia, divenuta successivamente ecologismo, ambientalismo, movimento verde, con innumerevoli aggettivi e distinguo, sono state condotte importanti battaglie che hanno reso meno arrogante il comportamento degli umani nei confronti della natura.

Il cristallo si fonde con l’argilla per dar vita a “Le Muranine” nella collezione “I Segni di Mondrian”. Crystal melts with clay to give life to “Le Muranine” in the collection “I Segni di Mondrian”. La collezione “Gli Ori di Klimt” vuole riproporre le suggestioni dei grandi “Pannelli Klimt”, caratterizzati da decorazioni ed incisioni di altissima qualità, in forma di tessere di mosaico, pannelli e fasce decorate. Design Stellana Poletti.
The collection “Gli Ori di Klimt” reminds of the huge “Klimt Panels”, characterized by high-quality decoration and engraving, in the shape of mosaic tiles, panels and decorated strips.

Caratterizzata da ante sottilissime e leggere ottenute grazie alla tecnica della”microstratificazione” “Ricicla” (nella foto in versione laminato) è costituita da elementi completamente riciclabili.
Characterized by very thin and light doors obtained through a technique called “micro stratification”, “Ricicla” (in the picture, the laminated version) consists of fully recyclable elements.

Un interesse “popolare” per lo stato di salute del nostro pianeta, che ha indotto numerose aziende a promuovere un sistema di equilibrio tra uso e ripristino delle risorse ambientali. Si deve ad esempio a Valcucine la creazione di Bioforest un’associazione Onlus, senza scopo di lucro, nata tre anni fa per volontà di un gruppo di industriali e piccoli imprenditori. Orientata verso un nuovo modello di sviluppo basato sulla compatibilità tra industria e salvaguardia ambientale, Bioforest ha come obiettivi la riduzione dei consumi energetici e delle materie prime nella produzione, l’eliminazione dell’impiego di materiali tossici ed un adeguato sviluppo della ricerca e dell’innovazione tecnologica orientati al rispetto dell’ambiente naturale. Fondamentali, in tal senso, i rapporti tra paesi in via di sviluppo, in una prospettiva di condivisione e di uso equilibrato delle risorse naturali del pianeta che consenta di conservare il capitale naturale e di trasmettere alle generazioni future le stesse risorse che sono state ereditate. Bioforest si propone quindi di promuovere, soprattutto nell’ambito industriale, una nuova cultura, capace di farsi carico delle proprie responsabilità, pronta ad agire concretamente per il ripristino e la salvaguardia delle risorse naturali mondiali. Mossa da questo spirito, da tre anni Bioforest finanzia due operazioni in Equador e in Brasile, denominate “Operazione Otonga” e “Operazione Xavante”; due progetti – pilota di riforestazione e tutela della biodiversità in Amazzonia. L’associazione è inoltre prossima al decollo di un terzo progetto di riforestazione in Italia, precisamente in provincia di Pordenone dove è stato individuato un Biotipo di grande interesse naturalistico localizzato nell’area delle risorgive del Venchiaruzzo, del Noncello e dei magredi. Tale progetto prevede l’acquisizione delle aree più compromesse e degradate per rigenerare il primigenio bosco umido circondandolo da una più estesa fascia di essenze arboree, tipiche dell’antica foresta planiziale che caratterizzava un tempo tutta la nostra pianura. Da egocentrico ad allocentrico l’uomo sposta dunque l’attenzione da sé al mondo, dal presente al passato, nel tentativo di riscoprire uno stile di vita più immediato e spontaneo. Uno sforzo che si concretizza nel recupero di gestualità antiche e nella riscoperta dell’intima bellezza che la natura ci offre. Nei suoi materiali, nei suoi colori e profumi vivono gli elementi primigenei. Terra, acqua, aria, fuoco. Un patrimonio di civiltà e memorie da coniugare, con consapevolezza, al veloce progresso delle tecnologie. Una nuova sfida per la creatività dell’uomo che vuole percorrere l’avvenire senza dimenticare le sue radici.

Alta tecnologia, semplicità formale, spessori ridotti. Queste le caratteristiche della cucina “Artematica Robur” (Nella foto il piano con lavabo a incasso).
High technology, simple shapes, low thickness. These are the features of the kitchen “Artematica Robur” (in the picture, the top with built-in basin)
Cestone a estrazione totale “Logica System”.
Fully extractable basket “Logica System”.
Ci si avvicina ai fuochi in assoluta libertà con la “Cappa Libera”.
You can easily come close to the gas rings with the “Cappa Libera” hood.

Queste raffinate bordure decorate si ottengono intagliando il legno con l’impiego di avanzati impianti laser.
“Gritti”, pavimento di Noce Nazionale con fascia intarsiata in Guatambù.
These sophisticated decorated borders are obtained by carving wood using advanced laser plants.
“Gritti”, Italian Walnut flooring with Guatambu inlaid strip.

Yet, O Lord, thou art our Father; we are the clay, and thou art our potter; we are all the work of thy hand.” Clay, intermediate substance between God and man, between immortality and life, is one of the materials with the greatest charm and longest history. From bricks to pottery, from ceramic to china, clay – originally not baked – has gone through all civilizations. A “strong” material, though apparently fragile, where local traditions and styles, arts and culture have been impressed. Earth, water and fire. Three essential natural elements, molded by the dexterity and creativity of man. From Sumerians to Babylonians, from Assyrians to Egyptians, from Greeks to Romans, up to today, all cultures have been characterized by the typical figure of the craftsman-architect, the homo faber, the object maker. The man who, since prehistory, has been using wood to satisfy his necessity for heat, shelter, tools to till the land and for domestic life, boats to sail the rivers. Earth, water and air. “Zoe”, life and roots, nature and culture melt in our historical memory into one single clear image, where man is the respectful guest of a perfectly working ecosystem. Nature was feared, tamed and then transformed. From faber to sapiens, from craftsman to entrepreneur, from sailor to cyber-surfer, man has somehow preserved traces of his need for communion with nature, looking for remedies to ecologic disaster and the heedless abuse of environmental resources. A quarter of a century ago, at the turn of 1970, Italy saw the rise of a major movement of ideas, under the banner and in the name of ecology, opposing the deviations of the distorted and paleotechnical industrial way of using and plundering the natural resources. In the name of ecology – which has developed into ecologism, environmentalism, green movement, with countless adjectives and distinctions – major fights have been fought which have contributed to mitigate the arrogant attitude of man towards nature. “Popular” interest for the health conditions of our planet has led several companies to promote a balanced system for the exploitation and restoration of natural resources. For instance, Valcucine was the creator of Bioforest, a no-profit

“Brentani”, pavimento in Ciliegio con fascia intarsiata in Merbau, Afrormosia, Noce Nazionale.
“Brentani”, cherry wood flooring with Merbau, Afrormosia, Italian Walnut inlaid strip.
“Ghellini” pavimento a intarsio in Noce Nazionale e Rovere.
“Ghellini”, inlaid Italian Walnut and Oak flooring.
Pavimentazione modello “Pisani” in Cumarù. Fascia per-sonalizzata con inserti di Rovere, Noce Naz.
Flooring model “Pisani” made of Cumaru. Custom strip with Oak, Italian Walnut inserts.

Onlus association founded three years ago with the support of a group of industrialists and small entrepreneurs. Oriented to a development concept based on the compatibility between industrial activity and environmental protection, Bioforest aims at the re
duction of energy and raw material consumption in production processes, the elimination of toxic materials, and an adequate development of technological research and innovation, oriented to the respect of the natural environment. In this respect, an essential role is played b the relationships among the developing countries, in view of the sharing and balanced exploitation of the planet’s natural resources, allowing to preserve the natural assets and hand down the same resources we have inherited to the future generations. Bioforest wants to promote, mainly in the industrial sphere, a new culture of self-responsibility and commitment to restore and protect the world’s natural resources. Spurred by this spirit, for three years Bioforest has funded two projects in Ecuador and Brazil, respectively called “Otonga Operation” and “Xavante Operation”; both are pilot projects for the reforestation and protection of biodiversity of the Amazons. The association is also launching a third reforestation project in Italy, namely in the Pordenone district, where a very interesting bio-type has been identified in the area of Venchiaruzzo, Noncello and “magredi”. This project envisages the acquisition of the most jeopardized and spoilt areas to regenerate the primary humid forest, surrounding it with a wider belt of trees, typical of the ancient plain forest that once characterized our flatlands. From egocentric to allocentric, man has shifted attention from himself to the world, from the present to the past, trying to rediscover a more immediate and spontaneous lifestyle. An effort which has resulted into the recovery of ancient gestures and the rediscovery of the intimate beauty of nature. The primary elements are contained in its materials, its colors, its smells. Earth, water, wind and fire. A wealth of civilizations and memories to be combined, with awareness, to the fast progress of technology. A new challenge for the creativity of man, who wants to live the future without forgetting his origins.

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