PENSARE

NELLA CHIESA IPOGEA

Sotto l’attuale Cattedrale, il percorso si snoda tra tessuti, sculture, pale d’altare e passa sopra resti archeologici sacri e profani d’età paleocristiana. Gli allestimenti sono di Chiara e Maurizio Momo.

Come nelle catacombe: il Museo diocesano di Torino si noda nel sottosuolo, tra emergenze archeologiche portate in primo piano col recupero della Chiesa Inferiore della Cattedrale. Nel suo saluto alla presentazione del catalogo storico artistico del Museo, l’Arcivescovo, S.E. Mons. Cesare Nosiglia ha detto: “Mi auguro che siano soprattutto le scuole a usufruirne…
La nostra identità, che affonda le sue radici nella fede, non è nemmeno per tanti alunni di altre religioni un elemento discriminante, ma al contrario è decisivo per dare loro la possibilità di integrarsi…”
E nel raccontarne la storia, Don Luigi Cervellin, responsabile del Museo, scrive: “Avviato nel 1998, all’indomani del doloroso incendio della Cappella della Sindone, il recupero ha permesso di riscoprire questo luogo a lungo rimasto in oblio che costituiva in origine parte integrante della Chiesa Superiore. Gli scavi archeologici hanno messo in luce il primitivo complesso episcopale di Torino con le basiliche del Salvatore, di San Giovanni Battista e di Santa Maria, erette sotto il vescovo san Massimo fra la metà del IV e l’inizio del V secolo, che insistono su resti di età romana…”Ora questi spazi sono l’ambientazione del Museo, dove si può rivivere la storia della città e della sua Chiesa, seguendo un percorso scandito in 4 aree tematiche: iniziazione cristiana, liturgia eucaristica e della Parola, devozione mariana, pittura a carattere devozionale e religioso. Sono oltre un centinaio le opere raccolte e schedate. Il Museo diocesano si inserisce nel percorso che parte dal Museo civico di Palazzo Madama, raggiunge Palazzo Reale e continua ipogeo affacciandosi sugli scavi sotto Piazza San Giovanni. Chiara e Maurizio Momo l’hanno organizzato così che la Chiesa Inferiore divenisse “museo di se stessa”: “In quest’ottica gli apparati sono stati contenuti al minimo … si è scelto di realizzare spazi espositivi autonomi e flessibili, per rendere possibili le trasformazioni che si renderanno necessarie nel tempo” facilitando le rotazioni temporanee dei materiali, l’ampliamento di collezioni e spazi, l’incremento delle attività didattiche.

La Cattedrale di Torino
Il Museo diocesano si trova nella Chiesa Inferiore, ipogea. Vi si accede attraverso l’ingresso posto lungo il lato destro del Duomo, all’angolo tra questo e il volume esterno del transetto. Gli apparati espositivi sono di dimensioni ridotte, con l’eccezione di due box climatizzati posti nella navata centrale. I supporti sono contraddistinti da un disegno chiaro e lineare e si distinguono nettamente nell’ambiente: sono cornici per le opere. La loro consistenza materica li pone in continuità con le strutture del percorso che passa sopra le zone archeologiche, composto da intelaiature metalliche e da cristalli trasparenti che consentono di apprezzare la profondità degli scavi. Alcune presenze paleocristiane sono nelle navate laterali della cripta e nel locale sotto il sagrato e sono visibili fin dall’ingresso, dove stanno i resti della chiesa di Santa Maria. Così il percorso costituisce occasione di riflessione e approfondimento, sia culturale, sia liturgico; uno stimolo per la lettura dell’architettura e dell’arte sacra, e accompagna il visitatore anche all’esterno, negli edifici religiosi e negli altri musei della città.

L’ingresso al Museo diocesano di Torino, dalla piazza, a lato della Cattedrale; una vista interna dell’atrio d’ingresso, subito il visitatore si trova di fronte alle emergenze archeologiche; il percorso ipogeo, sopra strutture trasparenti che consentono di osservare i reperti paleocristiani.Progetto e d.l.: Prof. Arch. Maurizio Momo, Arch. Chiara Momo
Collaborazioni e contributi scientifici: Don Natale Maffioli, Don Luigi Cervellin, in collaborazione con le Soprintendenze e altri studiosi

Foto: courtesy Museo diocesano di Torino

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