FARE PENSARE

Intrecci e materiali NATURALI

Il mobile intrecciato sarà sempre il benvenuto in giardino perché più di ogni altro “lega” con la natura circostante.
Cambieranno le forme, i tipi d’intreccio, ma non cambierà il materiale.

È stata la vita nelle colonie a suggerire agli inglesi, che da sempre amano vivere in giardino (quando il tempo lo permette), l’uso di sedute create con fibre naturali.
Molte popolazioni dell’estremo oriente erano abili nell’arte dell’intreccio e i loro manufatti avevano indiscutibili pregi: erano leggeri, durevoli e costavano poco. Ancora oggi l’importazione dei loro prodotti, ormai standardizzati in forme divenute classiche, continua, ma accanto si è sviluppato un prodotto di design, anche molto qualificato, che ha elevato il livello formale degli arredi proponendoli in nuove fibre, di origine sintetica, che si sono rivelate molto più durature perché inattaccabili dagli agenti atmosferici, dagli acidi dello smog e dai raggi ultravioletti. Eppure il fascino esotico dei materiali naturali resta inalterato e cattura, di stagione in stagione, l’estro creativo di architetti e designer.3. Collezione di arredi “Tang” nella rivoluzionaria fibra Viro. Riciclabile al 100%, Braid.
4. Come lavori a maglia i tappeti e i pouf “Mangas”. Di Patricia Urquiola, Gandia Blasco.
5. “Royal” è un sistema di sedute modulari in midollino sintetico intrecciate a mano, Ethimo.
6. Un classico del design italiano anni ‘50: “Eureka” di Giovanni Travasa, Vittorio Bonacina.
7. “Ellipses”, sistema di sedute in versione dritta o curva in poliestere, Pierantonio Bonacina.
8. Tavolo “Sweet 38” in noce naturale con piano in marmo bianco di Carrara, Gervasoni.
9. Divano “Sweet 204” in PVC bianco lucido, piedini regolabili in plastica, cuscini volanti in misto piuma. Un gioco di volumi e figure geometriche sempre attuale, Gervasoni.Chi sosteneva che produzione e ambiente non vanno d’accordo?
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