FARE

Mixed style


L’appartamento della stilista Gigliola Curiel è un mix di pezzi di design contemporaneo inseriti all’interno di una sofisticata cornice orientale.

Siamo in tempi di globalizzazione e la maggior parte degli oggetti che ci circondano proviene, anche se non ne siamo coscienti, da ogni parte del mondo. Nasce così lo stile fusion, prima nella musica e adesso anche nell’arredamento.

A sinistra ne abbiamo un esempio tratto dal mondo della moda. Un grande paravento cinese Coromandel del ‘700 si apre facendo intravedere la sala da pranzo con il sontuoso tavolo moderno dorato a foglia d’oro. Su una consolle spicca una specchiera altrettanto antica e cinese, tutto il resto è modernissimo ma quasi risucchiato in questa cornice
di suggestioni orientali. La casa è molto recente, perché la stilista Gigliola Castellini Curiel prima viveva presso sua madre la famosa stilista Raffaella Curiel.
“Volendo debuttare nella professione di famiglia – dice Gigliola – avevo bisogno di una casa tutta mia.
Non la volevo di rappresentanza, ma abbastanza ariosa per poter ricevere gli amici e il variopinto mondo della moda. L’impegno per le collezioni non dava tregua, mancava il tempo per fare una vera ricerca di arredamento; allora mi sono rivolta ai mobili di famiglia, che mi sono sempre piaciuti e che potevo completare con colori, stoffe e oggetti di gusto personale.”

Nelle foto: Un’immagine della stilista italiana Gigliola Castellini Curiel ritratta all’interno della sua casa milanese.

Tavolo in massello “New York”, rivestito in foglia oro, Modà.

Talvolta lo stile “fusion” deriva direttamente dall’esperienza di vita del padrone di casa, come nell’ambiente qui a fianco dove sono accostati oggetti di qualità acquistati durante le lunghe permanze in Italia e all’estero.
Il proprietario infatti – l’interior designer Roberto Maxia – lavora sia in Italia che in Giappone come progettista di show-rooms, di spazi commerciali e di case private: il continuo spostarsi tra due mondi culturalmente molto lontani ha contribuito in modo determinante alla formazione del suo stile di vita. Della casa che abita a Milano a destra si vede
un salottino collocato sotto il soppalco della zona notte: uno spazio denso di richiami e di memorie diversi, talvolta divergenti. La pavimentazione in resina con il disegno hi-tech della scala e del soppalco hanno un look occidentale contemporaneo, mentre gli oggetti che decorano le pareti sono antichi pezzi etnici o ricordi della Sardegna (come
le anfore romane), sua terra d’origine. I grandi bambù, usati come fiori nel vaso, sono l’elemento estremo-orientale che lo ricollega al Giappone.

La casa dell’interior designer Roberto Maxia è un condensato di memorie e ricordi di viaggio.
Oriente e occidente si incontrano all’interno di una struttura architettonica contemporanea.

Cuscino “Connamara” in pelle, bronzo e dorata e bordature in nappa con piccole borchie.

Tappeto, in pelle, “Chakra”. Tutto Pachamama.

Anche il “brutalismo” si lega bene con l’etnico.
Qui, alle porte di Firenze, l’interior designer Adele Tognaccini, con la consulenza dell’architetto Sabrina Coltrinari, ha riplasmato un’antica cascina per abitarla secondo le sue esigenze. La scala aerea in cemento a vista con impresse le
venature delle casseforme, una presenza importante e decisamente materica, incornicia un superbo letto a baldacchino proveniente dal Marocco, di concezione coloniale ma di sapore africano. E dal Marocco proviene anche l’armadio, impeccabile e minimalista, mentre i tessuti dei cuscini, di seta lucida si sposano perfettamente col tessuto grezzo a tinta vegetale tra il violetto e il corallo. Si può leggere in questi accostamenti audaci ed eleganti il ritratto di una situazione culturale a metà strada tra globalizzazione livellatrice e affermazione della nostra specificità: qui il letto, carico di suggestioni da mille e una notte, viene inglobato dentro forme di classica misura e architettura armoniosa.

Un’atmosfera suggestiva, grezza ed esotica al tempo stesso, coniuga due anime:
quella dall’architetto Sabrina Coltrinari e dell’interior designer Sabrina Tognaccini.

Lampada a parete in tessuto ignifugo “Wagashi”, designer Luca Nichetto e Massimo Gardone, Foscarini.

Bicchieri in vetro decorati e colorati,”Azyade”, Kenzo.

 

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