PENSARE

SULLE ORME DI CIRILLO E METODIO

Aprire le Vie Slave dei Cammini d’Europa a partire dal 2013 quando, insieme con la ricorrenza dell’Editto di Milano, si celebrerà anche l’anniversario dei due evangelizzatori delle regioni orientali: ne parliamo con i Consoli Onorari delle Repubbliche Ceca e Slovena, SE Giorgio Franco Aletti e SE Gianvico Camisasca.

Ogni popolo deve calare nella propria cultura il messaggio rivelato ed esprimere la verità salvifica con il linguaggio che gli è proprio”: così il 17 giugno 2009, Benedetto XVI concludeva l’allocuzione sui santi Cirillo e Metodio, che Giovanni Paolo II ha nominati compatroni d’Europa al pari di San Benedetto.
Se questo infatti diffuse il Vangelo in Europa occidentale nel VI sec., Cirillo e Metodio lo hanno diffuso in Europa orientale nel IX secolo. Nel 2013 si festeggerà il 1150mo anniversario della venuta di Cirillo e Metodio in Moravia, la zona della Repubblica Ceca che fu la base della loro predicazione. La data è in felice concomitanza con le celebrazioni per l’Editto di Milano in forza del quale nel 313 Costantino e Licinio proclamarono la libertà di culto.
“In Moravia, i due fratelli – spiega SE Giorgio Franco Aletti, Console Onorario della Repubblica Ceca a Milano – nati a Costantinopoli e formati al cristianesimo nel monastero del monte Olimpo in Bitinia, intrapresero la loro missione su richiesta del principe Ratislao, che desiderava una guida spirituale per il popolo slavo. Poiché non v’era una tradizione scritta nella cultura slava, Cirillo si impegnò a formulare l’alfabeto che da lui prende il nome e che resta come sistema di scrittura per le genti dell’Europa orientale. Così l’opera evangelizzatrice di Cirillo e Metodio si pone in modo inestricabilmente interconnesso con la complessità della cultura, della storia, della tradizione slava. Per questo nell’Europa orientale si tocca con mano l’indissolubile contiguità tra cultura cristiana e cultura europea tout court – a differenza di quanto si pensa nella Commissione Europea, dove su questo punto i pareri sono difformi, se non ostili. L’intima relazione tra storia, cultura, vita sociale e cristianesimo è tale che l’idea di celebrare l’anniversario dei due santi non è nata dalle Autorità ecclesiastiche bensì dal Senato della Repubblica Ceca, e tutti noi che ci occupiamo dei consolati del Paesi slavi a Milano, luogo dell’Editto costantiniano, abbiamo deciso di adoperarci perché i due eventi, l’Editto del 313 e la predicazione di Cirillo e Metodio, abbiano adeguato risalto. Riteniamo che quest’occasione sia cruciale per rafforzare il dialogo tra i due polmoni d’Europa, l’Est e l’Ovest.”Quali i luoghi coinvolti?
“Il centro sarà Velehrad, dove nell’885 morì Metodio e dove resta il suo sepolcro. Cirillo invece è sepolto a Roma, dove morì nel 869: i due fratelli vi si erano recati perché il clero franco si era fieramente opposto alla loro predicazione in lingua e alla traduzione dei testi sacri: riteneva che le uniche lingue liturgiche dovessero essere il greco, il latino e l’ebraico. Accusati di eresia, i due si rivolsero a papa Adriano II che, come ha detto Benedetto XVI, non esitò ad approvare l’uso della lingua slava nei riti.
È la prima lingua volgare nobilitata nell’uso cultuale, anticipando quanto sancirà il Concilio Vaticano II.”La lunga notte del socialismo non ha soffocato il culto legato ai due fratelli?
“Tutt’altro – risponde SE Gianvico Camisasca, Console Onorario della Repubblica di Slovenia a Milano – con la caduta del comunismo, le manifestazioni popolari di affetto per il cristianesimo si sono rafforzate e anche la venerazione dei due fratelli. Vi è un continuo pellegrinaggio alla tomba di Metodio e una riscoperta dei tanti luoghi nei quali hanno predicato. Le loro peregrinazioni spaziano dalla Grecia alla Turchia, Romania, Ungheria, Bulgaria, Slovenia, Ucraina, Slovacchia.
Tale è l’importanza dei loro viaggi, che si è pensato di realizzare una serie di cammini che da tali paesi confluiscano a creare una nuova “Via Slava” per completare il disegno delle rotte di peregrinazione dell’Europa Cristiana, come quelle che portano a Santiago de Compostela, o quelle che dalla Francia giungono a Roma. Si spera che il 2013 sia l’anno che celebri la grande Europa unita da un unico tessuto di fede punteggiato da monasteri, santuari, basiliche.”

La ricorrenza del 2013 è sentita in Slovenia con tanta intensità quanto nella Repubblica Ceca?
“In tutti i Paesi slavi l’anniversario è atteso con pari impegno. Oltre al legato cristiano, la data ricorda la diffusione del sistema giuridico costantiniano, che dà coerenza e rinnova l’apparato delle leggi romane permettendo di creare il substrato comune degli Stati europei. In questo periodo di crisi, emerge l’identità vera della gente e si fa più pressante la necessità di collaborare anche attraverso lo strumento dell’economia: anche governi marcatamente laici desiderano concorrere a queste celebrazioni. La crisi attuale riafferma l’interconnessione su cui si regge ogni singolo Paese. Guardare a Cirillo e Metodio, che hanno predicato nella parte Est del continente, ci ricorda come i corridoi di sviluppo, previsti dalla politica europea, vadano attivati il prima possibile, così che l’Europa possa respirare pienamente attraverso i suoi due polmoni, dell’Est e dell’Ovest: le radici comuni non sono mai state recise. È ora di lasciarci alle spalle pregiudizi e ideologie, di rinverdire la tradizione culturale che ci unisce, di rafforzare i legami economici che permetteranno a tutte le regioni del continente di raggiungere condizioni di prosperità.”“Nel 2013 si celebreranno i 1700 anni dalla pubblicazione dell’Editto di Milano e certamente anche i pellegrini italiani vorranno ricordare con noi i 1150 anni dalla venuta dei fratelli Cirillo e Metodio nella Grande Moravia….”: è un passo della lettera inviata il 22 febbraio 2011 dall’Arcivescovo di Praga, S.E.R. Mons. Dominik Duka, all’Ambasciatore italiano nella quale chiede che sia riaperta la cinquecentesca Cappella degli Italiani, che possa fungere da “porta di accesso” dei pellegrini ancora ai nostri giorni. Ne ha parlato SE Giorgio Franco Aletti, Console onorario ceco a Milano, nell’aprire il convegno del 25 maggio 2011 presso il Consolato Ceco, il primo incontro operativo tra le Autorità della città, il coordinamento dei Consolati dei Paesi Slavi in Milano, esponenti della Diocesi Ambrosiana, volto a preparare le nuove Vie Slave di pellegrinaggio; il secondo incontro, a livello accademico, è avvenuto il giorno dopo presso la Biblioteca Ambrosiana. Aletti ha anche riferito che la Conferenza Episcopale Ceca ha fatto propria l’iniziativa del Giubileo di Cirillo e Metodio. Il Console di Slovenia, SE Gianvico Camisasca ha evidenziato che aprire nuovi cammini slavi è fondamentale per rispondere alla crisi morale attuale: “A fronte delle pressioni migratorie l’Europa deve ritrovare la propria unità. I consolati dei Paesi slavi in Milano ne sentono l’urgenza e ritengono che individuare di queste nuove vie di pellegrinaggio costituisca un passo importante nella ricerca di quel che unisce il continente.”Giunto ad hoc dalla Cechia, è intervenuto l’Ing. Jindrich Ondrus, Vicegovernatore della Regione di Zlin, dove si trova Velehrad, epicentro della missione di Cirillo e Metodio. “Rafforzeremo i nostri legami con Roma – ha detto Ondrus – per esempio la nostra filarmonica sta preparando un concerto speciale che si terrà a San Pietro”.
L’Ing. Zdenek Urbanovsky ha quindi mostrato come anche sul piano logistico la Moravia sia pronta per il “turismo di pellegrinaggio”: Velehrad è vicina a Brno, nodo cruciale delle autostrade centro europee e importante aeroporto, e un’ingente opera di restauro sta interessando diversi centri religiosi della zona.
Il tema dell’unità del continente è stato anche al centro dell’intervento di Carlo Spreafico, dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio della Regione Lombardia. Mentre Don Massimo Pavanello, dell’Ufficio Turismo dell’Arcidiocesi ambrosiana, ha riferito sulle iniziative che, a partire dall’Incontro mondiale delle famiglie del 2012, sino alle celebrazioni del 2013 e all’Expo del 2015, saranno seguite dalla Diocesi. E Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, ha evidenziato il lavoro congiunto svolto con l’Amministrazione comunale, che si è tradotto in molteplici iniziative sul leonardesco Codex Atlanticus. Alessandro Cardinali, dei “Cammini d’Europa” ha spiegato nel dettaglio come le vie di pellegrinaggio e turismo possano essere preparate al meglio, così da valorizzare i territori attraversati, facendo risaltare di questi radici e tradizioni.
Concretezza viva alle iniziative hanno dato Lubos Rosenberg, Ufficio turistico Ceco, e Mariella Chieppa, Ufficio turismo del Comune di Milano. Il primo ha evidenziato come Velehrad possa assurgere a un’importanza primaria per il turismo religioso in Europa; mentre la seconda ha riferito su come Milano, oltre che origine di flussi turistici, sempre più divenga di questi anche una meta, man mano che “emerge una città ricca di luoghi di rilevanza religiosa e storica.”

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