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Metti una sera a cena…

Servizio di Nausicaa Ferrini

Il centrotavola è un elemento di decoro essenziale per dare il “tono” voluto all’allestimento della tavola. Un’impronta stilistica sulla quale declinare il proprio modo di ricevere.

Mode e modi di ricevere. Cambiano gli stili ma non l’obiettivo verso cui tendere: la realizzazione di un evento memorabile. In una società come quella attuale, dove predomina l’omologazione, cresce il desiderio di differenziarsi, distinguersi e stupire chi ci circonda, dando prova di tutte le nostre abilità. Il momento dell’invito a pranzo e
quindi dell’imbandire la tavola esprime una personale filosofia di vita, un modo di essere, di sentire.
L’invito non è più solo dovere sociale ma anche piacere e gusto della comunicazione. Il gesto dell’ospitalità diventa arte. Da cui l’arte del ricevere, oggi di gran moda, insieme al “ricevere emozionale” cioè la capacità di creare momenti
di intenso coinvolgimento emozionale attraverso l’attenzione e la cura per i dettagli. Dal pranzo di rappresentanza ad uno più “cheap”, quel che conta è lasciare un ricordo che non svanisca subito. Nella foto la rappresentazione di una tavola country con tovaglia in lino grezzo, sottopiatti in vimini, posate con manici in legno, bicchieri rustici lavorati a mano. Come centrotavola un cesto di spighe e fiori di campo che ricadono freschi e voluttuosi. Nelle due foto: nuova collezione di piatti (Villeroy & Boch), divertenti lega tovaglioli in argento “Kinetic rings”.

Per realizzare una perfetta tavola etnica, di gusto orientale, l’allestimento deve seguire regole precise, personalizzate poi dalla creatività della padrona di casa. Via la tradizionale tovaglia sostituita da strisce di seta o cannette di bambù. Al posto dei piatti è divertente usare delle foglie di banana, oppure dei vassoi laccati giapponesi. Assolutamente bandite le posate, pena la non riuscita della preparazione. Dunque armarsi di pazienza e buona volontà per imparare a destreggiarsi (e soprattutto a cibarsi) con le bacchette di bambù. Il metodo classico insegna a tenere la prima bacchetta fra l’incavo del pollice e dell’indice, appoggiata al dito anulare. Questa deve rimanere ferma durante l’uso: la seconda (che è quella che si muove per afferrare il cibo) viene stretta fra le punte dell’indice e del medio da un lato, e
del pollice dall’altro. A tavola vanno posti i bicchieri da sakè e varie ciotole dove versare le salse che condiranno le portate. Per quanto riguarda la decorazione, quella orientale è molto attraente perché alla ricerca dell’idea di perfezione estetica. Vasche di legno con acqua, foglie e fiori di loto galleggianti, candele e spezie colorate. Per dare solennità e armonia al momento del pranzo. Nelle due foto: set di lanterne in vetro sabbiato decorate in
serigrafia manuale (Egizia); ciotoline (Asa).

Un po’ scomoda ma di grande effetto è la tavola orientale. Per decorarla vasche di legno con acqua e fiori di loto galleggianti, spezie, candele…

Stile “minimal chic” per la terza tavola imbandita. Pochi orpelli, pulizia di linee e vasellame di design moderno, geometrico, in vetro trasparente. Un elogio alla leggerezza, alle forme lievi e impalpabili. Come centrotavola un susseguirsi di ortaggi (nello specifico carciofi) in tinta con le tovagliette. Un’idea divertente e poco dispendiosa per una cena vegetariana. Per quanto riguarda la disposizione della posateria occorre tener presente alcune semplici regole:
le posate vanno disposte dall’esterno verso l’interno; i cucchiai e i coltelli sono sempre a destra, questi ultimi con le lame rivolte verso l’interno. Un’altra piccola accortezza, se si vuole rispettare l’etichetta, è non far sedere vicine le
coppie e alternare uomini e donne.Così la conversazione sarà più vivace e si eviteranno i fastidiosi gruppetti. Nelle foto: fresca linea “Boreale” (Geneviève Lethu); collezione di piatti di design minimalista (Asa Collection).

Pulizia di linee e vasellame di design contemporaneo, geometrico, in vetro trasparente. Un elogio alla leggerezza, alle forme lievi e impalpabili.

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