ARCHITETTURA

Una meridiana nel prato

Madrid è una città di campagna.
Sembra una contraddizione, ma non è così, almeno dal punto di vista di chi vive in Italia. La capitale spagnola si è estesa enormemente negli ultimi decenni, con interi nuovi insediamenti che si sono allargati verso la Sierra de Guadarrama (il complesso montuoso che sorge verso nord) o verso la meseta a sud. Tuttavia, malgrado questa imponente crescita dell’area urbana, la natura è ancora dominante tutto attorno.
Basta percorrere pochi chilometri fuori città e ci si trova immersi in panorami aperti, in vasti orizzonti, in zone che sono alberate verso il monte, più brulle verso il piano, ma in ogni caso tali da permettere di sentirsi in campagna.
Così questa recente realizzazione dello Studio A-cero di Joaquim Torres, che si è affermato in questi ultimi anni come uno dei maggiori architetti spagnoli, oltre che stilista e designer, con importanti progetti in tutto il mondo.Di questa casa, che si trova nei pressi della capitale, colpisce la grande articolazione per volumi definiti da spigoli precisi, in cui i marmi delle superfici esterne giocano un ruolo fondamentale nel conferire importanza alla struttura, che ne ricava un senso di solidità e permanenza, mentre il colore chiaro parla un linguaggio che accomuna l’architettura moderna alla tradizione antica delle zone rurali nella Castiglia e le superfici si piegano schiudendo scorci variati.
Tre gli aspetti che sembrano incardinare il progetto: la molteplice capacità di comunicare con l’esterno, la presenza dell’acqua come contrappunto di trasparenza e fluidità alle pareti marmoree, la presenza di elementi scultorei che aggiungono un quid di sorpresa e di emozione all’insieme, suggerendo il desiderio di trascendere le consuete dimensioni dell’abitare.Ma il rapporto tra costruito e acqua è un elemento essenziale: lo è nella maggioranza delle case unifamiliari della zona madrilena, ma qui assume caratteristiche particolari. Lo si nota anzitutto nella presenza di un laghetto a accanto all’ingresso della casa, la cui funzione è semplicemente quella di corredare il prato e la sua florida vegetazione. Uno stagno che ha finalità paesaggistica e microclimatica e che pertanto genera un’immediata
ambientazione significativa: l’acqua intesa quale fonte di vita. L’edificio da qui si protende lungo il breve pendio collinare verso una quota più bassa, offrendo lo spunto per la creazione di zone d’ombra e passaggi seminascosti oltre i quali si intravede il prato su cui si distende la piscina vera e propria, con un solarium che la pone in continuità col soggiorno dotato di ventata a tutta altezza.Ma qui si manifesta un’altra originalità: avrebbe potuto porsi un albero frondoso oltre la vasca, e invece ecco impennarsi un complesso assieme di diedri in acciaio corten: un gesto di creatività che dà un tono al giardino, e getta una zona d’ombra vicino allo specchio d’acqua. Accanto a questa installazione artistica, a mezz’altezza corre una lunga trave metallica sostenuta da una parete marmorea: un segno che divide il prato in due zone separate in via quasi simbolica, mentre anche lo unisce alla casa.
A guardare dall’interno, la lunga propaggine offre una sensazione tattile della vicinanza dell’acqua e dell’erba: la si può immaginare arricchita di teli colorati, come un granpavese variopinto che ondeggia al vento. Il design della casa e della piscina è
improntato alla semplicità, ma questa è resa a un sovrappiù di interesse grazie alla presenza di aggiunte inedite.

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