ARCHITETTURA FARE PENSARE

Marocco

 
Tratto da:
Il ferro battuto N°22
Marocco: Il ferro di Marakesh

Servizio di: Claudia Molteni
Foto di: Vittorio Orlando

Il cuore della città marocchina è la Medina: un intrico di vie e stretti passaggi, a volte febbricitanti, altre volte misteriosamente silenziosi, dove convivono abitazioni, botteghe di commercianti e di artigiani, riuniti nei souk. Nella Medina di Marrakesh c’è il souk del ferro battuto, dove si vive al ritmo dei martelli che battono il ferro e, nella povertà delle strade, mani esperte creano oggetti affascinanti.

Particolari preziosi

Nelle immagini precedenti due vedute di Fès (in alto) e due di Marrakesh (in basso), entrambe città imperiali ma estremamnte diverse nel loro spirito, più araba ed elegante la prima, africana e colorata la seconda.

Nelle immagini sotto possiamo ossevare delle inferriate,un cancello e due gazebi, realizzati con tondini ricurvi lavorati a caldo e tenuti insieme da collarini, come vuole la migliore tradizione del ferro battuto. I motivi utilizzati sono sempre astratti, perché la cultura mussulmana vieta l’uso delle figure.

Vagando per le strade delle Medine non si vedono molti elementi in ferro battuto. Questo accade perchè la ricchezza delle case è riposta all’interno: le riad sono semplici esternamente, molto decorate negli interni con mosaici (zellige),
stucchi con motivi merlati ed elaborati elementi in ferro battuto. Tutte queste tecniche orientali furono perfezionate in
Andalusia e poi importate in Marocco.

Atmosfere da Mille e una notte

L’arco inflesso è caratteristico del vocabolario architettonico mediorientale, qui ripreso negli schienali delle sedie poste sulla terrazza della Riad Tamsna a Marrakesh. Le forme ad arco, le stelle traforate e la lanterna, creano insieme un’atmosfera fiabesca da Mille e una notte, un fascino a cui è difficile sottrarsi. Nelle riad (le case tipiche marocchine, chiuse verso l’esterno e con un cortile interno su cui si affacciano le stanze poste anche su più piani) i mobili in ferro battuto vengono usati soprattutto nelle terrazze. Il ferro in foglia, piegato a freddo e raforato, è un tipo di lavorazione del ferro molto diffusa in Marocco, con cui si realizzano soprattutto lampade e lanterne.

Il Marocco viene definito “la porta dell’Africa”: è infatti la terra più vicina all’Europa, con i pochi kilometri di mare dello
Stretto di Gibilterra che lo divide dalla Spagna. Il Marocco è una terra ricca di cultura, dove coesistono e si sono integrate tradizioni berbere ed arabe, con qualche influenza dall’Africa nera ed europea, a seconda se ci troviamo al sud o al nord. La ricchezza della cultura marocchina si manifesta in molti ambiti (la cucina, la musica, l’architettura, l’ar tigianato), ed è molto antica, basti pensare che a Fès venne fondata una delle prime università, dove studiò, fingendosi mussulmano, anche il futuro papa Silvestro II (pontefice tra il 999 e il 1003), il quale introdusse in occidente i concetti matematici
arabi, compreso lo zero.

L’apertura della cultura marocchina si evidenzia ancora oggi, infatti è una delle nazioni islamiche dove convivono senza problemi tradizionalisti e modernisti, dove le donne possono scegliere se vestirsi all’occidentale oppure no. Nella tradizione artigianale marocchina al ferro battuto si affiancano la lavorazione della pelle, della ceramica, dell’ottone e dell’argento, dello stucco, del legno, la creazione di tessuti e tappeti, con una grande ricchezza di motivi e un continuo sviluppo di idee che contaminano il gusto tradizionale.

Scorci suggestivi

Due immagini del souk del ferro battuto a Marrakesh. La quantità di oggetti diponibii (lampade, lanterne, cornici, specchi, sedie, tavoli, portavasi ed altro ancora) è veramente ampia, a prezzi molto bassi rispetto ai mercati europei. Non tutti gli oggetti sono realizzati con la medesima accuratezza, perciò è bene, prima di un acquisto, osservare le rifiniture e i particolari. Per le strade del souk è normale vedere uomini e ragazzi (a volte anche bambini) al lavoro: a seconda dell’abilità personale vengono assegnati compiti diversi. Nelle altre immagini (anche delle due pagine precedenti) alcuni particolari della riad Bordj Dar Lamane a Marrakesh. I tetti piatti di queste tradizionali abitazioni vengono utilizzati come terrazzi, arricchiti con tavoli, sedie e tante piante che, con il clima favorevole, crescono rigogliose. Le riad sono oasi di pace rispetto al caos della Medina, e al loro interno regna il silenzio, interrotto solo dal gorgoglio dell’acqua di un’immancabile fontana. La notte le lanterne creano affascinanti giochi di ombre e luci, determinati dai tradizionali fori triangolari, a stella o a luna.

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