ARCHITETTURA FARE

Marco Peticca


Il tema è ‘Architettura e Arte’. Nel magnifico cortile rinascimentale del Palazzo Ducale dei da Varano pongo un accento, una congiunzione diventa un verbo, il titolo del convegno cambia e appare così quello del mio intervento: ‘Architettura è Arte’. Sembra una ovvietà, ma mi accorgo subito che è un tema arduo da sviluppare. Con cinque brevi note, cinque diversi argomenti, si afferma che l’Architettura è:
1. costruzione, opera realizzata;
2. razionalità e fantasia;
3. arte e scienza;
4. consapevolezza del fatto che costruire è contemporaneamente distruggere;
5. arte civile.
Così espongo brevemente alcuni frammenti di pensieri dubbiosi.

1. Cosa intendiamo per Architettura? Il disegno o le opere? Il corpusdisciplinare o la fabrica? Ambedue senza confonderli però!
L’Architettura comunemente e ufficialmente è ritenuta un’arte; tuttavia ciò che, nel diffuso sentire, apparentemente la allontana dalle altre arti sono la utilitase la firmitas; tanto che, se l’Architettura fosse solo venustas, forse sarebbe più facile dimostrare la sua artisticità, ma, senza tali peculiari caratteristiche, certamente l’Architettura verrebbe snaturata e non sarebbe più Architettura. È una questione di dosi, di quantità, di equilibrio tra le parti componenti.
Ma lo ‘specifico’ – riesumando un efficace termine sessantottino – dell’Architettura è proprio l’utilità pubblica e privata, ove risiede la sua civiltà, la sua eticità: ciò tende ad allontanare e a sfumare la percezione della ‘artisticità’ dell’Architettura che invece, proprio in quelle caratteristiche, fonda la sua prima ragione di essere. Senza utilità, per non
dire senza stabilità, non c’è arte nell’Architettura anzi non c’è l’Architettura. C’è altro. Si trasferisce il senso verso la scenografia, la scultura, la land-arte verso altre manifestazioni il cui essere arte risulta molto più facilmente e indiscutibilmente accettato proprio perché sono manifestazioni più lontane dai bisogni umani primari.
Ancora oggi una concezione accentuatamente ottocentesca dell’Architettura la vuole scissa da uno dei suoi primari aspetti intrinseci e fondanti: quello tettonico, di costruzione, di opera realizzata. La dipendenza dell’Architettura dalle leggi della fisica, dalle caratteristiche della materia e dalla materia stessa, che all’Architettura dà corpo, apparentemente le sottraggono il valore artistico ‘alto’.
Sulla disciplina, all’interno del fare Architettura, tra gli architetti e gli altri operatori del settore, si riflette una stessa ombra portata da una fuorviante concezione dell’arte che penalizza e scinde la nostra Architettura: vi è da una parte ciò che è nobile, elevato, sublime, ideale e come tale valorizzato e, nello stesso tempo, si trascura il fatto che l’Architettura
è il risultato che si ottiene ponendo materia su materia, materia a fianco di materia (il che viene correntemente e concordemente ritenuto vile, prosaico). Nell’Architettura non c’è l’anima separata dal corpo o meglio non c’è anima senza corpo, né corpo senza anima. Il corpo dell’Architettura è la sua anima e la sua anima coincide con il suo corpo. La materia coincide con il cosiddetto ‘spirito’ dell’Architettura, con il suo spazio, con il suo tempo. L’architettura è costruzione e la costruzione non è una subordinata della composizione architettonica, ne è la continuazione. Dunque l’Architettura è costruzione.

2. Se, come pare accertato, nella parte sinistra del cervello risiedono le facoltà della logica e nella parte destra risiede la creatività, sicuramente il cervello è uno solo. L’Architettura non è soltanto fredda razionalità, né solo fantastica visione. La fantasia sostiene ed è a sua volta sostenuta dalla logica; esse insieme supportano il pensiero e la parola, strumenti del linguaggio umano: prosa e poesia. La poesia scavalca, supera la barriera della coscienza e affonda le radici, quelle
che le danno efficacia e ragione di essere, nell’inconscio, dove le antitesi si congiungono e si identificano. La ‘lateralità’ è un elemento, un veicolo fondamentale per condurre una composizione architettonica e produrre un’opera di Architettura dove accade che, quando si conquista solo razionalmente il ‘centro’ del problema, si perde per intero il problema stesso, la sua unitarietà. Per produrre un’opera di Architettura è necessaria la simultaneità di un atteggiamento razionale e di una veste poetica, dove l’uno trasmuta nell’altra e viceversa. Dunque l’Architettura è insieme razionalità e fantasia.

3. Nell’introduzione a ‘Architettura – Saggio sull’Arte’, Etienne Louis Boullée si domanda: ‘Cos’è l’architettura? La definirò io, con Vitruvio, l’arte del costruire? – una bella sintesi – Certamente no. Vi è in questa definizione un cuore grossolano. Vitruvio prende l’effetto per la causa. La concezione – dico io l’idea – dell’opera ne precede l’esecuzione. I nostri antichi…’. Successivamente Boullée pretende di scindere nell’Architettura l’arte dalla scienza dove: ‘…l’immagine della capanna primordiale, che precede nella mente dell’uomo la sua costruzione…’ rappresenta ‘…produzione dello spirito…’ ed è ciò che ‘…costituisce l’architettura e che noi di conseguenza possiamo definire come arte di produrre e di portare fino alla perfezione qualsiasi edificio’.
‘L’arte del costruire è quindi qualcosa di secondario che a noi sembra corretto indicare come la parte scientifica dell’architettura. L’arte e la scienza; ecco ciò che noi crediamo dover distinguere nell’architettura’. Boullée gerarchizza, separa, specializza. Il secolo dei lumi porterà conseguenze incisive sugli ordinamenti civili d’Europa e di tutto il
mondo occidentale; per quanto ci riguarda più da vicino: la scissione, inconcepibile per l’Architettura, tra scuola di belle artie scuola politecnica; scissione dalla quale dobbiamo ancora oggi riprenderci completamente. Grande frattura della disciplina architettonica che negli ordinamenti scolastici a volte, spesso, pone la composizione, riduttivamente
detta progettazione, lontana, quasi in contrasto con la progettazione esecutiva, con la costruzione dell’opera e con l’opera stessa! Nel pensiero dell’uomo e nelle sue migliori opere, comprese le opere di Architettura, la razionalità trasmuta in fantasia e il fantastico in razionale. Non vi è limite netto tra espressione razionale e espressione fantastica. Dunque l’Architettura è arte e scienza.

4. Va acquisita la consapevolezza del fatto che costruire è contemporaneamente anche distruggere. Non v’è azione edificatoria che non implichi azioni demolitorie, distruttive. Fatto ad arte e artefatto sono composti con gli stessi etimi e esprimono due diversi e divergenti significati. Artificiosignifica anche inganno. Pertanto si noti il linguaggio tradizionale della critica d’arte e dell’estetica, dove abbondano frasi e parole come: le conquiste dell’arte; il sublime; l’impalpabile; il sacro; l’orrido; il mostruoso – nel doppio significato -; il funesto; il terribile; l’armonia; la gradevolezza; la gioia; l’estasi …
L’emozione che trasmette un’opera d’arte a volte, spesso, è violenta. Il suono della propria voce ‘interno’, ‘cavernoso’, ‘osseo’ che si percepisce al centro del tholosnella Tomba degli Atridi a Micene, oppure al centro di una delle volte circolari ribassate a sezione ellittica del soffitto del primo piano del parcheggio sotterraneo di Luigi Moretti a Villa Borghese a Roma, suscita impressione e incute terribilità, nella immediata dualità che si stabilisce tra noi, la nostra carne e la pietra, tra l’Architettura e l’uomo. E il sublime dell’arte è lo stesso della guerra: chi non è stato orribilmente affascinato dalla sequenza dell’attacco alle Twin Towers? E prima ancora dalla visione della grandiosità mostruosa di un’esplosione atomica? E il fascino del fuoco? La sua bella potenza che annienta? La sua luce accecante e il focolare domestico,
i ‘fuochi’ dei censimenti antichi. Nella triade vitruviana per definire l’Architettura è nominata la Venustas, ma Venere è l’amante di Marte. La marzialità con le sue azioni distruttive è l’altra faccia della medaglia dell’arte e dell’Architettura. Ares, Marte con la sua forza micidiale si unisce a Venere, forza edificante e produttiva. La mitologia degli antichi greci e romani offriva e offre ancora una diffusa consapevolezza della compresenza e coincidenza di due forze contrapposte,
amore e odio, amore e morte, della bivalenza delle due azioni. E poi Armonia, agli artisti così cara, è figlia di Venere e di Marte. Questa consapevolezza va esplicitata e tenuta attivamente presente quando ci si occupa di Architettura. Dunque costruire è distruggere.

5. Chi è l’architetto? Cosa è l’Architettura?
Trovo la risposta nelle parole di Hans Poelzig per il quale l’insegnamento della composizione architettonica è più che un ‘dovere’ accademico e una attività subordinata alla ‘professione’ di architetto. L’insegnamento di Poelzig allena alla incertezza e rafforza il dubbio. L’architetto non è uno specialista, non è – solo – colui che sa disegnare, né colui che ha – solo – fantasia. Essere architetti, fare Architettura ha attinenza con la sfera etica: è lotta contro se stessi e contro le debolezze della natura umana. La definizione corretta di architetto è offerta da questo poco frequentato maestro quando afferma che: ‘Essere architetto non significa essere uomo del mestiere nè specialista, bensì uomo, combattente per tutto ciò che è umano’. Dunque l’Architettura è arte civile.

Principali riferimenti bibliografici
Cesare Brandi, Eliante Arcadio o della scultura, Eliante o della architettura, Giulio Einaudi editore, 1956.
Etienne Louis Boullée, Architettura saggio sull’Arte, Marsilio Editori/Padova, 1981.
Marco Biraghi, Hans Poelzig, Architettura Ars Magna 1869-1936, Arsenale Editrice S.r.l./Venezia, 1992.
Margherita Petranzan e Gianfranco Neri, Franco Purini, La città uguale, Il Poligrafo casa editrice/Padova, 2005.
Marco Peticca, Parole … Aforismi, digressioni, note e racconti brevi di architettura, Editrice Librìa/Melfi, 2005.
James Hillman, Un terribile amore per la guerra, Adelphi Edizioni S.p.a./Milano, 2005.

Unicam - Sito ufficiale
www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali

condividi :
La Voce delle Diocesi
01/09/2005
PER ARREDARE IL LIVING
29/04/2010