ARCHITETTURA PENSARE

L’OPERA DI MANZÙ

Grande è nel cuore il desiderio di venire presto come in devoto pellegrinaggio nella cripta di Sotto il Monte dedicata a Papa Giovanni. Grande è il desiderio e rivedere il caro volto “vivere” nel calco realizzato da Giacomo nell’ora suprema della morte alla vita terrena per risplendere nella vita dei santi. Ugualmente grande è il desiderio di rivedere la mano, la mano santa che firmò la Pacem in Terris.

Di quella mano io, trepidante, accarezzai la cera dell’impronta ancora calda. Quante volte ho rivissuto commossa il ricordo di quando Giacomo tornò a casa la sera del 3 giugno 1963, portando con sé non solo un’impronta, ma lo spirito grande, sapiente ed evangelico di Papa Giovanni che il suo genio di scultore era riuscito a far palpitare nei ritratti di bronzo, cercando di trasfondervi tutto il dono d’artista che Dio gli aveva donato. E so bene attraverso quanti patimenti e quanta gioia spirituale nei ripetuti incontri con il Papa…

L’articolo completo è disponibile in
CHIESA OGGI 100-sottoilmonte
Acquistalo online su o in Edicola!   
 

condividi :
Calore in ghisa e acciaio
17/10/2005
I 900 anni della Cattedrale di Parma
17/01/2006