FARE

Un cubo dentro la mansarda

Spazi liberi, forme pure e una fantasia non frenata da consuetudini sono i punti di forza di questo interno.

Questo interno si trova all’ultimo piano di un palazzo degli inizi del ‘900 nel centro di Torino, misura 55 mq. e include un sottotetto di 15 mq. ora unificato. L’impegno era di creare aree funzionali per il giorno e per la notte.

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STUDIOATA, un collettivo di giovani architetti
Studioata ha sede a Torino nel quartiere San Salvario sede della movida notturna e luogo preferito dai giovani professionisti. Lo studio è nato in una data simbolica, il 2000, ed è diventato subito attivo partecipando a concorsi nazionali e internazionali dove ha ottenuto vari premi; in seguito è stato segnalato dalla stampa di settore come uno degli studi più promettenti nel panorama dei giovani architetti italiani. I giovani di Studioata intendono l’architettura non solo come disciplina del costruire, ma anche come scienza che indaga ciò che ci circonda; di conseguenza non è solo struttura e proporzione, ma anche comunicazione, immagine, interpretazione, rappresentazione e dialogo fra elementi tangibili e sovrastrutture mentali immateriali e mutevoli. Alle esperienze professionali affiancano iniziative culturali quali l’allestimento e l’organizzazione di mostre, la realizzazione di video e conferenze su design e architettura.

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In questa zona notte posta sulla sommità del cubo c’è il ricordo di un mito: la poetica “casa sull’albero”, un classico dell’immaginario infantile qui in versione minimal. Il minimalismo di questo studio insegue la poetica delle forme primarie fino al suo limite estremo, quello della trasfigurazione simbolica che confina col surreale.Il progetto è partito da un’idea base: mettere al centro del monolocale un grande cubo che separi lo spazio senza dividerlo e che contenga al suo interno tutti i servizi: il bagno, l’armadio e gli incassi della cucina. Un cubo magico, insomma.
La scala per accedere alla zona notte (che si trova sotto il travone centrale) è ritagliata nel volume stesso del cubo, tranne gli ultimi gradini che si staccano per non comprometterne l’essenzialità. Il volume del camino, incassato nel muro perimetrale, sfugge e si sottrae allo spazio giocando in contrasto con il parallelepipedo emergente, semplicemente intonacato, allungato e spoglio della canna fumaria. Unico elemento di spicco: la lastra di pietra incassata nella parete.Centralità del progetto: l’impiego di forme geometriche semplici che invadono prepotentemente lo spazio: un’architettura forte, invasiva, che crea bellezza e originalità.
Innovazione: si è liberato il monolocale dagli indispensabili servizi concentrandoli in un cubo centrale. E come una ciliegina sulla torta, sulla sua sommità è stato posto un grande letto che domina lo spazio e che, trovandosi sotto il colmo del tetto, gode dell’aria più calda della stanza.
Uso dei materiali: rivestimenti in MDF (medium density fiberboard).

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