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Il tappeto “etnico”: un ornamento di tendenza

Tra le principali tendenze che caratterizzano lo stile attuale del nostro modo di abitare, una presenza cospicua è data dal mobile, dal tessuto e dall’oggetto etnico che, portati in casa in un primo momento come ricordo di viaggio, oggi vengono raccolti e importati da specialisti che ne fanno un normale commercio. Ci si è accorti che, in un interno minimalista o in una casa di montagna con boiseries tradizionali, un oggetto etnico, avendo una carica di primitività e una sua diversità conclamata, legava perfettamente.
Così è avvenuto per il tappeto etnico, e non solo per quelli dell’Africa Nera che hanno disegni tradizionali del tutto locali, ma anche per i manufatti di popolazioni ai margini delle zone del tappeto classico; come nel caso delle tribù turcomanne, che pur usando motivi ripresi dai tappeti caucasici, li interpretano con una rigidità e uno schema cromatico simili ai
prodotti di popolazioni più primitive.
Qui sotto ne abbiamo un esempio: in una raffinata casa di montagna, con boiserie di legno antico e mobili dipinti secondo la tradizione alpina, il tappeto turcomanno stacca ma non stona, ed è la sua carica di artigianalità autentica
che lo rende compatibile.

A Ovindoli, guardando il Gran Sasso, era il rifugio di un noto attore romano, è diventata casa di vacanza per una famiglia, caratterizzata da elementi provenienti dal Trentino: l’appartamento ora si caratterizza per l’uso diffuso della boiserie nello stile alpino, esaltato dalla presenza della tipica kachelöfen trentina e dall’uso di finiture in ferro battuto.
Un rivestimento eseguito in legno anticato, piallato a mano e cerato, così che le sue superfici restituiscono morbidi riflessi che scorrono interrotti qua e là da modanature, figurazioni cromatiche e intarsi.
L’ingresso si presenta con un portoncino blindato rivestito. A seguire, il disimpegno della zona giorno ha un soffitto con un campo intagliato contornato da muri intonacati; un portale dà poi adito al soggiorno.
Progetto arch. Claudio Verri

Si è cercato di mantenere intatta la struttura del ‘500 con le sue capriate a grosse travi rinunciando ad aprire nuove porte e finestre che l’avrebbero snaturata e limitandosi a soppalcarla per renderla abitabile. Il tappeto divide in due parti la zona soggiorno, sottolineando il piacere di incontrarsi.

Tratto da CASE DI MONTAGNA 73
Tratto da CASE DI CAMPAGNA 95

 

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