ARCHITETTURA FARE

Luce che arreda

Tra i diversi elementi che concorrono alla definizione di un’architettura, la luce è il più evanescente, forse il più instabile. Certo quello il cui impatto emotivo è maggiore. Se dal medioevo gotico si ha la certezza di questo, solo nella contemporaneità lo studio sistematico dei rapporti tra luce, colore e stati d’animo ha posto sul piano dell’oggettività quanto fondamentale sia la luce per definire gli ambienti. Perché se la casa è il luogo in cui desideriamo star bene, solo una giusta illuminazione, nel giorno e nella notte, ci permetterà di ottenere questo scopo. Scorrendo sulle superfici, facendosi strada tra le ombre, la luce riempie ogni spazio e la fa parlare, con le tonalità del colore.

LE FONTI NASCOSTE
A scomparsa nelle pareti o nei soffitti: la luce si confonde col mistero e si nasconde nell’ombra: ma così mette in risalto le superfici ed esalta la libertà dello spazio. Tanti gli elementi in materiali naturali come il gesso, simile all’intonaco. Semplice, puro, eco-compatibile, atossico. Si plasma in soluzioni che restano invisibili. Elementi decorabili, proprio come le pareti (prodotti Panzeri Carlo Illuminazione).

LUCENTE
Le forme spesso sono tratte da elementi della vita di ogni giorno. Si usavano un tempo grandiosi, barocchi lampadari a “zuppiera”, ricchi di decori a fogliame…
Oggi la sensibilità è cambiata. La purezza delle linee e la semplicità del disegno prevalgono (“Mai” di Lucente)

UN BOUQUET DI ROSE E BOCCIOLI DIPINTO A MANO
Evoca la primavera e arreda con raffinata e gioiosa personalità. La struttura in bianco opaco dona grande armonia e leggerezza all’insieme che ben si adatta ad ambienti classici, abbinata alle ventoline in tessuto , o contesti contemporanei nella sua floreale semplicità. I modelli sono il risultato di una perfetta armonia fra tecnologia, creatività e manualità. (Modello Jasmine, Lampe).

Il segno è semplice, ma condensa molteplici significati. Industria e natura, velocità e quiete, sinuosità e rigore. Movimento e armonia (“Treis”, design Benjamin Hubert, produzione Kundalini).

LUCE E COLORE
I tanti volti della nostalgia: nel colore, nelle forme, nella consistenza materiale. E un  pizzico di suggestione da cartoni animati. Con la luce si può scherzare, perché essa proietta nella dimensione del sogno. E una piantana infondo è come un’abat-jour ingigantita, che invita a un dolce sorriso nella sera (“Demì” di Officinanove),

IL LEGNO PER ILLUMINARE
C’è un po’ di atmosfera nordica in queste lampade basate su elementi naturali, sia nel disegno, sia nei materiali. Effetto leggerezza nella traslucidità, struttura leggera in compensato (design di Seppo Koho, produzione Secto Design Oy).

LAMPADA STELLARE
I cavetti tengono in sospensione il paralume, meno visibili del cavo, contribuiscono a dare il senso di un fantastico disco volante. L’atmosfera da “Ufo” evoca immagini di alta tecnologia, di futuro stellare.
L’essenza dell’illuminazione (produzione Philips).
ACCENTI D’AUTORE
Un apostrofo sulla parete, applique d’arredo, che sta sulle più diverse superfici (design K. Pettersen, prod. Prandina)
ON THE ROAD
Lampade da giardino,con un che di “casual” e di “latino” ( “Outbox-Inbox” design Christian Piccolo produzione Il Fanale).

ORIGAMI E CLASSICITÀ
Dall’idea degli origami: le sculture di carta piegate sino a dar luogo a forme frastagliate
e complesse. Un incontro tra ingegno artistico e classicità (“Molecules” design Ilan Garibi, produzione Aqua Creations).

Nello sviluppo dell’abitazione contemporanea, dove abbondano gli open space e la fluidità nel disegno rievoca sempre più gli spazi aperti, ritroviamo proposte che suggeriscono una contaminazione. Si vive in interni pensandosi fuori. E l’arredo contribuisce a queste atmosfere sfuggenti, “di confine” o di oltre confine. Le lampade traggono ispirazione dai lampioni: elaborati, raffinati, arguti come li proponeva l’Art Decò. Il rame si presenta come trait-d’union tra passato e futuro (paletto  elettrificato, produzione Aldo Bernardi).

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