ARCHITETTURA PENSARE

Uno spazio in movimento

Un palazzo di fine ottocento nel centro storico di Biella, nella via dello “struscio” domenicale, è stato interamente svuotato, ristrutturato per quanto riguarda i servizi, e venduto a lotti come spazio “vergine” per chi volesse costruirci la propria abitazione.
L’architetto è stato chiamato dopo che il committente aveva già acquistato due lotti sullo stesso piano, comprensivi del sottotetto e liberi da ogni divisione muraria. L’architetto Federico Delrosso, che abita e svolge la sua professione a Biella (e il cui sito Internet è www.studiounodelrosso.com) ha avuto una facile intesa col committente: essendo suo coetaneo e amico (sono due ex trentenni rampanti entrambi biellesi) ha avuto carta bianca per realizzare un appartamento giovane e “da single”. C’è infatti un’unica camera da letto, piuttosto grande e vivibile anche come studio, sullo stesso piano del living. Ma andiamo per ordine d’intervento. Demolendo la soletta, si è fatto confluire il sottotetto nello spazio sottostante rendendolo più alto e arioso. Le travi non erano quelle originali, ma si è deciso di tenerle in vista come motivo decorativo intonacando le sottostanti tavelle per aumentare la luminosità. Nel tetto è stato ricavato un terrazzino proprio per far piovere altra luce dall’alto e al suo livello è stato costruito un soppalco in legno lamellare dove far continuare il soggiorno in una zona più raccolta. Il raccordo fra i due livelli è assicurato da una scala in acciaio, disegnata dall’architetto Delrosso, che è sicuramente l’elemento protagonista di questo living. La scala, prima di terminare a terra, ha un’elegante curva che imprime un dinamismo elicoidale a tutto lo spazio che sembra montare verso il soffitto. Il camino, un cilindro che sporge appena dalla parete, è stato pensato come conseguenza curvilinea di questo vortice.

La casa di un giovane e dinamico industriale è tutta giocata sul movimento di quinte prospettiche, doppi soffitti curvilinei e un camino al centro del living.Scavate nel suo volume, due nicchie quadrate, con faretti inseriti, diventano la sera un elemento di illuminazione oltre che un riparo per oggetti d’arte. Ma l’elemento curvilineo più determinante è il soppalco, appoggiato su tre pareti, che lascia libera la visuale del colmo del soffitto a travi incrociate. E’ la continuazione del soggiorno in una dimensione più riservata per ricevere gli amici, ascoltare la musica o vedere la TV. Ha lo sfogo, e la luce, di un terrazzino ricavato nel tetto.

La scala è un turbine di acciaio che crea un moto dinamico verso l’alto, riuscendo a collegare lo spazio ombroso di un interno ottocentesco a una nuova fonte di luce inventata nel soffitto.

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