ARCHITETTURA

Design: un convegno a Milano

L’aspirazione verso il cielo è implicita in ogni architettura. E con la dimensione verticale nasce la necessità di superare il dislivello: l’ascensore è la risposta”, come è stato sottolineato al convegno internazionale L’Ascensore…come? La centralità del progetto, dall’Ing. Matteo Volpe.
Organizzato da Fiera Milano Rassegna con il co-finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con L’ASCENSORE PERCORSO VERTICALE E ORIZZONTALE (Di Baio Editore) e ELEVATORI- The European Elevator Magazine (Volpe Editore) e svoltosi a LIFT (17 novembre 2010), il convegno è stato introdotto e coordinato dall’Ing. Matteo Volpe, Vice Presidente IGV Group, che ha evidenziato come “Oggi noi ci troviamo qui perché se è vero che gli ascensori nascono quale strumento tecnologico, è altresì vero che al loro progetto si associano sempre più pressantemente anche necessità di carattere estetico. Ricondurre questi due aspetti, quello tecnico e quello del design, entro un’armonica continuità, così come rinvigorire la collaborazione tra mondo del design e mondo della tecnologia, è l’obiettivo di questo incontro…»
La prima relazione, L’ASCENSORE: UN VIAGGIO NELL’ARCHITETTURA E NEL DESIGN, è stata tenuta dall’Arch. Alberto Salvati, che da tempo collabora con IGV Group nel portare la sconfinata dimensione dell’arte entro il ristretto volume della cabina ascensore. 
Fondamentale, ha spiegato Salvati, è l’uso del design «volto non tanto a rispondere a esigenze di mercato, quanto a dare una soluzione concorde con l’animo e la sensibilità umana pur di fronte a esigenze di funzionalità tecnica… Gli ascensori sono ben diversi dalle altre macchine usate per gli spostamenti: queste stanno nello spazio esterno, quelli all’interno degli edifici. Negli ascensori è necessario ritrovare la poetica dell’abitare». A tale  scopo, il colore può avere una funzione sostanziale: «Non lo considero una variabile astratta o immateriale, ma un componente strutturale: c’è il materiale pietra, il materiale legno, ma anche il materiale rosso, il materiale giallo… Esso interagisce coi volumi, dilata e trasforma le masse…»
La relazione successiva, dell’Arch. Giancarlo Marzorati, Presidente ALP (Associazione Laureati del Politecnico di Milano) sul tema L’ASSE PORTANTE DEL PROGETTO, ha portato il ragionamento sul terreno della relazione spaziale. 
Illustrando diversi suoi progetti, soprattutto multicinema e centri commerciali, ha mostrato come l’ascensore sia divenuto l’asse centrale del progetto: «L’ascensore era marginale, nascosto accanto alle strutture portanti: è diventato protagonista. In alcuni luoghi che ho progettato e che sono diventati emblematici dell’espansione della città, come il Multicinema Arcadia di Melzo (uno dei primi in Italia), o il Centro commerciale Le Porte Franche di Erbusco (Brescia), il vano ascensore impernia il progetto, organizzando l’insieme. Grazie al suo slancio si presenta in modo concettualmente nuovo: nel grande vano dell’atrio le persone possono non solo vedere il complesso in tutta la sua estensione verticale, ma anche percepirlo come vicino: l’ascensore toglie infatti la differenza tra i livelli. Chi guarda, sa immediatamente che continuerà a camminare in piano anche quando cambierà di livello. E quattro, cinque o “n” livelli, si presentano alla mente come se, invece di essere sovrapposti, si trovassero in continuità complanare. In pratica, l’ascensore cambia sia la percezione, sia il modo di usare l’edificio. E questo è tanto più esaltato dagli ascensori panoramici… » In questa riconcettualizzazione dell’ascensore come mezzo non solo per superare i dislivelli, ma anche per esperire, “conoscere” e “abitare” l’edificio, si realizza in modo naturale il congiungersi degli aspetti estetico e tecnologico. 
Di particolare importanza è stato l’intervento L’ASCENSORE NEGLI EDIFICI TUTELATI di Francesco Paolo Chieca, Architetto Direttore, Funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per la provincia di Milano, che ha posto il problema dell’accessibilità agli edifici storici.  
Notoriamente in Italia vi sono chiese, castelli, musei e molti altri edifici pubblici che sono anche di rilievo sotto il profilo storico architettonico. Questi da un lato devono essere tutelati, così che il loro volto non sia falsato da interventi contemporanei, ma dall’altro devono essere accessibili anche per chi ha difficoltà di deambulazione: per rispondere alla prima necessità, andrebbero conservati intatti, per rispondere alla seconda, in essi andrebbe trovato il sistema di introdurre elevatori che consentano l’accesso anche ai portatori di handicap. 
La Normativa attuale, ha spiegato Chieca «obbliga il progettista alla soluzione del problema mediante l’intervento di opere provvisorie… rimovibili, qualora non sia possibile procedere alla realizzazione di opere permanenti…» E l’uso di strutture in acciaio e vetro – differenti dalle architetture storiche – è un esempio di come si possano adottare figurazioni reversibili, per aggiungere corpi ascensore negli edifici storici. Ma, suggerisce l’Arch. Chieca, «bisognerebbe avere anche il coraggio progettuale di inserire elementi nuovi con involucri che riproducano caratteri storici. »
Oltre che superamento delle barriere architettoniche ed elemento qualificante, l’ascensore è anche un mezzo di trasporto a cui si richiede comodità e sicurezza. Ciò è stato evidenziato dalla Prof.ssa Arch. Jessica Astolfi, Docente Laboratorio Costruzioni di Architettura 1 (Facoltà di Architettura, Politecnico di Milano), nel suo intervento LA CREATIVITÀ AL SERVIZIO DELLA SICUREZZA E DEL COMFORT parlando degli aspetti soggettivi della sicurezza: «La sensazione di angustia che molti provano nello spazio limitato può essere fonte di problemi – e lo è tanto più se la cabina per qualsiasi motivo dovesse fermarsi. Le molteplici tecnologie oggi disponibili dovrebbero essere generalizzate: dall’uso di visori che consentano una comunicazione visiva, oltre che vocale, col centro di soccorso, al collocamento di motion detector capaci di riconoscere comportamenti anomali nel caso avvengano, come è capitato, aggressioni in ascensore…»
Gli architetti Sergio Roccheggiani e Marco Battistelli dello Studio BRAU, con il loro intervento ARCHITETTURA ACCESSIBILE, hanno presentato diverse nuove realizzazioni a carattere prevalentemente residenziale nella zona di Ancona, in cui il corpo ascensore acquisisce una posizione di particolare rilevanza.

L’Arch. Caterina Parrello, ha riferito il pensiero dell’Arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini, direttore della rivista L’ASCENSORE presentando gli immaginifici progetti dell’Arch. Antonio Sant’Elia, dei primi anni del XX secolo quando, convinto futurista, già immaginava città composte da grattacieli dotati di ascensori ubicati in vani indipendenti, accostati esternamente agli edifici e in posizione panoramica, come “macchina “ esterna al corpo edificato che di questo evidenzia lo slancio verticale.
L’Arch. Parrello ha ricordato i vari Premi nazionali di Idee di Architettura da DI BAIO EDITORE assieme al Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) e ha annunciato un nuovo Premio incentrato sul progetto dell’ascensore.
Il convegno è stato concluso da uno slide show che ha ripercorso i differenti numeri de L’ASCENSORE PERCORSO VERTICALE E ORIZZONTALE e altre testate DI BAIO EDITORE, per dar conto della incredibile vastità di applicazioni e della impressionante efficacia estetica di questo strumento.Da qualche anno sono invalse le competizioni sportive sulle scale dei grattacieli: le scale possono essere un’occasione per muoversi e persino per fare sport – ha evidenziato, nel suo intervento LE TIPOLOGIE E I CONTESTI, il redattore de L’ASCENSORE PERCORSO VERTICALE E ORIZZONTALE, Leonardo Servadio – ma al di là di questi momenti di eccezione, è importante che la città verticale sappia fare buon uso dell’ascensore nella quotidianità e progettualità.
Con il raffinarsi delle tecniche, oggi troviamo ascensori perfettamente integrati in luoghi storici, come la torinese Mole Antonelliana, il cui alto volume è attraversato all’interno da un ascensore panoramico sospeso da funi che sale per 88 metri offrendo lo spettacolo delle quattro pareti a volta.
Oppure ascensori (illustrati nei due recenti Pocket editi da DI BAIO EDITORE: Giancarlo Marzorati. Oltre la forma e Dujovne-Hirsch. La ristrutturazione del panorama urbano) che sono elementi fortemente caratteristici: come quello realizzato dall’Arch. Giancarlo Marzorati a Roma per il Grande Giubileo dell’anno 2000, per portare dal parcheggio interrato nel Gianicolo fino al parco sovrastante, o quello realizzato da Dujovne-Hirsch nelle torri El Faro, diventate il simbolo di Buenos Aires, che porta a un belvedere al 30o piano da dove la vista spazia sul Rio de La Plata…
L’ascensore è un’occasione per dare qualcosa di più all’edificio, non solo quanto a comodità, ma soprattutto quanto a design.»Gli oratori al Convegno internazionale L’Ascensore….come? La centralità del progetto, che ha avuto luogo il 17 novembre 2010, nell’ambito della fiera LIFT.
Da sinistra, Leonardo Servadio, Jessica Astolfi, Francesco Paolo Chieca, Giancarlo Marzorati, Matteo Volpe, Alberto Salvati, Marco Battistelli, Sergio Roccheggiani, Caterina Parrello.
Il Convegno è stato pubblicato anche sulla rivista internazionale Elevator World (maggio 2011, pag. 120), col titolo: “Design: the other face of engineering”.Sinergie per la contemporaneità con sicurezza, robotica e altre fiere delle energie rinnovabili: questo un aspetto importante di LIFT 2012, alla sua 10° edizione (7 – 9 Novembre), nel polo espositivo di Rho-Fiera Milano. Creatività, passione, competenza progettuale, tecnica e imprenditorialità, sono valori che hanno contribuito a far diventare l’Italia leader nell’ambito della componentistica degli ascensori.
Qui è nato ed è cresciuto l’Italian Design: qui si forgiano linguaggi, tendenze e strategie, qui dialogano imprenditori, architetti, progettisti, creativi. Dopo i buoni risultati registrati nel 2010, con 175 espositori (di cui 50 new entry, segno di un mercato nel quale emergono nuovi attori) di cui il 28% costituito da Aziende estere, e oltre 9mila visitatori (professionisti italiani e stranieri), LIFT si prepara al suo 10° compleanno con importanti novità puntando su tre concetti: business, informazione, formazione. Business: per dare sempre più visibilità alle aziende nel presentare le novità di prodotto e di servizi, ed essere un punto centrale per lo sviluppo e il consolidamento di opportunità commerciali. La contemporaneità con “SICUREZZA, ROBOTICA e GREENERGY EXPO”, il pacchetto fiere sulle energie rinnovabili, offrirà importanti opportunità di scambio e di mutuo arricchimento.
Informazione: LIFT ITALIA è da oggi presente sui maggiori social network e, in particolare, tramite il Gruppo creato su Linkedin, ambisce a diventare un riferimento e un collegamento tra le diverse edizioni della Fiera, dando spazio anche a promozioni commerciali, a opportunità di carriera e quant’altro possa aiutare aziende e operatori, a essere sempre meglio informati e più competitivi. Formazione: LIFT 2012 presenta un calendario di convegni, workshop ed eventi dedicati all’evoluzione della normativa, della tecnica, del mercato, degli aspetti collaterali al mondo degli ascensori, quali quelli legati alle tecniche e all’uso degli ascensori, alla sicurezza sul lavoro e agli strumenti degli installatori e/o dei manutentori. LIFT si conferma tra le mostre più importanti al mondo del settore ascensoristico e del trasporto verticale. È un’occasione unica di scambio e confronto per i professionisti che vogliono essere aggiornati e competitivi: manutentori, amministratori di condominio, architetti, progettisti, designer, tecnici, imprese sub-fornitrici…

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