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- ITINERARIO DI CITTA’
La prima forma urbana di Pistoia e quindi il primo nucleo stabilmente
abitato, nasce lungo la via consolare Cassia
che i romani avevano costruito durante le guerre liguri. Nel V secolo
Pistoia è già sede vescovile; la prima cerchia muraria si
deve invece ai Longobardi, nel sec. VIII, e ricalca parzialmente le mura
costruite in età romana. In questo periodo la città ha una
propria fisionomia politica ed amministrativa legata soprattutto alla
favorevole posizione del suo
territorio.
Nel periodo altomedioevale all’interno della prima cerchia sorgono
numerosi edifici religiosi a partire dalla Cattedrale,
S. Anastasio, S. Michele in Bonaccio, S. Michele in Cioncio ed il monastero
di S. Mercuriale. Anche al di fuori delle mura
vengono costruite chiese e monasteri localizzati secondo gli assi viari
principali, come S. Andrea, S. Bartolomeo, S.
Paolo, S. Giovanni Forcivitas, S. Maria Forisportam, S. Pier Maggiore
che saranno racchiusi successivamente dalle
seconda cerchia murarie. La costruzione di queste mura è documentata
nella seconda metà del sec. XII, e si rese
necessaria per l’incremento della popolazione urbana, conseguente
al passaggio da un’economia prevalentemente agricola ad una di carattere
mercantile, nel periodo comunale. Le mura, racchiudevano l’espansione
della città (sviluppata secondo uno schema radiale) da tre lati,
dato che a nord scorreva il torrrente Brana, che assolveva anche la funzione
di fossato antemurale. Nel periodo tra i sec. XII e XIII, Pistoia realizza
il suo massimo sviluppo politico ed economico.
Un segno dell’importanza politica di Pistoia è dato dalla
presenza, già fin dalla seconda metà del duecento, dei cinque
ordini mendicanti, che avevano costruito intorno al secondo anello murario
i loro conventi, mutando il tessuto urbano e determinandone anche in gran
parte il suo successivo sviluppo. Nel corso del sec. XIV vengono costruite
le ultime mura che racchiudono la città in un quadrilatero, ignorando
sostanzialmente l’orografia e le precedenti connessioni territoriali,
attraversato diagonalmente dai quattro rami dei borghi.
La potenza politica ed economica di Pistoia decadde completamente nei
secoli successivi, l’autonomia comunale sarà
sempre più soffocata dalla vicina Firenze e verrà definitivamente
soppressa nel 1402. Da questa data il territorio di Pistoia farà
parte, prima della Repubblica fiorentina e poi del Granducato, e l’economia
tornerà a basarsi quasi esclusivamente sull’agricoltura.
Lo sviluppo della città subì un brusco arresto, vista anche
la crisi delle attività che nei periodi precedenti avevano strutturato
un nucleo centrale, denso di vita e di edifici, ma che aveva lasciato
a ridosso delle mura vasti spazi verdi; l’attività edilizia
dei secoli successivi sarà prevalentemente legata alla sostituzione
o trasformazione dell’architettura medioevale.
Ad esclusione della crescita minuta dei sobborghi fuori porta, irrilevante
dal punto di vista della dimensione urbana,
bisogna arrivare al 1920-‘30 per registrare l’inizio di un
significativo sviluppo di quella periferia, che accrescerà la città,
in prevalenza ad ovest, con ritmo sostenuto a partire dall’ultimo
dopoguerra.
Attualmente il centro antico è completamente inglobato da tale
periferia, e la cinta muraria, tutt’ora in gran parte leggibile,
rappresenta solo un segno di memoria. Queste caratteristiche si riflettono
anche nell’itinerario dove vengono
esaminati sia gli edifici all’interno della città murata,
che testimoniano la storia culturale e religiosa fino al Novecento,
quanto gli edifici esterni ad essa, costruiti nel secondo dopoguerra e
che rappresentano i poli intorno a cui si è originato
un tessuto urbano spesso anonimo.
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