Tratto da:
REGESTO delle chiese italiane
N°1 - Pistoia


ITINERARIO COLLINARE-MONTANO
Di Baio Editore

III - ITINERARIO COLLINARE-MONTANO

Il territorio collinare-montano del Comune di Pistoia è inserito in una ben più vasta area segnata dalle alte valli della
Lima (che scende nel territorio lucchese), della Limentra e del Reno (confluenti nel versante bolognese). Le trasformazioni infrastrutturali, e di conseguenza economiche e sociali, avvenute fino alla prima metà di questo secolo sono state agevolate da una particolare orografia che vede in quest’area i valici appenninici di più facile accesso: ad est
quello di Collina (m.932) e più a ovest Le Piastre (m.876) nel comune di Pistoia e quello dell’Oppio (m.821), nel comune di S. Marcello. Valici che furono utilizzati fin dall’antichità e che nell’alto medioevo determinarono lo sviluppo di un sistema di percorrenze che trovavano in Pistoia il nodo di raccordo fra Firenze e Lucca.
Su questi itinerari montani sorsero pievi rurali ed ospizi per accogliere tra l’altro anche i pellegrini del “cammino di Santiago” (Pistoia è infatti un centro di culto iacopeo dalla prima metà del sec. XII) e ciò favorì lo sviluppo della via Francigena della Sambuca, tracciato alternativo a quello principale per il passo della Cisa; tale tracciato montano ha svolto una funzione di comunicazione importante fino al 1847 quando fu realizzata la strada statale Porrettana SS. 64.
Le modificazioni maggiori hanno interessato i centri principali della montagna pistoiese, ora compresi in altri comuni, ed in maniera più marginale nuclei, come quello di Pracchia, nel comune di Pistoia.
In particolare lungo l’asse che dal passo delle Piastre continua verso l’Abetone si svilupparono la produzione del carbone, la lavorazioni del ferro e, più a nord, della carta, disegnando sul territorio una fitta rete di impianti produttivi creando rapporti di interscambio continuativi con altre parti della Toscana.
In prossimità delle stazioni di posta realizzate lungo le nuove infrastrutture, a partire dal secolo scorso, si sono sviluppate strutture alberghiere e ricettive intorno a cui sono cresciuti gli attuali paesi come La Collina, Le Piastre e Pracchia.
Sotto Pietro Leopoldo avvengono le più significative trasformazioni dell’assetto territoriale altomedievole fino ad allora
sostanzialmente confermato, con la realizzazione nel 1778-’81 della strada Ximenes-Giardini, oggi SS.66, che collega
Pistoia con Modena attraverso il passo dell’Abetone. Essa costituisce un’esempio moderno di opera concepita con criteri ingegneristico-architettonici unitari con un completo sistema di strutture complementari.
All’epoca di Pietro Leopoldo con il vescovo Ricci si assiste all’attuazione di un programma di riassetto dell’intera diocesi
che prevedeva l’istituzione di nuove parrocchie nella fascia collinare-montana (tra il 1782 ed l’85 furono create 16
nuove sedi). Ben più rilevante della creazione della strada per Modena fu la nascita del tracciato ferroviario (iniziato da
Leopoldo II e terminato nel 1864) che rappresentava l’unica via ferrata di collegamento fra il centro Italia e la pianura
padana. In epoca recente l’intera area, con la creazione di nuove direttrici quali la Direttissima Bologna-Prato-Firenze
(1934) e l’Autostrada del Sole, ha risentito di un processo di abbandono e il patrimonio architettonico ha quindi subito
una sostanziale mancanza di interventi manutentivi, ancor più evidente nelle emergenze storico-artistiche rappresentate dagli edifici religiosi. Ad oriente della SS. 64, alla foce delle valli, della Brana e delle Buri, permane
un ricco sistema insediamento sulle pendici collinari, in uno scenario di grande pregio ambientale che trova le massime
espressioni nelle ville gentilizie con i relativi parchi.