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SCHEDA 2
Denominazione:
CAPPELLA DI VILLA
MARCHETTI
Località:
Pieve a celle, via S. Vito
Proprietà:
Privata
Rif. catastale: Fgl. 213 num. 42
Destinazione d’uso:
Cappella privata |
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La semplice ma elegante conformazione
della facciata
rimanda alla tradizionale tipologia della cappella rurale
ampiamente diffusa tra sec. XV I e XVIII
L’ordine architettonico affrescato
sulle pareti
interne suggerisce una profondità spaziale illusoria
incorniciando entro nicchie, le figure di Santi ed Evangelisti
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La famiglia Cellesi possedeva dal medioevo un castello in località
Celle, nei pressi dell’antica pieve di S. Pancrazio; diroccato questo,
e oramai scomparso, (probabilmente collocato in sommità al colle
e riconducibile all’attuale toponimo di
“Cellaccio”) era stato sostituito, tra il sec. XV ed il XVI
da un’altra residenza poco più a valle, forse anch’essa
fortificata, successivamente trasformata e accresciuta. Quest’ultima
nel 1680 venne messa all’asta e descritta come “podere con
case da cittadino e da lavoratore, con la chiesa e con tutte le sue ragioni
e pertinenze”, quindi a tale data doveva
sicuramente già esistere la piccola cappella tuttora visibile sul
lato orientale della residenza patrizia. Il complesso, acquistato dai
Marchetti, venne trasformato nella prima metà del sec. XVIII.
La cappella gentilizia, costituita da un piccolo vano coperto a capanna
con capriata lignea è stata internamente affrescata, probabilmente
in epoca settecentesca, con un elegante ordine architettonico prospettico
che incornicia le grandi figure di S. Bartolomeo e S. Jacopo (che si fronteggiano
sulle pareti laterali) affiancate dai quattro evangelisti, nonchè
l’altare in pietra serena addossato alla parete di fondo ed oramai
privo dell’originaria tela. Anche l’intradosso
della copertura con mezzane in cotto è decorato con motivi geometrici
bicromi. La facciata, rivolta a Sud verso la valle sottostante, è
caratterizzata dalle semplici aperture inquadrate da mostre in pietra
serena, portale affiancato da due finestre e sovrastato da occhio.
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