Tratto da:
REGESTO delle chiese italiane
N°1 - Pistoia


ITINERARIO COLLINARE-MONTANO
Di Baio Editore

SCHEDA 1

Denominazione:
CAPPELLA VILLA DI CELLE
Località:
Celle - Santomato, via Montalese
Proprietà:
Privata Rif. catastale: Fgl. 194 num. 51
Destinazione d’uso:
Spazi d’arte della Fattoria di Celle
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Gli elementi in pietra del doppio ordine architettonico
di facciata, determinano una bicromia tipicamente
tardo-manieristica

L’elegante interno, decorato a stucco conserva l’assetto voluto ai primi anni del sec. XVIII dal cardinale Agostino Fabroni

La villa di Celle sorge tra le colline di S. Quirico e quelle che sovrastano Santomato; ebbe la sua origine nel tardo medioevo come fortificazione, ma cominciò ad assumere l’aspetto di villa nel corso del sec. XVI, quando passò in proprietà ai Fabroni. Fu il cardinale Agostino Fabroni che, tra la fine del sec. XVII e l’inizio del sec. XVIII, trasformò
l’intero complesso nelle forme monumentali che tuttora lo caratterizzano, seppur segnato dai mutamenti operati dai successivi proprietari, i Caselli e quindi i De Marinis.
La cappella, che sorge sul retro della villa, all’inizio del grandioso parco romantico, venne fatta costruire dal cardinale Agostino nel 1703, come riportato nel cartiglio in facciata; è costituita da un’aula a pianta ottagonale, coperta a cupola, e preceduta da un porticato a tre campate ove il motivo della serliana articola i due ordini sovrapposti della facciata. La
cupoletta è esternamente dissimulata da una copertura a gradini concentrici sovrapposti con tegole disposte a raggiera. All’interno, ai lati dell’ingresso, con accesso diretto da porticato di facciata, vi sono due coretti con balaustre in legno dorato e intagliato che conferiscono all’ambiente un tono vagamente mondano, piú vicino al teatro che all’oratorio.
Per questa cappella studi recenti hanno propostro l’attribuzione all’architetto di corte Antonio Maria Ferri,
ciò giustificherebbe un certo respiro di cultura mitteleuropea, non estraneo a questa elegante architettura. Il buono stato di conservazione è frutto di una manutenzione costante e dei restauri curati dall’arch. Gurrieri negli anni ‘80; interessante è inoltre la sua contestualizzazione cappella, inserita nel parco che l’attuale proprietario, Giuliano Gori, ha trasformato in esposizione permanente di sculture contemporanee e di installazioni di arte ambientale.