Tratto da:
REGESTO delle chiese italiane
N°1 - Pistoia


ITINERARIO DI PIANURA
Di Baio Editore

II - ITINERARIO DI PIANURA

La pianura di Pistoia è urbanisticamente sviluppata secondo due assi quasi perpendicolari: in senso nord-sud la direttrice segnata dall’alveo dell’Ombrone (affluente dell’Arno), che ha funzionato per un suo tratto da contenimento
alla recente espansione della periferia cittadina, mentre l’asse est-ovest è costituito dalle infrastrutture autostradali e
ferroviarie per Firenze e per Lucca, parallelamente alle quali si attesta la fascia pedecollinare, funzionalmente distribuita
dalla statale Lucchese e dalla provinciale Montalese. Sul lato meridionale il limite fisico che separa la pianura pistoiese
dalla Valdinievole e dal basso Valdarno è rappresentato dalla dorsale del Montalbano raccordato alle pendici appenniniche dal passo di Serravalle. Anche le prime zone collinari del Montalbano, sono state comprese nel presente itinerario in quanto queste condividono sostanzialmente le vicende storiche ed economiche dell’area a sud della città, nettamente separata da quella a settentrione, sia dal corso dell’Ombrone, che dal tracciato della ferrovia e dell’autostrada, infrastrutture che organizzano e al contempo dividono nettamente in senso orizzontale il territorio comunale.
La “piana” pistoiese rappresenta la terminazione occidentale di un’area diffusamente antropizzata che ha assunto
sempre più i connotati di vera e propria area metropolitana, ma costituisce al contempo un’importante area agricola
ove si è sviluppata l’attività vivaistica che si è sostituita, quasi totalmente, alle colture tradizionali così da condizionare
e limitare l’espansione a macchia d’olio dei nuclei urbani esistenti che invece ha caratterizzato i limitrofi comuni di Agliana, Montale e Quarrata.
L’edificazione è comunque diffusa nell’intera “piana”, fin dal medioevo, parallelamente alla regimentazione dei
corsi d’acqua (il loro alveo è oggi preva- Presentazione dell’itinerario di pianura lentemente artificiale e frequentemente
pensile) e alla conseguente bonifica delle aree palustri, la pianura è andata popolandosi ed organizzandosi in comuni
rurali autonomi dall’amministrazione cittadina, alla quale sono stati annessi in età moderna. Gli edifici religiosi hanno
rappresentato i fulcri attorno cui si sono lentamente conformati gli abitati. Questa costante presenza di vita ha fatto registrare un elevato numero di presenze architettoniche, con caratteri di maggior continuità storica rispetto a quelle presenti nell’itinerario collinare-montano: ove dopo la realizzazione della rete di piedi medioevali, occorre arrivare al sec.
XVIII per assistere ad una modifica dell’assetto ambientale.
Attualmente, oltre ai centri più strutturati come Bottegone e Bonelle, recentemente interessati da interventi di edilizia economica e popolare, esistono numerose piccole realtà, sviluppatesi lungo la viabilità principale e collegate trasversalmente fra loro da una fitta rete di strade minori, dove sono numerosi gli edifici rurali e le ville gentilizie isolate che determinano un complesso sistema di relazioni fra costruito e natura.
Numerosi sono anche i capannoni di uso agricolo o artigianale, realizzati sulla spinta proveniente da un tessuto economico in crescita costante che in pochi decenni ha così potenziato l’attività vivaistica da far associare a Pistoia l’ambizioso titolo di capitale europea del verde.
L’area che dalle mura urbane si estende ad est, verso Montale e Agliana, a partire dagli anni Settanta è stata invece interessata da una stravolgente crescita della zona artigianale e commerciale; una vasta area di edifici, in gran parte privi di valenze qualitative, hanno sommerso le poche testimonianze architettoniche provocando al contempo una netta cesura fra le piacevoli colline di Santomato e la pianura vivaistica a meridione.