FARE

Le schede

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE A CARRARA
Località: Via Carriona, 57/a, Carrara
Nome della chiesa: Santuario della Madonna delle Grazie
Nome del Parroco: Don Mario Tucci
Oggetto segnalato: Affresco centrale, tele, tutti i marmi interni
Caratteristiche: Mirabile santuario del XVII secolo
Costo di intervento: £ 3.600.000 + £ 59.283.000
Segnalato da: Armando Monti (Carrara)


Disegno per la ricostruzione della facciata del Santuario della Madonna delle Grazie a Carrara. Affresco sulla parete absidale, Santuario della Madonna delle Grazie, Carrara.

La costruzione del Santuario venne cominciata tra il 1620 e il 1623 sotto Carlo I Cybo Malaspina e benedetto poi il 16 settembre 1676 sotto Alberico II, dal Vescovo G.B. Filipponi Tenderini, con solenne pontificale in occasione della festa del SS. Nome di Gesù. Internamente presenta pareti rivestite completamente di marmi policromi dal pavimento al cornicione, lo stile barocco raggiunge l’apoteosi nell’altare maggiore, opera dell’Arch. Alessandro Bergamini. Attualmente fa parte della parrocchia di San Giacomo a San Cristoforo. All’interno dell’oratorio Antoniano, adiacente al Santuario, si trova una sala multimediale per ragazzi e adulti, un cinema parrocchiale, una biblioteca, una scuola di cucito, una scuola di musica. Tutte queste strutture sono rette da volontari. L’edificio di culto necessita di interventi di restauro: dei marmi policromi e delle tele che adornano le pareti e specialmente dell’affresco murale incastonato al centro dell’altare maggiore. Altrettanto importante sarebbe aggiornare l’impianto di riscaldamento. La facciata esterna della chiesa, come oggi la vediamo, tutta in marmo ordinario di Carrara, è di recente costruzione e risale all’anno 1960. Ma è interessante conoscere che un manoscritto anteriore al 1777, molto dettagliato nelle misure e nella varietà, rivela che i marmi per il rivestimento della facciata erano già stati approntati, ma non vennero mai utilizzati. L’interno è in stile barocco rococò. Unico esempio in tutta la provincia di massa Carrara, è interamente fasciato da terra fino all’altezza del cornicione, di marmi bianchi e colorati sia locali sia stranieri, anche rari, sapientemente armonizzati tra di loro dai maestri artigiani carraresi intorno agli anni 1750-1777 circa, per iniziativa e interessamento del sacerdote carrarese Pietro del Medico, al quale il santuario restò affidato per tutta la vita.

S. AGATA IRPINA AD AVELLINO
Località: S. Agata Irpina – Solofra – Avellino
Nome della chiesa: S. Agata V. M.
Nome del Parroco: Don Marco
Oggetto segnalato: Restauro stucchi e decori della cappella annessa
Costo di intervento: £ 70.000.000 (presunto)
Segnalato da: Giuseppina Luciana Riccardo, restauratrice (Cimitile – NA)


La chiesa di S. Agata.
La zona dell’altare prima del restauro. Gli angeli dopo il restauro.
Si tratta di una chiesetta barocca, a navata unica, degli inizi del XVII secolo, in S. Agata frazione di Solofra in provincia di Avellino. Sembra essere il nucleo originario della parrocchia omonima con essa comunicante attraverso la porta della sacrestia. Gli stucchi barocchi presenti nella cappella sono composti da un impasto di calce, polvere di marmo, sabbia lavata e caseina. Rappresentano l’elemento costitutivo dei capitelli corinzi su lesene (presenti agli angoli e alle pareti), di cornici, cornicioni cartigli, ovali e volute. Della stessa materia sono costituiti gli angeli sulla parete dell’altare. È stato realizzato un intervento di ricostruzione del soffitto piano e della parte superiore dei cartigli; sono state consolidate le altre parti dei cartigli. Quale azione propedeutica si è operato un bendaggio con carta giapponese o tela di lino delle parti in pericolo di caduta. Si è provveduto all’asportazione a scalpello delle malte cementizie presenti nei fori praticate sulle pareti per eseguire iniezioni di cemento nella fase post terremoto. Dopo la pulitura sono state sostituite le armature in legno marcite con barrette di vetroresina, come anche le staffe che reggevano gli angeli. Lo stucco è stato consolidato con microiniezioni di resine; lesioni e fori sono stati riempiti con cocci di cotto e malte a base di sabbia di fiume. Sono state effettuate ricostruzioni sulla base di modelli approvati dalla Soprintendenza.

 

condividi :
Nel villaggio tra i monti la compagnia della sera
05/12/2005
L’architettura contadina piacedi nuovo a tutti
13/06/2007